FEDERCHIMICA

Comunicati stampa/Note informative

Rinnovato il CCNL chimico-farmaceutico

Oggi, 10 maggio 2006, Federchimica, Farmindustria e le Organizzazioni sindacali di settore hanno rinnovato, con riferimento sia al quadriennio normativo sia al biennio economico, il CCNL chimico-farmaceutico scaduto a fine 2005. Da tempo le Parti sociali settoriali assegnano al CCNL un ruolo fondamentale e strategico non solo per l’evoluzione della normativa che regola i rapporti di lavoro del settore, ma anche per lo sviluppo di relazioni e di politiche industriali, funzionali a realizzare la crescita dell’impresa nel suo complesso e a rendere il settore attrattivo per gli investimenti e per le risorse umane. Anche in questo rinnovo le Parti sociali hanno formalizzato l’impegno a rendere il CCNL uno strumento sempre più moderno e adeguato a rispondere alle mutate esigenze delle imprese e dei lavoratori ricercando un corretto equilibrio tra i problemi e le esigenze reciproche. Le scelte contrattuali realizzate, in modo particolare in materia di orario di lavoro, di flessibilità normativa, di formazione e di apprendistato rappresentano un contributo reale per il miglioramento della competitività delle imprese e hanno consentito alla delegazione imprenditoriale di valutare compatibile l’onere economico del rinnovo, certamente significativo considerate le difficoltà in essere. Le linee guida in materia di sicurezza, salute e ambiente, quelle sul mercato del lavoro e sulla prevenzione del conflitto a livello aziendale indirizzano gli attori aziendali a comportamenti, su tematiche attuali e rilevanti, coerenti con le scelte politiche e strategiche condivise a livello nazionale. Le risorse investite su Fonchim e FASCHIM, i due Fondi settoriali di Previdenza integrativa e Assistenza sanitaria complementare, confermano la sensibilità delle imprese chimiche sui temi della responsabilità sociale e la loro volontà di rispondere alle esigenze reali degli addetti del settore.

Per Giorgio Squinzi, Presidente di Federchimica, "con questo contratto è stato confermato un modello di relazioni industriali per l’Italia. E’ un accordo qualificato, come tradizione del settore, che tiene conto delle reciproche esigenze. Il Paese mostra segnali di crescita economica e siamo convinti che imprese e lavoratori possano meglio cogliere le opportunità che la ripresa e il mercato ci offrono".

"Ringraziamo e diamo atto al Sindacato – ha precisato il Presidente di Farmindustria, Sergio Dompé - di segni di proattività e responsabilità. Se sappiamo interpretare in modo positivo il rapporto tra Farmindustria, Federchimica e il Sindacato, come dimostrano le buone relazioni degli ultimi anni, questo può essere un momento importante per il Paese e per il settore. Soprattutto per il rilancio della Ricerca e degli investimenti produttivi qualificati, grazie ai quali possiamo rafforzare quelle condizioni che ci permettono di essere uno dei motori di questo Paese, capace di garantire e sviluppare un’occupazione altamente qualificata (il settore farmaceutico è quello con la quota più alta di laureati e diplomati). In questo momento di necessità per il Paese, dimostrare sintonia tra forza lavoro e imprese è il segnale migliore per affrontare le nuove sfide".

Aldo Fumagalli, Vicepresidente di Federchimica per le Relazioni Industriali ha così commentato la firma del contratto: "il contratto appena firmato si inserisce nella tradizione della capacità della chimica di cercare soluzioni sempre innovative. Tre sono gli elementi maggiormente qualificanti del contratto ai fini del miglioramento della produttività delle aziende chimiche e farmaceutiche:
1) un forte investimento sulla formazione con il contributo sia dei lavoratori che delle aziende;
2) l’introduzione della possibilità di concordare normative in deroga al contratto nazionale per sostenere le aziende in situazioni di difficoltà;
3) l’introduzione di una maggiore flessibilità nell’orario di lavoro.
Infine le parti hanno ritenuto di continuare ad investire negli strumenti ormai consolidati di Fonchim e Faschim, assistenza pensionistica e sanitaria complementare
".

"La visibilità contrattuale delle PMI e la scelta condivisa di approfondire insieme e tenere nella dovuta considerazione le specifiche esigenze di questa tipologia di imprese – spiega il Vicepresidente di Farmindustria, Roberto Rettani - è un segnale importante in un settore in cui il ruolo delle piccole e medie imprese è centrale. In termini di produzione e di addetti le Piccole e Medie imprese rappresentano infatti circa il 50% del comparto".