Gino Strada risponde al ministro della Difesa italiano Arturo Parisi
(3 luglio 2006)
Questa mattina ho visto due blindati
italiani passare davanti all’ospedale di Emergency, nel
pieno centro di Kabul. I militari spuntavano dalla torretta,
ruotando la mitragliera da destra e sinistra, lentamente, a
“coprire” entrambi i lati della strada. Mi sono chiesto che
penseranno i cittadini di Kabul della loro citta’
attraversata da carri armati stranieri. E che sensazione
avranno i passanti nel vedersi puntate addosso quelle
mitraglie?
Ho avuto il piacere di conoscere il Ministro Parisi qui a
Kabul, e ne ho apprezzato l’interesse per il nostro lavoro.
Tornato a casa, leggo sul Corriere di oggi una sua
dichiarazione che suona cosi’ “Se Emergency puo’ agire a
Kabul, e’ grazie alla protezione dei militari”.
Domanda secca: perche’ un Ministro dice bugie?
Una bugia sciocca, tra l’altro, banale, facilmente
confutabile: Emergency era a Kabul gia’ nel 2000, quando non
c’erano truppe italiane e perfino la nostra l’Ambasciata era
chiusa da anni. Gia’, eravamo a Kabul nella Kabul talebana.
E dal 1999 in Panchir, con un ospedale che curava chi viveva
da quella parte del fronte. Banalmente, per non fare torto a
nessuno e occuparci il piu’ possibile di chi aveva bisogno,
senza chiedere appartenenze. A Kabul come in Panchir,
abbiamo lavorato per anni senza protezione militare.
Dal 7 ottobre 2001 per oltre un mese Kabul e dintorni sono
stati bombardati. Lotta al terrorismo, sicurezza
internazionale? La nuova guerra in Afghanistan, Signor
Ministro, e’ iniziata cosi’, con i B52 a sganciare bombe
anche da sette tonnellate, da quarantamila piedi. Molte
migliaia di civili sono morti sotto quelle bombe, Signor
Ministro. Possiamo fornirle nomi e indirizzi, se le
interessa. Piu’ morti, molti di piu’, che alle Torri
Gemelle: hanno fatto ‘giustizia” quei bombardamenti? O la
“guerra al terrorismo” non e’ stata invece un altro atto di
terrorismo? Moltiplicare le vittime, nella macabra rincorsa
ad uccidere di piu’, ciascuno per le sue ragioni, non mi
sembra una strada ragionevole. La trovo perfino dis-umana.
Ma torniamo a Kabul. Neanche in quella occasione abbiamo
avuto bisogno dei militari a proteggerci (anzi i militari di
ogni sorta erano in verita’ il pericolo). E abbiamo
continuato cosi’, a Kabul e nel resto dell’ Afghanistan. Nei
cinque anni di “guerra al terrorismo”, abbiamo fatto il
nostro lavoro - curare persone ferite o ammalate - senza
bisogno dei militari.
E allora, Ministro Parisi, perche’ quella bugia?
Pero’ in qualche modo la capisco: lei “deve” dire bugie
sull’Afghanistan. Vi e’ obbligato dall’avere scelto di
partecipare a una operazione di guerra cammuffandola e
spacciandola per operazione di pace.
Non si puo’ fare senza raccontare bugie. E senza apparire
ridicoli. Gli Stati Uniti chiamano GWATquello che stanno
facendo in Afghanistan (con Enduring Freedom prima, con
l’ISAF poi, infine con la Nato): guerra globale contro il
terrorismo. Il nostro Ministro della Difesa tende invece a
far credere che le truppe italiane (che hanno partecipato a
tutte le Operazioni lanciate in Afghanistan) siano qui a
fare la guardia ai medici.
Mi spiace contraddirla Signor Ministro, ma non siamo qui
grazie ai suoi soldati, ne’ ad altri militari. Anzi la loro
presenza e’ per noi motivo di seria preoccupazione, per la
sicurezza nostra del nostro staff e dei nostri pazienti.
Provi a trovare altre scuse, per giustificarla. Per quanto
mi riguarda, e per quanto riguarda Emergency, puo’ riportare
a casa le sue truppe domani mattina. Anzi ci spingiamo a
pensare che lei dovrebbe farlo. Per molte ragioni, la piu’
evidente essendo che lei ha giurato di rispettare la
Costituziome Italiana, Articolo 11 compreso.
01.7.2006
Gino Strada