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Rinnovo del Contratto Nazionale chimico: con il via libera alle deroghe, che ne sarà del CCNL?
Nelle scorse settimane le strutture della FILCEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILCEM-UIL, hanno illustrato nelle assemblee di base lo stato della trattativa per il rinnovo del CCNL chimico-farmaceutico. La FULC aveva preparato un documento contenete i punti sui quali è stata già raggiunta un’intesa e quelli dove ancora esistono divergenze con Federchimica, con l’obiettivo di ottenere il mandato da parte dei lavoratori per entrare nella stretta finale della trattativa. Una prima critica riguarda il metodo adottato. Il contratto è scaduto dal primo di gennaio e le delegate e i delegati non hanno avuto notizie in merito all’evolversi del confronto e ora si ritrovano con un contratto quasi già pronto. Il sospetto che un’intesa complessiva di massima esista già, è infatti forte. In più i pochi giorni a disposizione, a causa dalle festività intercorse in queste settimane, hanno prodotto il fatto che i luoghi di lavoro nei quali si sono tenute le assemblee sono limitati. Infatti il confronto si riaprirà il 9 di maggio, preceduto dall’assemblea nazionale di mandato, prevista per il giorno 8. Il contenuto, purtroppo, è ancora peggio. Nonostante nella piattaforma fosse stata inserita la richiesta di un aumento economico sulla base dell’inflazione “attesa”, allo stato attuale la richiesta della FULC è di 105€, contro i 95€ proposti da Federchimica. Pare che la disponibilità ad incrementare la cifra esista, ma subordinata al soddisfacimento di alcune richieste che da subito sono parse come pregiudiziali da parte delle imprese. Le richieste sono la cancellazione del conto ore (istituito solo 2 contratti fa), che aprirà la strada all’utilizzo indiscriminato degli straordinari, lasciando le RSU senza uno strumento per controllare l’adeguatezza degli organici, e l’aumento dell’orario di lavoro di 12 ore all’anno. Su questa seconda questione la FULC ha proposto che l’aumento dell’orario sia legato alla formazione, con le imprese che dovranno contribuire in eguale misura. Dagli accordi del luglio ’93 assistiamo, ad ogni rinnovo contrattuale, ai soliti meccanismi. Perché ai lavoratori siano riconosciuti aumenti economici adeguati a coprire l’inflazione, le imprese chiedono di “lasciare sul campo” pezzi del contratto nazionale. Tra l’altro non sempre questo “scambio” ha garantito la copertura dell’inflazione. Ora più che mai si sente la necessità che un automatismo garantisca il potere d’acquisto dei salari. La nota più dolente riguarda la questione delle deroghe. Infatti FULC e Federchimica hanno già raggiunto un’intesa riguardante la costituzione della Commissione Nazionale Contrattazione, la quale avrà il compito di validare gli accordi temporanei in deroga al CCNL, eventualmente raggiunti nelle singole realtà. Questo strumento viene introdotto, argomentando l’attuale esistenza di deroghe, frutto di intese fatte “sotto banco”, che emergeranno grazie a questo nuovo meccanismo. Se alcune deroghe sono già presenti in alcuni accordi aziendali, è molto meglio che rimangano sommerse. Dar luogo ad un ambito formalizzato (la Commissione Nazionale Contrattazione) che possa dare il via libera a determinate deroghe, darà la possibilità alle aziende che vorrebbero ricorrervi, di utilizzare come forma di pressione il fatto che in altre realtà sono già state applicate, con il parere positivo della Commissione, indebolendo la possibilità delle RSU di respingere le proposte. Per parte nostra le deroghe al CCNL sono un tema delicatissimo, in quanto negli ultimi anni il CCNL è stato sottoposto a un pesante attacco, da parte di Confindustria, finalizzato al suo smantellamento. Purtroppo anche il sindacato confederale non ha una posizione univoca su questa questione, con alcune sue parti (CISL in testa) che ne vorrebbe ridimensionato il peso. Le deroghe rischiano di essere un grimaldello con il quale iniziare a scardinare l’impianto del contratto nazionale, con conseguenze disastrose per la condizione futura dei lavoratori. Dobbiamo difendere il CCNL con tutte le forze che abbiamo a disposizione.
Marcello Andreozzi Segreteria FILCEM Molise Vincenzo Terenzio Direttivo FILCEM Molise Florindo Berlinghieri Direttivo FILCEM Molise Mariano Salvato Direttivo FILCEM Padova Carlo Carelli Direttivo FILCEM Lodi Giuseppe Stoppini Direttivo FILCEM Lombardia Alessandro Nodemi Direttivo FILCEM Lodi Dario Filippini Segretario Generale FILCEM Brescia Marco Conti Direttivo FILCEM Lombardia Stefano Brunelli Direttivo FILCEM Torino Barbara Butera Direttivo FILCEM Torino Daniele Debetto RSU Pirelli Settimo T.se Massimo Braschi Direttivo CGIL Torino |