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ORDINE DEL GIORNO
Esprimiamo forte preoccupazione sull’andamento del rinnovo del contratto nazionale del settore chimico farmaceutico, preoccupazione legata alle pregiudiziali poste da Federachimica in materia di aumento dell’orario di lavoro, deroghe al contratto nazionale, regolamentazione degli scioperi. Pregiudiziali che hanno pesantemente condizionato l’evolversi del confronto e hanno portato la discussione lontana dalle direttrici indicate nella piattaforma presentata dalla FULC. Valutiamo molto negativamente l’intesa già raggiunta sulla costituzione della Commissione Nazionale Contrattazione, la quale avrà il compito di validare le eventuali deroghe temporanee richieste nei luoghi di lavoro. Il CCNL va difeso nella sua interezza, in quanto strumento che garantisce salario, diritti, regole, che valgono su tutto il territorio nazionale. L’introduzione di deroghe al CCNL indebolisce fortemente il CCNL. Gli aumenti dei minimi tabellari proposti da Federchimica (95 €) sono decisamente insufficienti. Questioni quali la recessione, stagnazione della chimica, compatibilità, non c’entrano con l’inflazione, per cui non devono essere determinati nell’individuazione di adeguati aumenti economici a tutela del potere d’acquisto delle retribuzioni. In piattaforma era indicata una richiesta salariale che tenesse conto dell’ “inflazione attesa”. Ci sembra di poter dire che siamo molto distanti, soprattutto se considerando l’andamento dell’inflazione reale degli anni scorsi e le forti tendenze al rialzo a conseguenza del vertiginoso aumento del prezzo del petrolio, che avrà ricadute disastrose sui prezzi delle merci.
Chiediamo quindi che il Documento di Mandato sia epurato degli aspetti che riguardano le deroghe contrattuali e che l’aumento salariale sia superiore a quello degli anni precedenti, individuando una soluzione adeguata vicina ai livelli raggiunti da altri contratti della nostra categoria, quindi superiori ai 110 €.
Queste sono le condizioni alle quali il contratto dovrà tornare alle assemblee di base per essere sottoposto ad un voto vincolante da tutti i lavoratori.
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