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Mirafiori Elezioni Rsu, botta pesante per Fim, Fiom e Uilm
Complessivamente infatti Fim, Fiom e Uilm arretrano del 10,7%. A perdere è soprattutto la Fiom (che passa dal 28,1% al 23,6%, meno 4,5%), ma allegri non sono nemmeno la Fim (che passa dal 30% al 26,7%, meno 3,3%) e la Uilm (dal 17,2% al 14,3%, meno 2,9%). Vincono invece il Fismic, che conquista un 6% di voti in più (passando dal 13,9% al 19,9%) e l'Ugl, che conquista il 2,9%, passando dal 6,9% al 9,8%. A sinistra possono dirsi soddisfatti soltanto i Cobas, che passano dal 3,7% al 5,5% (più 1,8%). Per il segretario Fiom di Torino, Giorgio Airaudo «il voto alla carrozzeria di Mirafiori, che avviene in un periodo per fortuna più stabile e rassicurante per i lavoratori, vede uno spostamento di voti verso il sindacalismo più moderato, corporativo e non confederale. Scampato il pericolo - aggiunge - il nostro appeal confederale sembra venire meno». Per il segretario Fiom «ci viene mandato un segnale dai lavoratori di Mirafiori che riguarda il posizionamento di governo del sindacato nel rapporto con le azienda e con le politiche dei governi locali e nazionali». Un segnale che chiede una risposta ed è per questo che Airaudo aggiunge: «Noi della Fiom Cgil non lasceremo la protesta senza proposta sui problemi reali alla destra sociale ed al sindacalismo moderato. La Fiom Cgil rifletterà su questo voto e si riproporrà come sindacato contrattuale, di proposta, conflittuale e integralmente democratico». Va detto che la partecipazione al voto è stata molto alta: si è passati infatti dall'81,9% del 2003 all'87% in uno stabilimento di carrozzeria che è passato da oltre 8 mila addetti ai 5.300 attuali. «La Fiom Cgil - dice Airaudo - ritiene indispensabile proseguire la battaglia per salvaguardare lo stabilimento portando nuovi prodotti, oltre la nuova Punto, un nuovo motore a Torino, chiudendo presto la vertenza integrativa, che manca da 10 anni, penalizzando il salario dei lavoratori Fiat, ripartendo dalla difesa e dal miglioramento delle condizioni di lavoro ricostruendo la contrattazione ed il ruolo contrattuale dei delegati che da 20 anni manca a Mirafiori». Lo scotto per un voto che forse non ci si aspettava così negativo ripropone con urgenza una riflessione sul modello di rappresentanza. «Quarantacinque delegati sindacali - conclude Airaudo - in un grande stabilimento di oltre 5 mila addetti non consente di andare oltre la rappresentanza politica, sacrificando le condizioni di lavoro. Bisogna andare oltre le Rsu se si vogliono rappresentare le condizioni di lavoro». Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, ritiene: «Insoddisfacente
il risultato della Fiom perché si torna ai livelli del 2000, mentre
c'è un'evidente crescita di Fismic e Ugl. Se dovessi dire - aggiunge
Rinaldini - che era un risultato atteso, direi una cosa non vera. Il
voto richiede una seria riflessione da parte di tutti e non commenti
a caldo e analisi fatte cinque minuti dopo il voto». |