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Il ruggito del topo: Lavoro e Società della Filcem, da buona ultima, prende finalmente le distanze dal recente accordo contrattuale del Chimico-farmaceutico, ma lo fa a suo modo, in ritardo, dopo aver votato a favore in alcune assemblee regionali ed essersi solo astenuta in occasione dell'assemblea nazionale per il voto di mandato. Ovviamente, nel loro comunicato, i responsabili dell'area in Filcem, dicono cose giuste e condivisibili (ciò che da settimane altri delegati della categoria hanno saputo dire senza dover aspettare giorni per dirle) ma lo fanno quasi stizziti del fatto che altri, molto prima di loro, abbiano sollevato critiche a quell'accordo come se quell'accordo fosse cosa solo loro. Il fatto che in Cgil altri prima di loro abbiano sollevato critiche a quell'accordo (oltre a Cremaschi basti ricordare Dino Greco della Cgil di Brescia) non sta a dimostrare l'ingerenza di altri ma i ritardi di Lavoro e Società nel capire che quell'accordo non poteva essere sostenuto. A leggerlo bene il comunicato di Lavoro e Società Filcem sembra più una nota difensiva nei confronti della categoria e della loro area che non di critica all'accordo. A parte l'abitudine ormai ridottasi a tormentone per cui come succede da mesi bisogna sempre dire che i metalmeccanici della Cgil sono più destra di tutti (loro invece .... !!) nel citare gli accordi anche di altre categorie che andrebbero sottoposti a critica ci si dimentica di citare proprio quelli difesi da Lavoro e Società che, al pari di quello chimico, hanno già operato sfondamenti significativi sull'impianto contrattuale (basti ricordarsi del Ccnl Poste per parlare del più eclatante). Si giustifica poi, in qualche modo, il cedimento sulla legge 30 nel contratto chimico come effetto del brutto accordo in categoria sul mercato del lavoro del 2004 dopo il quale era stato addirittura defenestrato il segretario generale di allora. A guardare le cose oggi non si capisce quindi con quale risultato. Saranno anche riusciti a contribuire a defenestrare il segretario di allora (fatto fuori dalla maggioranza per altri motivi non certo per questioni di merito) ma, come si vede, nulla è stato fatto per cambiare la linea della categoria. In conclusione plaudiamo al comunicato di Lavoro e Società Filcem che seppur in ritardo è finalmente riuscito almeno a dirsi non d'accordo sull'accordo contrattuale. Ci aspettiamo quindi che ora si cominci ad organizzare la lotta contro quell'accordo dichiarando sin d'ora di non riconoscerne la validità senza un vero referendum tra i lavoratori (coerenza vuole che qualche volta si abbia anche il coraggio di essere opposizione e non solo una isolata e candida voce critica) e non solo auspicando una consultazione. Ma forse ciò non avverrà, visto che la loro uscita non sembra essere nata da una autonoma valutazione critica dell'accordo, quanto dalla necessità di non essere scavalcati nel loro non dire nulla. A loro si può quindi ben ripetere quanto loro stessi dicono alla fine del loro comunicato "Si potrebbe dire che, come di notte tutti i gatti sembrano grigi, così al crepuscolo tutti i “critici” sembrano rossastri. Bisognerebbe fare un po’ di luce." .... è proprio quello che pensiamo noi
16-5-06 COORDINAMENTO RSU
COMUNICATO SUL RINNOVO DEL CCNL CHIMICO-FARMACEUTICO
Prima della conclusione della vertenza per il rinnovo del CCNL chimico-farmaceutico abbiamo sostenuto che bisognava interrompere e reimpostare le trattative e, successivamente, che non ne condividevamo l’esito. Ci aspettiamo, ora, che i lavoratori abbiano la possibilità di esprimere il loro parere tramite assemblee di validazione certificate. Il nostro dissenso riguarda soprattutto i riflessi politici che derivano dall’accordo. L’obiettivo della controparte, evidenziato anche nelle dichiarazioni alla stampa, è palese: Confindustria (spalleggiata da alcuni settori del centrosinistra) vuole affrontare il rapporto con il nuovo governo, sui temi del lavoro e sulle regole contrattuali, facendo pesare sul tavolo ciò che anche il sindacato, anche la riottosa Cgil con le sue categorie, non ostante i deliberati congressuali, ha “accettato” nella pratica. Il contratto dei metalmeccanici, con il prolungamento della durata, seguito dal tessile-abbigliamento e da altri CCNL di altre categorie, ha incrinato pesantemente gli assetti contrattuali nella direzione perseguita da Confindustria. Il contratto chimico-farmaceutico ha inserito ulteriori elementi con le deroghe (molto depotenziate rispetto alla formulazione iniziale ma pur sempre un passo nella direzione sbagliata) e con la procedura di raffreddamento (che, tra l’altro, è incoerente con la richiesta di meglio garantire il diritto di sciopero nel rinnovo in corso del CCNL elettrico). Sulla stampa si parla solo del chimico-farmaceutico, omettendo che la Filcem ha positivamente concluso di recente altri rinnovi contrattuali, senza scambi o comunque in modo onorevole, quali i contratti dell’energia, della concia, della gomma-plastica Confapi e Confindustria. Lo stesso vale per altri contratti della categoria dei tessili (CCNL occhiali, ecc.) conclusi senza scambi e senza prolungamenti. Bisogna riconoscere che il rinnovo del CCNL chimico-farmaceutico è partito con l’handicap dell’accordo del 2004 sul mercato del lavoro. Chiedemmo allora inascoltati l’immediato ritiro della firma, si aprì lo stesso una crisi che provocò la rottura della Fulc e la sostituzione del segretario generale della Filcem che aveva sottoscritto quell’intesa. L’accordo attuale non riesce a ribaltare quell’impostazione sul mercato del lavoro. Il tentativo di Federchimica di utilizzare il tema della formazione per prolungare l’orario di lavoro è stato invece respinto con clausole che certamente richiedono un’attenta gestione ma danno anche l’opportunità di esiti positivi. Pur tenendo conto di tutto ciò, riteniamo che la conclusione del chimico-farmaceutico, diversamente dagli altri rinnovi realizzati dalla Filcem negli ultimi mesi, sia complessivamente insoddisfacente. Siamo però anche infastiditi per l’evidente strumentalità di alcune critiche che nascondono obiettivi non nobili e non legati al merito politico-sindacale. Si potrebbe dire che, come di notte tutti i gatti sembrano grigi, così al crepuscolo tutti i “critici” sembrano rossastri. Bisognerebbe fare un po’ di luce.
Francesco Fontanelli e Giancarlo Straini della segreteria nazionale Filcem-Cgil 13 maggio 2006
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