Sul contratto dei chimici, giro di vite nella maggioranza Filcem Cgil

 

Come ovvio il compagno Morselli, segretario generale della Filcem, ha infine risposto al comunicato a firma dei responsabili nazionali di lavoro e Società Filcem che criticavano l'accordo sul contratto.

A parte l'ovvietà di una risposta che celebra la bontà dell'accordo rigettando punto per punto le singole critiche che a questo sono state sollevate da più parti, va sottolineato come la lettera di Morselli concluda con un bel messaggio (e forte) a chi in segreteria Filcem si dice non soddisfatto dell'accordo.

 

la frase dice:

"Non c'è dubbio che il giudizio di insoddisfazione richiama l'esigenza di un chiarimento che non potrà che essere politico ed organizzativo ......."

 

Riletta in sindacalese dice con più precisione che se uno è nella maggioranza non può fare l'opposizione, se vuole fare l'opposizione allora esca fuori dalla maggioranza con le conseguenze, anche organizzative, del caso.

Ovviamente questa impostazione va rigettata perchè è tutto fuorchè una impostazione di democrazia sindacale, lede il diritto di ognuno di esprimere le proprie opinioni liberamente e senza ricatti, e sottintende una visione dittatoriale del "qui sono io a comandare" e guai a chi mi rovina il giocattolo.

Nel contempo però serve a chiarire alcune cose di non poco conto sulla credibilità di tutta l'operazione congressuale di Lavoro e Società che, come sappiamo si è di fatto sciolta nella maggioranza in ragione di un patto precongressuale grazie al quale la vecchia maggioranza garantiva a questi, posti e rappresentanza in cambio di un allineamento sulle loro posizioni ed in cambio dello scioglimento dell'area programmatica.

Vista la cosa da questo punto di vista è normale quindi che ora Morselli chieda il conto e pretenda coerenza rispetto allo scambio che quel patto precongressuale sottintendeva. Cosa che non condividiamo ma che è ovvia e frequente in relazioni tra individui e soggetti quando queste relazioni si sono sostanziate sulla base di un "Patto", di un "Accordo" precongressuale invece che su una normale e legittima coincidenza di posizioni.

Non dimentichiamoci infatti che Lavoro e Società non ha conquistato la sua attuale rappresentanza sulla base di un consenso congressuale ma sulla base di una graziosa concessione da parte della vecchia maggioranza.

Come si sa gli accordi ed i patti vanno rispettati, pena il subirne le conseguenze politiche ed organizzative.

 

Ora i responsabili nazionali di Lavoro e Società sono ad un bivio. O dichiarare la loro piena appartenenza alla nuova maggioranza (così saldando il conto del patto precongressuale che ha garantito loro la sopravvivenza) ed allora c'è da aspettarsi una bella retromarcia anche rispetto al già scarno e debole loro comunicato sul contratto dei chimici, oppure, coerentemente, mantengono in piedi le critiche, ed allora tornano ad essere minoranza e per di più di opposizione, dimostrando quindi tutta la strumentalità della loro posizione congressuale che si basava formalmente sull'idea di una svolta già effettuatasi nel corpo della Cgil, ma più concretamente su un patto di non belligeranza e di alleanza con la vecchia maggioranza.

 

Staremo a vedere, ma già da ora appare evidente come tutte le bufale che sono state fatte girare prima, durante e subito dopo il congresso, altro non erano che bufale utili solo a nascondere ed a giustificare l'accordo di palazzo.

 

I compagni di lavoro e società della Filcem sappiano fin da ora che noi sosterremo il loro diritto di critica fino in fondo, ma sappiano anche che proprio questa vicenda mette a nudo tutta la mediocrità della loro gestione congressuale e tutta la fragilità di una strategia basata unicamente sul loro patto precongressuale con la maggioranza e quindi sulla difesa dei posti.

Speriamo che almeno questo abbiano ora l'onesta di riconoscerlo.

 

17 - 05 - 06

 

Coordinamento RSU