|
La lettera di
Claudio Avvisati, Giulio De Angelis, Gennaro Spigola
Segretari regionali Filcem Cgil
Roma Lazio,
Area Programmatica Lavoro Società - Cambiare Rotta
Vedi anche
la nota del Coordinamento rsu
----
Il rinnovo del contratto nazionale dei chimici apre
molti problemi che incidono sul modello contrattuale.
Due punti scardinano i diritti
basilari dei lavoratori e avranno effetti devastanti: le
procedure di raffreddamento degli scioperi e le deroghe
contrattuali.
Accordi che evitano danni agli
impianti, all’ambiente ed alla sicurezza dei lavoratori
in caso di sciopero sono un fatto ben diverso
dall’introduzione di nuove linee guida sugli scioperi,
che limitano l’azione delle rappresentanze sindacali. Il
settore non è soggetto alle leggi di regolamentazione
dello sciopero perchè non fornisce servizi pubblici
essenziali.
Non si giustifica l’introduzione
di una Commissione Nazionale di Contrattazione che si
pronunci su accordi locali che deroghino in peggio
rispetto al Ccnl: per la prima volta c’è la firma di una
categoria della Cgil sotto le parole “deroghe in peius
delle norme contrattuali nazionali”. Si prende una china
pericolosa che destruttura il contratto, Collettivo e
Nazionale, e che avvicina la Cgil al modello
contrattuale richiesto dalla Cisl: pochissimi punti
validi per tutti ed il resto demandato alla
contrattazione aziendale, depotenziata nelle realtà
frammentate o non sindacalizzate.
La nota del Segretario Nazionale
Morselli del 30 maggio scorso omette di dare spiegazioni
definitive e non risponde alla domanda più importante:
se alcune Rsu locali si trovassero costrette, sotto
minaccia di ricorso alla mobilità o addirittura di
chiusura degli impianti, a firmare accordi peggiorativi
rispetto al Ccnl, la richiesta di parere alla
Commissione Nazionale di Contrattazione sarebbe
obbligatoria?
La risposta, purtroppo, è no!, non
sarebbe necessaria, ed in questo modo si rafforza il
potere ricattatorio delle aziende. La Commissione,
composta da tre rappresentanti dei lavoratori su cinque,
si è dotata di un regolamento che non permette deroghe
sui minimi salariali (ma sugli altri istituti salariali
sì) né sui diritti individuali irrinunciabili e che
richiede di decidere all’unanimità, ma non sarà niente
altro che una scatola vuota di nessuna utilità per i
rappresentanti dei lavoratori (aziendali, locali o RSU)
che si trovano di continuo a gestire richieste delle
controparti di derogare al contratto.
Sulla democrazia nel rapporto tra
sindacato e lavoratori affermiamo che non sono
accettabili firme di accordi o di contratti che non
siano validati dal voto diretto dei lavoratori
attraverso assemblee certificate: occorre dare risposta
alle richieste di partecipazione e di democrazia dei
lavoratori. I voti a cui fa riferimento Morselli nella
sua nota apparsa sui giornali non sono stati espressi
sull’ipotesi di accordo firmata.
E' indispensabile aprire una
discussione sulle conseguenze che questo rinnovo
contrattuale avrà sui lavoratori della chimica e di
altre categorie, da sviluppare a livello Confederale
Nazionale, per verificare la corrispondenza tra le linee
dell’ultimo Congresso e questo rinnovo contrattuale.
14 giugno 2006
alcune considerazioni come coordinamento Rsu
I firmatari della
lettera sopra riportata hanno perfettamente ragione.
Anche se in ritardo e solo in risposta ad una lettera
del segretario Morselli, dicono sostanzialmente
ciò che già una riunione autoconvocata di delegati
chimici ha detto lo scorso 25 maggio a Bologna.
Della lettera
riportata stupisce solo la distanza evidente tra
l'affermazione sull carattere devastante delle
manomissioni contrattuali che vengono denunciate e la
pochezza dell'iniziativa conseguente. Loro stessi
affermano che quel contratto è stato firmato senza
alcuna validazione da parte dei lavoratori ma non si va
al di là della generica richiesta di "aprire una
discussione" senza dire dove, tra chi e con chi. Unica
preoccupazione sembra quella di andare a verificare se
l'accordo dei chimici può essere o meno rubricato come
in linea o in contraddizione con le conclusioni
congressuali della Cgil, come se la cosa non fosse a
loro chiara.
Detto ciò troviamo importante che
anche dentro a Lavoro e Società si evidenzi una motivata
insoddisfazione sulle politiche contrattuali della Cgil,
non fosse altro perchè, così facendo, si denuncia il
limite di una scelta congressuale che aveva portato LScR
(per giustificare il suo patto con la maggioranza) a
sostenere che in Cgil la linea concertativa era di fatto
stata superata.
Visto che questo assunto si rivela
ogni giorno di più un assunto errato (come essi stessi
sono costretti ad ammettere tra le righe) tutto
lascerebbe quindi sperare in una riapertura di confronto
e di iniziativa comune tra le varie sinistre sindacali
in Filcem-Cgil. |