Una nota di Marco Conti (Dir. Filcem Lombardia) sulla riunione autoconvocata dei delegati chimici tenutasi a Bologna il 25 maggio 2006.

Il giorno 25 maggio si è svolta a Bologna una riunione nazionale di delegate/i in disaccordo con le conclusioni del CCNl del chimico farmaceutico per discutere nel merito e stabilire il che fare per contrastare gli effetti nefasti che questo accordo determinerà nella categoria e più in generale, come è intuibile visto il "peso politico" del comparto chimico farmaceutico,  a livello confederale sul terreno della contrattazione nazionale e del modello contrattuale.

 
Il CCNL del chimico farmaceutico non può e non deve, per la sua pericolosità e per i varchi che esso apre (vedi esperienze precedenti), diventare un modello da seguire e tutti coloro i quali condividono queste valutazioni, devono sentirsi mobilitati e impegnati, nelle loro categorie, a denunciare e respingerne i contenuti per limitarne le influenze, giacche questo è l'obbiettivo sindacale e politico con enfasi in più sedi dichiarato, e i danni
 
Facciamo in modo che il tutto non si esaurisca con la "cerimonia" del voto ormai scontato per poi, una volta votato, lasciare cadere tutte le questioni e le riflessioni sciroppandosi "l'inevitabile"
 
In tale prospettiva occorre contrapporre la forza di tutte le nostre ragioni e di tutte le nostre energie
 
L'invito è quello di sottoscrivere, oltre che chiedere nelle assemblee il voto contrario, documenti approvati dalle RSU ( e questo è possibile anche per le altre categorie) piuttosto che dalle assemblee di lavoratori delle aziende interessate e indette direttamente dalle RSU dove probabilmente le stesse assemblee di mandato non verranno indette (la forza della democrazia di mandato), di denuncia e disaccordo da far pervenire alla segreteria nazionale e di comprensorio confederale, alla segreteria nazionale, regionale e di comprensorio di categoria a tutti i direttivi confederali e di categoria.
 
Le assunzioni del CCNL hanno uno spessore e ricadute confederali e quindi su questo terreno è necessario intervenire e dare risposte adeguate e generali.
 
E' una battaglia sindacale importante perché penso che Il CCNL, nella sua semplicità, mette in evidenza nella concretezza delle cose quali saranno i nuovi contenuti, al di là degli scritti conclusivi congressuali, della nuova politica  sindacale concertativa,  i rapporti con la controparte e quale sarà il destino dei lavoratori interessati.
Le valutazioni sono riassunte, in modo schematico, nel comunicato uscito alla fine dell'incontro nazionale dei delegati chimici del 25 maggio..
 
Personalmente penso che la battaglia che ci ha visto protagonisti per ciascuna posizione scelta da ognuno di noi nell'ultimo congresso sul terreno della democrazia e delle politiche contrattuali rivela in questo contesto tutta la sua attualità e validità.
 
Democrazia:
La costruzione della piattaforma nelle aziende e poi sostanzialmente "cassata a livello nazionale", la sua modifica in corso d'opera attraverso assemblee di mandato mai convocate se non in minima parte, le assemblee regionali di mandato nelle quali, oltre alla partecipazione scarsa e non qualificata, non si è tenuto in minima considerazione il senso della stragrande maggioranza degli interventi, le assemblee regionali cosiddette"informative" nelle quali non è stato possibile nemmeno, se non votare, almeno leggere odg in contrasto con l'avvenuto accordo, le conclusioni che avvengono su una firma di accordo (e non ipotesi) che non potrà essere modificata; la dicono lunga sulla validità del metodo "democratico" sin qui perseguito.
 
Politiche contrattuali:
Le politiche contrattuali che l'accordo del CCNL chimico farmaceutico( fatto importante per il suo peso)delineano e sottintendono nei  varchi che apre e i suoi contenuti ( deroghe, flessibilità, diritto di sciopero e mercato del lavoro) fanno intuire ciò che ci aspetta in merito al modello contrattuale, al valore del CCNL nazionale e al nuovo modello concertativo
 
Per inciso voglio mettere in evidenza un' altro aspetto che merita  un'attenta riflessione e rivisitazione e che permea tutti gli scritti e documenti: è il concetto della competitività in qualunque modo espressa e che ci ha visto nel dibattito e nelle analisi, tutti, scarsamente impegnati. Che compatibilità esiste tra competizione e solidarietà? quali meccanismi innesta a livello aziendale (o altro) la visione dell' essere competitivi rispetto ad altre realtà? quali accordi si possono determinare, sulla base di questi presupposti, in deroga per essere competitivi, in questo caso, al CCNL? Quali livelli di corporativismo aziendale (o nazionale) questi meccanismi e questi concetti innestano? 
 
Personalmente credo che su questo terreno sia impellente aprire uno stretto confronto in quanto penso che questo tema determinerà, come penso abbia determinato gli orientamenti del CCNL chimico farmaceutico, le scelte strategiche  del prossimo futuro.
 
27-05-2006