|
RINNOVO DEL CCNL CHIMICO-FARMACEUTICO
Il contratto collettivo nazionale di lavoro del settore
chimico farmaceutico firmato dalle organizzazioni sindacali
di categoria è un atto grave di rottura dalle linee confederali
discusse e affrontate nel XV Congresso della CGIL. Le
caratteristiche di alcuni capitoli contrattuali preludono ad un
impianto che riduce il ruolo del CCNL, aumenta la
precarietà ed introduce nel privato norme di
“raffreddamento del conflitto”.
Mercato del lavoro
Si dà la possibilità alle imprese di assumere lavoratori con
contratto a termine per un massimo di 48 mesi e lavoratori
somministrati per 60 mesi, non prevedendo, inoltre,
certezze di stabilizzazione e di controllo per le RSU. Si
allargano in tal senso le maglie della L30 e della L368,
senza porsi l’obiettivo di controllare e contrattare il mercato
del lavoro, ma lasciando nelle mani delle Imprese ampi
margini di gestione.
Deroghe “ IN PEIUS” del CCNL
Si offre la possibilità al 2’ livello di contrattazione di
effettuare accordi peggiorativi del CCNL introducendo una
commissione nazionale di validazione di tali accordi; si
introduce così un elemento di scardinamento del valore
universale del CCNL e si incrementano le difficoltà per le
RSU nella contrattazione aziendale che potranno essere
sottoposte a forti pressioni e ricatti
per firmare accordi in peius rispetto al CCNL.
Raffreddamento del conflitto
Viene introdotta una procedura contrattuale che ricorda la
filosofia della legge 146 nei servizi pubblici, producendo
nei fatti dei limiti nella gestione autonoma del conflitto da
parte delle RSU.
Ricordiamo che sulle norme di limitazione del diritto di
sciopero per i servizi pubblici la CGIL intende intervenire
per aumentarne le agilità.
Per questi motivi riteniamo che questo contratto sia
negativo e che tutta la CGIL debba assumere una
posizione netta.
Come appare chiaro, anche da successive dichiarazioni
stampa di esponenti di Confindustria, il contratto collettivo
nazionale di lavoro dei chimici potrà essere utilizzato come
termine di paragone per la futura discussione sugli assetti
contrattuali.
Ma ora la parola deve passare ai lavoratori. Anche se ciò è
complicato dal fatto che è stato firmato un accordo
immediatamente esigibile dalle controparti e non
preventivamente sottoposto al giudizio dei lavoratori.
Questo fatto è un’altra grave rottura delle linee discusse e
approvate dal XV Congresso e ci rafforza nell’idea che il
CCNL dei chimici vada respinto e ridiscusso.
Lavoro-Società Piemonte
|