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Raggiunto l'accordo
di rinnovo del Chimico: che fretta c'era?
Una canzone popolare di qualche anno fa, incolpava la primavera di aver fatto nascere in fretta un'amore. Anche se, in queste settimane siamo in piena primavera, non credo si possa dare colpa alla stagione della fretta con la quale la FULC ha raggiunto un'intesa con Federchimica. Il dubbio che nelle scorse settimane, durante la fase delle assemblee di mandato, di base e territoriali, era sorto in qualche delegato, di un accordo già quasi completamente raggiunto, e dunque, di ormai prossima firma, si è concretizzato nelle giornate del 9 e 10 maggio. Ad essere sinceri anche nei corridoi dell'assemblea nazionale di mandato, tenutasi a Roma il giorno 8, giravano voci che davano per certa la firma entro il 10 maggio.
Va segnalato che il gruppo dirigente non è
stato in grado di fare sintesi delle posizioni emerse durante la
fase del mandato, parso più come un referendum, ovviamente non
certificato, sul documento che era stato preparato dalla FULC,
che non è stato modificato di una virgola alla fine del
percorso.
I segretari nazionali si sono affrettati a dire che è stato possibile raggiungere in fretta un'intesa, in quanto le pregiudiziali di Federchimica erano cadute. Analizzando, però, i testi dell'accordo, scopriamo subito che non è così.
L'apertura alle deroghe è confermata dalla
costituzione della Commissione nazionale contrattazione che,
come abbiamo già visto nelle precedenti comunicazioni, avrà il
compito di validare gli accori in deroga, eventualmente
raggiunti, nelle singole realtà, aprendo la strada ad
un'allargamento a macchia d'olio dei peggioramenti al CCNL,
indebolendo fortemente il medesimo. L'allungamento dell'orario di lavoro a 38 ore è confermato, se pure con il vincolo di fare formazione. Alle 12 ore in più che dovrà prestare il lavoratore vanno però aggiunte altre 12 che varranno messe a disposizione delle aziende. Il conto ore viene si mantenuto ma viene data la possibilità, a livello individuale, di definire il pagamento del 100% delle ore straordinarie, producendo, di fatto, una cancellazione del meccanismo. Dopo la questione delle deroghe, la novità peggiore è quella che riguarda le procedure di raffreddamento dei conflitti sindacali. Durante le assemblee questa novità era stata presentata con il fine della messa insicurezza degli impianti. Nel testo si trova invece una procedura simile a quelle adottate nelle imprese di pubblico servizio, che prevede, in caso di conflitto, un periodo di tempo minimo (10 giorni) in cui le parti devono limitarsi al confronto, al termine di detto periodo le iniziative di sciopero vanno comunicate entro 48 ore dall'effettuazione. Questo è precisamente ciò che Confindustria chiede da tempo: regolamentare gli scioperi anche nell'industria. E' sicuramente un colpo molto pesante inferto al diritto di sciopero. Gli aumenti sono di 100 euro sulla D1 divisi in 3 trance da 44, 44 e 12 euro. L'ultima trance verrà erogata 3 mesi prima della scadenza del contratto.
Bisogna anche sapere che Federchimica è molto
soddisfatta dell'accordo raggiunto indicando come
particolarmente positivi i punti che abbiamo visto prima (ma
guarda un po')
Dato i contenuti di questo accordo è
assolutamente necessario che venga sottoposto al voto vincolante
dei lavoratori (cosa di cui le segreterie nazionali neppure
parlano).
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