ATESIA, IL MINISTRO DEL LAVORO,
LA POLIZIA
- comunicato stampa
del Collettivo PrecariAtesia
Il Ministro del
Lavoro Cesare Damiano rifiuta di ricevere i precari di
Atesia e chiede l’intervento della Polizia. Solo alla
fine della giornata la sottosegretaria Rosa Rinaldi
incontra una delegazione del collettivo Precariatesia.
Questa mattina, dalle ore 10.30, si è tenuto il presidio
delle lavoratrici e dei lavoratori precari del call
center di Atesia. Ancora una volta, come 10 giorni fa,
il Ministro Cesare Damiano ha rifiutato di incontrare
una delegazione dei precari in presidio. Alle 12,30 il
ministro ha richiesto l’intervento della forza pubblica
per impedire l’accesso al ministero della delegazione.
Le lavoratrici e i lavoratori precari, su ordine del
Ministro, sono stati spintonati dalla polizia e gli
accessi al ministero sono stati sbarrati per impedire il
passaggio al suo interno, un manifestante è stato colto
da malore ed è stato portato con l’ambulanza al pronto
soccorso. A quel punto, vista la decisione del Ministro,
i precari hanno mantenuto il presidio davanti al
ministero occupando via Veneto. Solo intorno alle 14 una
delegazione dei precari è stata ricevuta presso la sede
della Provincia di Roma dalla sottosegretaria al
Ministero del Lavoro, Rosa Rinaldi.
Il comportamento di
Cesare Damiano, che rifiuta il dialogo con i lavoratori
mentre apre le porte del ministero ai rappresentanti di
Federcomin, del quale Alberto Tripi è il presidente, e
ai rappresentanti dei sindacati Cgil-CIsl-Uil
responsabili degli accordi contro i quali i precari di
Atesia stanno lottando da più di un anno, pone seri
dubbi sulle intenzioni del nuovo ministro in merito alla
vertenza Atesia e più in generale sul problema della
precarietà.
Non vorremmo che il
Ministro si stia già avviando a ribaltare gli esiti
delle verifiche dell’ispettorato del lavoro di Roma, che
ha già definito illegittimi i contratti a progetto in
uso in Atesia, per favorire l’amico Alberto Tripi,
grande elettore della Margherita, che si è già candidato
ad intercettare buona parte degli appalti futuri
dell’amministrazione pubblica e degli enti locali, tutte
istituzioni oramai saldamente gestite dal centro
sinistra.
Diversamente, se
questo ministero intende seriamente prendere posizione,
al fine di trovare una soluzione positiva della
vertenza, deve impegnarsi per l’immediato reintegro di
tutti i lavoratori non riconfermati, nonchè dei 5
lavoratori licenziati nel corso dell’ultimo anno di
lotta, e per l’immediata trasformazione degli
illegittimi contratti a progetto in contratti a tempo
indeterminato.
E ciò deve passare
per il confronto diretto con i lavoratori e le
lavoratrici, rappresentati dal Collettivo PrecariAtesia,
protagonisti/e della vertenza.
Confronto che i
precari e le precarie di Atesia sono determinati a
conquistare con nuove e più incisive iniziative di
lotta.
Roma, 9 giugno 2006
precariatesia@yahoo.it