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La chiarezza di intenti ( ???
)del sindacalismo confederale. E' di questi giorni la rottura delle trattative per il rinnovo del Ccnl energia. I sindacati confederali di categoria hanno infatti dichiarato come irricevibile la proposta delle controparti per un aumento contrattuale di 98 euro. Non possiamo che plaudire a tanta determinazione (in effetti 98 euro sono una miseria, ben lontana dal rappresentare il bisogno di recupero salariale dei lavoratori) salvo rimanere a bocca aperta di fronte al fatto che le stesse organizzazioni sindacali che oggi rompono su questo tavolo sono le stesse che solo due mesi fa hanno firmato nel chimico farmaceutico un aumento medio di 87 euro difendendo questo risultato come buono ed importante. Tutto ciò non fa che dimostrare l'indeterminazione strategica dell'attuale linea sindacale e la sua subordinazione a valutazioni locali e contingenti legate al tipo di controparti che si trova di fronte. Ora, visto che il Ccnl in ragione dell'accordo concertativo, deve in primis recuperare l'inflazione e la corrispondente erosione salariale sembrerebbe che tale obiettivo non sia perseguito con uguale coerenza per tutti i lavoratori. Anche in questo si dimostra la debolezza delle attuali valutazioni sindacali. Da un lato prigioniere di una celebrazione della concertazione (in ciò celebrando se stessi) e dall'altro incapaci di garantirne una lineare e coerente applicazione. In realtà tutto ciò dimostra come in fondo a determinare le valutazioni sindacali siano i rapporti di forza in campo e le disponibilità delle controparti, e cioè, come in definitiva la concertazione sia solo formale. La crisi del modello concertativo è sotto gli occhi di tutti, ed anche questa scizzofrenia nella conduzione dei diversi contratti lo dimostra, ed è quindi urgente rivendicarne la liquidazione ancorando le strategie sindacali all'effettiva rappresentanza dei bisogni espressi dai lavoratori e non, come ora, al quadro di compatibilità formali entro cui tutta la contrattazione è schiacciata. Quei lavoratori chimici che oggi stanno criticando la conclusione del loro rinnovo contrattuale (non solo per la parte economica) hanno quindi perfettamente ragione, ed è lo stesso sindacato confederale di categoria che oggi, con la rottura della trattativa per il rinnovo contrattuale dell'energia, a dimostrarlo. 24 giugno 2006 coordinamento RSU |