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Rinnovo contrattuale Chimico Farmaceutico Filcem, Femca, Uilcem, con una lettera (prot. 386 del 12.4.06) alle strutture regionali e territoriali chiedono di aprire una fase di discussione tra i lavoratori (da concludere con una assemblea nazionale) per chiedere il mandato a concludere la trattativa per il rinnovo contrattuale. Se la procedura adottata appare in se corretta ci permettiamo però di sollevare alcune questioni di merito e metodologiche che risaltano proprio dalla lettera delle segreterie nazionali.
Sul mandato a concludere: Nel loro scarno comunicato le segreterie nazionali affermano che allo stato attuale la trattativa ha fatto condivisibili passi avanti
Su queste materie le segreterie nazionali danno un parere positivo in merito ai risultati ottenuti ma sottolineano nel frattempo i fronti su cui ancora viene espressa l'indisponibilità delle aziende, in particolare:
I padroni chimici di fatto, con queste posizioni, ridimensionano pesantemente la piattaforma sindacale e tengono aperta nel contempo la loro battaglia contro l'universalità del CCNL. Su cosa si vuole chiedere, dunque, il mandato a concludere la trattativa ?? Non si capisce infatti dove vogliono arrivare a chiudere le segreterie sindacali tanto più che, in maniera quasi paradossale, esse dichiarano ancora insufficienti le posizioni padronali considerandole però nel contempo un utile punto di partenza per arrivare ad una conclusione della trattativa. Ma le questioni poste dai padroni non sono di lana caprina. Non si tratta solo di una disponibilità salariale al di sotto delle reali necessità dei lavoratori. Nella loro posizione i padroni chimici dichiarano esplicitamente almeno due cose:
Ad una posizione padronale di questo spessore (che di fatto mette in discussione il contratto nazionale) le segreterie nazionali non possono pensare di rispondere affermando che questa è una base insufficiente ma utile a continuare la trattativa, limitandosi magari a rilanciare di una decina di euro in avanti il punto di mediazione salariale.
La trattativa è ancora tutta aperta e le posizioni padronali sono tali da portare ad una intensificazione delle lotte ed a una difesa della piattaforma sindacale originale (già per altro debole in sè). Chiedere ora il mandato a concludere non ha senso a meno che si sia in realtà già deciso di concludere comunque ed a qualsiasi costo.
Sulla consultazione di mandato. Il comunicato sindacale è del 12 aprile, e già si prevede per l'8 maggio l'assemblea nazionale di mandato. Or bene, conoscendo i tempi lenti della burocrazia sindacale, sapendo che in mezzo cadono il ponte di pasqua, quello del 25 aprile e quello del 1 maggio, per le assemblee, ad andare bene, rimane una settimana di tempo. Una discussione importante come quella che ha ora di fronte la categoria richiederebbe tempi più adeguati ed una organizzazione della consultazione più precisa e verificabile, ma se così stanno le cose si finirà, come consuetudine, a fare qualche assemblea in qualche azienda per poi far decidere tutto all'assemblea nazionale (dove il peso delle organizzazioni è praticamente decisivo).
Dicevamo all'inizio che la procedura avviata con il comunicato sindacale del 12 aprile appare in se corretta, ma come si è cercato di dimostrare fa acqua da tutte le parti. Troppa morbidezza nel valutare le pregiudiziali padronali (come a far capire che si può anche accettarne qualcuna, magari mediandola un poco) e troppa fretta nel percorso per ottenere sul piano formale una specie di mandato a concludere. La cosa sicura è che allo stato la già debole piattaforma sindacale è saltata ed in trattativa si sta cercando una mediazione con i padroni sulle loro pregiudiziali. Perchè infatti non respingerle, invece di mitigare queste pregiudiziali dietro un semplice ed ambiguo giudizio di insufficienza, utile comunque a procedere con la trattativa ?
Per quel poco che potranno dire i lavoratori in questi pochi giorni di consultazione, nelle poche aziende in cui questa si farà, è utile che si metta in campo anche una proposta diversa. Nessun mandato a concludere fino a che le pregiudiziali padronali non saranno ritirate e fino a che non si conquisterà almeno lo stesso aumento già ottenuto negli altri contratti della categoria (esempio quello dell'energia). In fin dei conti si tratta di chiedere almeno un po di coerenza ad una categoria che fino a ieri si vantava di aver superato con la propria piattaforma i vincoli concertativi e che si dichiarava strenua paladina della difesa e del rilancio del contratto nazionale di lavoro, contro ogni deroga e concessione.
17 aprile 2006
Coordinamento RSU
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