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La Cgil č
l'organizzazione che da statuto non solo tutela, ma ritiene
vitale per la sua crescita e la sua vita interna il
pluralismo. Eppure poi nel concreto, la pratica sindacale di
tutti i giorni, ci mette di fronte a situazioni che entrano
in rotta di collisione con questi valori.
Ci sono problemi e critiche che da anni molte delle Rsu di
questo settore fanno all'organizzazione su temi importanti
come la democrazia ed il coinvolgimento dei lavoratori, il
riconoscimento del ruolo delle Rsu e della loro autonomia,
l'informazione e l'utilizzo delle agibilitā sindacali.
Da circa un anno e mezzo queste questioni avevano trovato
nel Coordinatore Regionale e Segretario milanese Tlc Mario
Gaeta, un orecchio attento e un valido contributo nel
sostenere queste posizioni in tutti gli ambiti del
sindacato. Cosė, per il rinnovo del Ccnl Tlc il problema
della democrazia č stato centrale, denunciare che la
delegazione trattante non era stata eletta in nessun
organismo e che di conseguenza non aveva neanche potere di
voto, riconfermava la tendenza delle organizzazioni
sindacali del settore ad accentrare le decisioni e a
ritagliare per le Rsu un ruolo subalterno.
Scegliere e sostenere al congresso le tesi che avevano come
primo firmatario Rinaldini, soprattutto per quanto riguarda
la democrazia e l'utilizzo del referendum per certificare il
voto dei lavoratori su piattaforme e accordi, puntava a
modificare la prospettiva del nostro sindacato che in questo
settore ha sottoscritto accordi anche senza le Rsu e senza
la verifica dei mandati con i lavoratori, come nel recente
rinnovo contrattuale. Situazioni queste che, tra l'altro,
non hanno mai aperto un vera discussione sulla pratica
sindacale esistente nel nostro settore.
Il giorno 20 aprile si č svolto il direttivo del Sindacato
Lavoratori Comunicazione Slc Cgil di Milano. Si č arrivati
all'elezione di una segreteria ridotta, con un componente in
meno del previsto: proprio il Coordinatore Regionale e
Segretario uscente delle Tlc Mario Gaeta, per il suo
schieramento congressuale e per il suo rompere con questa
pratica sindacale. Gli interventi che ci sono stati e,
soprattutto, la conclusione del direttivo portano alcune Rsu
appartenenti alle aziende delle Tlc e non solo, a porsi
delle domande sulla nostra organizzazione, ci chiediamo dove
voglia andare e come pensa di rapportarsi con i problemi che
abbiamo denunciato.
Rsu Tim-Telecom: Graziana Rinaldi (Direttivo
Nazionale), Loretta Pini (coord. Naz. Rsu), Emma Ferrero (coord.
Naz. Rsu), Johnny Fontanella (rsu-direttivo Brianza),
Daniele Palladini (rsu Bergamo), Renato Comelli (rsu
Bergamo), Simone Fontanella (Comit. Iscritti Brescia), Bruno
Zoia (rsu Milano), Dario Riccardo Giuliani (rsu Milano),
Luca Palese (rsu Milano), Luca Damiani (rsu Milano),
Alessandro Ragazzetti (rsu Milano), Stefano Cambič (rsu
Milano), Enrico Belloccio (rsu Milano), Marcello Stanzione (rsu
Milano), Anselmo Galli (rsu Cremona), Rocco Talia (rsu
Milano), Barbara Manfredi (rsu Brescia), Lino Marisi
(Direttivo Milano), Gabriele Refrontolotto (rsu Milano),
Massimo Balconi (rsu Milano), Giuseppe De Stefano (rsu
Milano), Stefano Roncari (Direttivo Brianza), Ettore Gosio (Comit.
Iscritti Brescia), Maurizio Signorelli (Comit. Iscritti
Brescia), Ermanno Bodini (Comit. Iscritti Brescia), Adelaide
Gallo (rsu Milano), Massimo Mergoni (rsu Mantova); rsu
Vodafone Milano: Angela Ferretti (Direttivo Milano) Gianni
Marceddu, Massimiliano Piga, Francesca Pelizzoni, Ruggiero
Piazzola; Rsu Altre Aziende: Maurizio Busnengo (rsu
Wind Milano), Antonella Colasante (rsu ITnet Milano), Luigi
Gariboldi (IT-Telecom), Stefano Garavaglia (IT-Telecom)
il manifesto \ 06 Maggio 2006
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