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l'appello di convocazione, per adesioni
http://icc2006.oltreover.org
email:
iniziativecc2006@yahoo.it
Appello per una mobilitazione
nazionale
delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center
9 settembre 2006 – ore 9.00
ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA
ITIS GALILEI, via Conte Verde, 51
In quest’ultimo anno le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori
hanno imposto all’attenzione di tutti il mondo dei call center.
Mass media, politici e istituzioni ne hanno esaltato lo sviluppo
occupazionale e la flessibilità produttiva per contrapporlo alle
denunce dei lavoratori sulle condizioni di lavoro che in tali luoghi
si è costretti a subire in cambio di retribuzioni bassissime.
Ma le lotte esplose nei call center più importanti del panorama
nazionale, unitamente ad alcuni isolati interventi dei servizi
ispettivi di ASL e ispettorati del lavoro, hanno in parte imposto la
vera realtà produttiva, mettendo in luce:
• il sistematico utilizzo di ogni forma di contratto precario, anche
quelle palesemente illegittime, il lavoro a progetto, la
somministrazione, il tempo determinato, l’apprendistato, il lavoro
nero, tutte, quasi sempre, in versione part-time;
• i turni massacranti e gli orari di lavoro totalmente flessibili,
la struttura fortemente gerarchizzata e le indebite pressioni
esercitate sugli addetti al fine di aumentare i livelli di vendita
di prodotti e servizi, la totale assenza di autonomia professionale
e di possibilità di carriera, gli insostenibili ritmi e tempi di
risposta, le pesanti condizioni di stress lavorativo, le gravi
carenze dei percorsi formativi;
• l’abuso del contratto di lavoro a part-time (tanto da costituire
la tipologia contrattuale prevalente sia nelle grandi aziende, come
Telecontact center spa ed Atesia spa, che nei call center a
“conduzione familiare”), quasi mai determinato dalla libera scelta
della lavoratrice o del lavoratore ma individuato dal datore di
lavoro quale strumento di ulteriore flessibilità attraverso il quale
ottimizzare il rapporto tra riduzione del costo del lavoro e
copertura delle fantomatiche “curve di traffico”;
• l’uso dei call center quale volano di esternalizzazione delle
attività e di precarizzazione dei rapporti di lavoro, sia da parte
della pubblica amministrazione che delle grandi aziende private.
Il call center, quindi, non solo luogo fisico ma anche precisa
modalità organizzativa che, a seguito delle regole di flessibilità e
precarietà vigenti, sta determinando un insostenibile disagio
sociale e gravi ripercussioni sullo stato psico-fisico della
stragrande maggioranza degli addetti, siano essi operatori con
contratto a tempo indeterminato piuttosto che con contratti precari.
Contro tali condizioni, noi, lavoratrici e lavoratori dei call
center e delegati RSU delle aziende del settore, riteniamo oramai
irrinunciabile la costruzione di un percorso unitario di lotta di
tutti gli addetti dei call center che realizzi, entro il mese di
settembre p.v., una prima manifestazione nazionale.
In tal senso proponiamo di incontrarci in una ASSEMBLEA NAZIONALE, a
ROMA, il 9 SETTEMBRE, dove elaborare la piattaforma rivendicativa
comune e stabilire tempi e modalità delle iniziative di lotta.
luglio 2006.
Per info e adesioni:
http://icc2006.oltreover.org email:
iniziativecc2006@yahoo.it
Prime adesioni: Collettivo Precari Atesia (Roma), Collettivo Precari
Telegate (Livorno), Marina Biggiero (Rsu COBAS del lavoro Privato -
Telecom Italia 119 – Roma), Elisa Puddu (portavoce Zona
deprecarizzata – movimento sindacale sardo), Mariano Cardili (Slai
Cobas Cosmed – Catania), Riccardo De Angelis (Rsu FLMU-CUB Telecom
Italia – Roma), Domenico Teramo (RSU COBAS del Lavoro Privato
Telecom Italia – Roma), Manuela Giovanetti (Rsu FLMU-CUB Telecom
Italia - Bologna), Pina R. (Slai Cobas Action – Arese), Luigi Glave
(Rsu COBAS del Lavoro Privato H3G – Roma), Nicoletta Frabboni (Rsu
FLMU-CUB MPF azienda esternalizzata Telecom – Bologna), Maxim
Santelia (Rsu COBAS del Lavoro Privato Telecontct Center – Roma),
Stefano Masala (FLMU-CUB Telecom Italia 119 Bologna), Giancarlo
D’Amato (Cobas del Lavoro Privato Telecom Italia 187 – Roma),
Nicoletta Salsini (FLMU-CUB Telecom Italia 191 – Bologna), Marco
Vitelli (Cobas del Lavoro Privato Telecom Italia 191 – Roma),
Alessandro Pullara (Rsu Cobas del Lavoro Privato Telecom Italia –
Roma), Fulvio Macchi (Rsu SNATER Telecom Italia – Trieste), Giorgio
Ziantona (Rsu FLMU-CUB Telecom Italia – Roma), Mauro Cittadini (Rsu
SNATER Telecom Italia – Roma, Roberto Piazza (Rsu Cobas del Lavoro
Privato Telecom Italia – Roma), Mikaela Petrocchi Rsa CUB Trasporti
Call Center Alitalia, COBAS Sepa – Roma, COBAS Precari Call Center
ex B2win/Acea – Roma, Claudio Cugusi (consigliere Prc Comune
Cagliari), Raffaele Granito (Rsu Cobas Telecom Italia – Roma),
Fulvio Freschi (Rsu Cobas Telecom Italia – Roma), Cristiano Muccini
(Cobas Atesia – Roma), Marcantonio Lunardi (Lucca), Carmela Losco (Rsu
Snater Telecom Italia 119 – Bologna), Fabio Obbia (Rsu Snater
Telecom Italia – Udine), Renato Coletta (Rsu Snater Telecom Italia –
Messina), Lavoratori precari dei call center (E-care, Europe
Assistance, Team promotion- Milano), Fabbrizio Dubbini (Rsu Snater
Telecom Italia – Ancona), Andrea Lugli (Rsu Snater Telecom Italia –
Ancona), Carlo Giacchetta (Rsu Snater Telecom Italia – Ancona),
Franco Alessandrini (Rsu Snater Telecom Italia – Ancona), Bruno
Brandoni (Rsu Snater Telecom Italia – Ancona), Francesco Befani (Rsu
Snater Telecom Italia – Terni), Ilario Succi Cimentini (Rsu Snater
Telecom Italia – Bologna), Voci Stonate Comitato lavoratori (ex) Tim
(Roma), Alessandro Pelati (part-time simpatizzante CUB Telecom
Italia Roma), Massimiliano Burioli (Rsu Snater Telecom Italia –
Rimini), Massimo Dotti (Rsu Snater Telecom Italia – Bologna), Luigi
Mezzedimi (Rsu Snater Telecom Italia – Bologna), Maria Rita
Selvaggio (Rsu Snater Telecom Italia – Bologna), Margherita
Serraglia (Milano), Andrea Restaino (Uil Tele2 Trascom – Bari),
Circolo delle Telecomunicazioni PRC, Francesco F. (Atesia),
Slaicobas call center Teleperformance (Taranto), Alberto Burgio
(deputato PRC-SE), Coordinamento Precari Studenti Operai La Spezia.
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