Le posizioni del governo sulla scuola sono inaccettabili
Gli insegnanti non sono disponibili a tollerare ancora il massacro della Scuola Statale
(5 luglio 2006)
Le posizioni del Governo sulla Scuola
sono inaccettabili:
- non corrispondono affatto alle ragioni per cui la
coalizione di centro-sinistra si è fatta votare;
- mantengono sostanzialmente inalterati i capisaldi della
riforma moratti , palesemente costruita in contrasto con la
Costituzione vigente, che perciò dovrebbe essere abrogata in
toto;
- mostrano come la coalizione e il governo non abbiano alcun
progetto alternativo sul sistema educativo e sulla scuola in
generale.
- conferiscono al ministro dell'economia un ruolo improprio:
egli ha il compito di far quadrare i conti, ma non quello di
definire la politica del governo sull'istruzione.
Il presidente Prodi prenda in considerazione questi rilievi,
che esprimono un sentire diffuso tra gli insegnanti e le
famiglie non più disposti ad essere presi in giro
ulteriormente!
Nel programma elettorale, infatti, sia pur in maniera vaga,
si faceva riferimento ad un segnale di svolta che avrebbe
dovuto essere dato con gli atti dei primi mesi di governo,
in radicale discontinuità con gli indirizzi e le scelte di
centro-destra, abrogando la legislazione vigente in
contrasto con il programma stesso.
Nelle recenti dichiarazioni del ministro e del suo vice,
invece, cogliamo degli intenti che vanno in tutt'altra
direzione ovvero quella del mantenimento sostanziale della
legislazione vigente in particolare nel primo ciclo in cui
il tutor, il portfolio, le indicazioni nazionali vengono
confermati.
Tale improvvida scelta ha per conseguenza il mantenimento
della riduzione del tempo scuola, operato dalla Moratti, che
introdusse l’inconcludente “tempo spezzatino”, formato da un
insufficiente numero di ore obbligatorie a cui venivano
aggiunte quelle facoltative opzionali, provvedimento che ha
contribuito anch'esso al caos e al degrado attuale. Il tempo
pieno e il tempo prolungato sono gettati nell’oblio
definitivamente.
L' Unione aveva inserito nel suo programma l'immediata
copertura di tutti i posti vacanti, invece adesso si parla
solo di tagli e blocco del turn-over: mantenere un numero di
docenti precari così ingente nella scuola (circa il 20% del
totale) significa rinunciare in partenza a qualsiasi forma
di continuità didattica danneggiando pesantemente la qualità
dell' insegnamento.
Non vogliamo piccolo cabotaggio e nemmeno toni da
amministratore delegato.
L'Unione deve avere un progetto per il sistema educativo
italiano, un progetto di lungo respiro che restituisca
centralità alla scuola pubblica laica e di tutti!
Non accettiamo nulla di diverso da questo.
Non accettiamo che si ritengano ormai morti e sepolti i
programmi nazionali mai abrogati, che pur con i loro limiti
superabili senza ricorrere necessariamente al colpo di
spugna morattiano, traevano la loro validità dai fondamenti
epistemologici delle discipline, dalla loro interrelazione e
dal rapporto con la personalità in crescita degli alunni.
Elementi del tutto assenti nelle indicazioni nazionali,
delle quali, invece, il viceministro Bastico afferma la
prescrittività giuridicamente discutibile.
Non accettiamo che si ritenga irreversibilmente conclusa la
stagione del "moduli" nella scuola elementare, un modello
organizzativo che garantisce la pari dignità delle
discipline e tra i docenti.
Perchè mai dovremmo rinunciare a riportare in essere le
buone pratiche della scuola e mantenere in vita una riforma
che ha generato caos ed insoddisfazione?
Abbiamo riempito buchi e tappato le falle nelle scuole di
ogni ordine e grado perchè i nostri alunni non soffrissero
dell'insipienza e del cinismo del governo berlusconi.
Va rilevato inoltre che, per la prima volta, dal mondo della
scuola è nata una proposta di legge di iniziativa popolare
frutto dell'impegno e della passione civile di insegnanti,
genitori e studenti che ha già raccolto più di settantamila
firme in tutta Italia e che, allo stato delle cose,
rappresenta l'unico progetto organico e alternativo alla
Moratti, avendo l'ulteriore pregio di essere stata elaborata
da chi ha esperienza diretta di scuola.
Il Ministro, se vuol essere veramente aperto al dialogo, non
può fingere di ignorarla o peggio di mortificarne le
istanze.
Sia chiaro che non accetteremo nessuna ipocrisia politica da
parte di un governo di centro- sinistra, che ha promesso
tutt'altro.
Consigliamo il ministro di tenerne conto e lo stesso
chiediamo al presidente Prodi.
Il Forum insegnanti
fonte: info@foruminsegnanti.it