Pubblichiamo l'appello
per la mobilitazione di settembre nei call
center
Appello per una mobilitazione
nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dei
call center
In quest’ultimo anno le lotte delle lavoratrici e
dei lavoratori hanno imposto all’attenzione di tutti
il mondo dei call center.
Mass media, politici e istituzioni ne hanno esaltato
lo sviluppo occupazionale e la flessibilità
produttiva per contrapporlo alle denunce dei
lavoratori sulle condizioni di lavoro che in tali
luoghi si è costretti a subire in cambio di
retribuzioni bassissime.
Ma le lotte esplose nei call center più importanti
del panorama nazionale, unitamente ad alcuni isolati
interventi dei servizi ispettivi di ASL e
ispettorati del lavoro, hanno in parte imposto la
vera realtà produttiva, mettendo in luce:
• il sistematico utilizzo di
ogni forma di contratto precario, anche quelle
palesemente
illegittime, il lavoro a progetto, la
somministrazione, il tempo determinato,
l’apprendistato, il lavoro nero, tutte, quasi
sempre, in versione part-time;
• i turni massacranti e gli orari di lavoro
totalmente flessibili, la struttura fortemente
gerarchizzata e le indebite pressioni esercitate
sugli addetti al fine di aumentare i livelli di
vendita di prodotti e servizi, la totale assenza di
autonomia professionale e di possibilità di
carriera, gli insostenibili ritmi e tempi di
risposta, le pesanti condizioni di stress
lavorativo, le gravi carenze dei percorsi formativi;
• l’abuso del contratto di lavoro a part-time (tanto
da costituire la tipologia contrattuale
prevalente sia nelle grandi aziende, come
Telecontact center spa ed Atesia spa, che nei call
center a “conduzione familiare”), quasi mai
determinato dalla libera scelta della lavoratrice o
del lavoratore ma individuato dal datore di lavoro
quale strumento di ulteriore flessibilità attraverso
il quale ottimizzare il rapporto tra riduzione del
costo del lavoro e copertura delle fantomatiche
“curve di traffico”;
• l’uso dei call center quale volano di
esternalizzazione delle attività e di
precarizzazione dei rapporti di lavoro, sia da parte
della pubblica amministrazione che delle grandi
aziende private. Il call center, quindi, non solo
luogo fisico ma anche precisa modalità organizzativa
che, a seguito delle regole di flessibilità e
precarietà vigenti, sta determinando un
insostenibile disagio sociale e gravi ripercussioni
sullo stato psico-fisico della stragrande
maggioranza degli addetti, siano essi operatori con
contratto a tempo indeterminato piuttosto che con
contratti precari.
Contro tali condizioni, noi,
lavoratrici e lavoratori dei call center e delegati
RSU delle aziende del settore, riteniamo oramai
irrinunciabile la costruzione di un percorso
unitario di lotta di tutti gli addetti dei call
center che realizzi, entro il mese di settembre p.v.,
una prima manifestazione nazionale.
In tal senso proponiamo di incontrarci in una
ASSEMBLEA NAZIONALE, a ROMA, il 9
SETTEMBRE, dove elaborare la piattaforma
rivendicativa comune e stabilire tempi e modalità
delle iniziative di lotta.
luglio 2006.
Per info e adesioni:
http://icc2006.oltreover.org/ email:
iniziativecc2006@yahoo.it
Prime adesioni: Collettivo Precari Atesia (Roma),
Collettivo Precari Telegate (Livorno), Marina
Biggiero (Rsu COBAS del lavoro Privato - Telecom
Italia 119 – Roma), Elisa Puddu (portavoce
Zona deprecarizzata – movimento sindacale sardo),
Mariano Cardili (Slai Cobas Cosmed – Catania),
Riccardo De Angelis (Rsu FLMU-CUB Telecom Italia –
Roma), Domenico Teramo (RSU COBAS del Lavoro Privato
Telecom Italia – Roma), Manuela Giovanetti (Rsu
FLMU-CUB Telecom Italia - Bologna), Pina R. (Slai
Cobas Action – Arese), Luigi Glave (Rsu COBAS del
Lavoro Privato H3G – Roma), Nicoletta Frabboni (Rsu
FLMU-CUB MPF azienda esternalizzata Telecom –
Bologna), Maxim Santelia (Rsu COBAS del Lavoro
Privato Telecontct Center – Roma), Stefano Masala (FLMU-CUB
Telecom Italia 119 Bologna), Giancarlo D’Amato (Cobas
del Lavoro Privato Telecom Italia 187 – Roma),
Nicoletta Salsini (FLMU-CUB Telecom Italia 191 –
Bologna), Marco Vitelli (Cobas del Lavoro
Privato Telecom Italia 191 – Roma), Alessandro
Pullara (Rsu Cobas del Lavoro Privato Telecom
Italia – Roma), Fulvio Macchi (Rsu SNATER Telecom
Italia – Trieste), Giorgio Ziantona (Rsu FLMU-CUB
Telecom Italia – Roma), Mauro Cittadini (Rsu
SNATER Telecom Italia – Roma, Roberto Piazza (Rsu
Cobas del Lavoro Privato Telecom Italia –
Roma), MIkaela Petrocchi Rsa CUB Trasporti Call
Center Alitalia, COBAS Sepa – Roma, COBAS
Precari Call Center ex B2win/Acea - Roma
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