Comunicato del Forum Insegnanti sulla
Direttiva Ministeriale per l'anno 2006
E'
sufficiente leggere gli atti del Ministro ed in particolare
la Direttiva Ministeriale del 25 luglio 2006 per rendersi
conto che il metodo del cacciavite è un fallimento,
assolutamente inefficace per contrastare l'impianto
culturale delle leggi Moratti.
In tanti anni di opposizione alle leggi Moratti, abbiamo più
volte affermato, mediante documenti ed Appelli, che non
sarebbe stato possibile eliminare gli effetti perniciosi di
tali norme sulla nostra Scuola, senza abrogarle.
Il Ministro ha assicurato che avrebbe ottenuto lo stesso
effetto attraverso modifiche, adoperando la "tecnica del
cacciavite".
A tre mesi dalla sua nomina, constatiamo che le nostre
obiezioni erano assolutamente fondate, per cui non resta al
Ministro che constatare il fallimento di tale metodo.
Scorrendo gli atti del nuovo Ministero sorgono
spontanee le seguenti riflessioni:
1) La disapplicazione del tutor non esclude la
persistenza del docente prevalente, il sospetto è che "tutto
cambia affinché tutto resti uguale"
Noi riteniamo che non si supererà la dequalificazione della
didattica determinata dalla riforma Moratti se non
riaffermando il principio pedagogico della competenza
disciplinare dei docenti, nè la questione dell'insegnante
prevalente può essere lasciata all’arbitrio delle singole
scuole, poiché è un'intollerabile involuzione verso
l’insegnante tuttologo/nientologo ed è lesiva della pari
dignità tra i docenti.
2) La scelta di disapplicare la figura tutoriale,
con
l’accordo ARAN del 17.08.06, ma non eliminare la sua
funzione, che resta "spalmata" sul corpo docente, conferma
implicitamente il metodo della personalizzazione, l’uso del
portfolio, ecc., non aboliti e collegati alla funzione del
tutor.
E’ tutto l’impianto delle leggi Moratti che permane , per
cui le scuole restano nel baratro in cui sono state
precipitate.
3) Il ministro riconferma con
l’obiettivo A 17 della
Direttiva emanata il 25 luglio, l’uso del portfolio a
condizione che sia garantita la tutela della privacy,
ignorando l’inadeguatezza e il carattere discriminatorio di
tale strumento valutativo.
Inadeguato, in quanto tenta di fissare ciò che per
sua natura è in continua evoluzione;
discriminatorio, poiché penalizza l’alunno che
nella vita sociale e familiare non gode di particolari
opportunità.
4) Non si abrogano le Indicazioni Nazionali,
aborrite in questi anni dal mondo della Scuola e fatte
oggetto di proteste e di Appelli di intellettuali ed
Associazioni. Anzi si afferma la loro prescrittività,
ignorando che i programmi preesistenti non sono mai stati
formalmente abrogati.
Stenderemmo un velo pietoso sulla fantasiosa trovata del
Ministro di affidare la revisione delle indicazioni
nazionali ad una commissione estratta a sorteggio, se non
fosse che tale scelta è indice di poca serietà
nell’affrontare il problema, ai limiti del ridicolo.
5) Nella Direttiva Ministeriale del 25 luglio, al
punto B.2.3 , è stato
riconfermato il mandato all’INVALSI di monitorare il
sistema, comprese le singole istituzioni scolastiche.
L’INVALSI, a sua volta il 26 luglio ha deliberato, di
conseguenza, per organizzare le prove per il prossimo anno.
Riteniamo che tali prove siano illegittime e lesive della
dignità della scuola, che nel periodo delle
somministrazioni, viene gettata in un vero e proprio caos.
Esse sono prive di qualsiasi valore scientifico, applicando
alla scuola arbitrariamente un metodo valutativo mutuato
dalle aziende.
6) In questi mesi, anche a causa dei tagli non
abbastanza contrastati dal Ministero, non si è fatto nulla
per il ripristino del tempo pieno e del tempo prolungato,
con le compresenze, nè per eliminare l'obbrobrio pedagogico
del tempo "spezzatino".
Ci sentiamo fortemente mortificati da un "governo amico",
che nulla fa per impedire che le scuole riaprano con il
tempo scuola "morattiano", compresi gli "spezzatini vari"
7) La Direttiva Ministeriale con
l’obiettivo A 9 ha dato
l’indicazione di dare attuazione all’alternanza
scuola-lavoro per la secondaria superiore, stipulando
accordi con le imprese per la fascia di età 15-18anni.
A fine maggio era stata sospesa la sperimentazione del
Decreto attuativo n. 226/05 del 2° ciclo, con plauso
generale. Credevamo che ciò fosse il primo passo verso il
ritiro del Decreto e la bocciatura degli obbrobri ideati
dalla Moratti intorno al doppio canale.
Constatiamo invece che si vuole anticipare con l'obiettivo A
9 della Direttiva l’appoggio ad un disegno di riforma della
scuola superiore, con una canalizzazione formalmente meno
precoce della precedente, ma con la stessa sostanza. Ciò è
molto grave.
Riteniamo che la Scuola debba essere potenziata sia
finanziariamente che didatticamente, ed in essa gli alunni
debbano acquisire conoscenze e competenze che li rafforzino
rispetto al mondo del lavoro. Perciò è necessario portare
l’obbligo a 18 anni. Pensare di demandare all’impresa ciò
che compete alla scuola è anticostituzionale.
8) Generico l’impegno a favore dei precari dell’obiettivo
A2 della Direttiva mentre l’obiettivo
A30 conferma il trattamento privilegiato ricevuto dagli
insegnanti di religione nella passata legislatura.
L’obiettivo A2 non fa alcun cenno alle ulteriori 23500
assunzioni di personale precario promesse dal ministro per
quest’anno scolastico, citando solamente un generico piano
pluriennale di assunzioni, senza fornire alcuna cifra
precisa.
Ben diverso l’obiettivo A30 in cui si dichiara che verranno
assunti 3.060 insegnanti di religione cattolica, che
oltretutto entreranno in ruolo con uno stipendio
proporzionato al servizio svolto, mentre un normale precario
entrato in ruolo parte da un servizio nullo ( anni: zero).
Insomma, il ministero si preoccupa di stabilizzare
definitivamente gli insegnanti di una materia facoltativa,
mentre i docenti precari di materie obbligatorie devono
accontentarsi di vaghe promesse senza alcuna garanzia per il
proprio futuro.
Con il presente comunicato, sulla base delle
considerazioni fin qui espresse
Ci rivolgiamo al Ministro affinchè adotti i
provvedimenti urgenti e necessari per un sereno avvio
dell'anno scolastico, chiedendo l'immediata cancellazione
in termini chiari ed inequivocabili del tutor (docente
prevalente e funzione tutoriale in genere), del portfolio,
delle rilevazioni Invalsi, delle Indicazioni nazionali
(ripristinando pro-tempore i programmi preesistenti),
dell'orario spezzatino.
Riteniamo inoltre indispensabile il ripristino del tempo
pieno e prolungato, l'elevazione dell'obbligo scolastico a
18 anni e l'adozione di misure urgenti per contrastare il
fenomeno del precariato scolastico, che superino le
vaghe promesse.
Chiediamo ancora al Ministro che abroghi,
subito dopo, le leggi Moratti, utilizzando le normali vie
parlamentari e rinunciando al fallimentare "cacciavite";
solo tale atto infatti può permettere la ricostruzione della
Scuola su basi solide e veramente adeguate ai tempi.
Ci rivolgiamo anche alle forze politiche,
in particolare a quelle che durante la campagna elettorale
si sono schierate per l'abrogazione della riforma moratti,
affinchè mostrino corenza di propositi nel determinare una
vera politica di svolta e di cambiamento rispetto ai
provvedimenti sciagurati del precendente governo, che hanno
determinato il caos e il degrado della scuola.
Rivolgiamo, infine, un appello ai sindacati
affinchè assolvano in pieno il loro ruolo di promozione di
una scuola pubblica di qualità per tutti e di difesa dei
diritti di tutti i lavoratori, soprattutto dei precari,
sollecitando il ministro a prendere atto che le strategie
fin qui adottate per contrastare gli effetti delle leggi
Moratti si sono rivelate inefficaci, poiché non intaccano
l'impianto culturale della riforma. Per questo la scuola va
ripensata a partire dall'abrogazione della riforma Moratti
con il pieno coinvogimento di chi vi opera.
Con questa finalità
100.000 cittadini e cittadine, insegnanti, genitori e
studenti hanno consegnato alla Camera una
proposta di legge di iniziativa popolare per una buona
scuola, il Ministro e il Parlamento non potranno
ignorarla.
Foruminsegnanti.it