Comunicato stampa

 

SALARI IN PICCHIATA? LO SOSTENIAMO DA ANNI!

OCCORRE UNA NUOVA SCALA MOBILE

(dichiarazione di Paolo Sabatini - Segreteria nazionale Sincobas)

 

I dati dell’Eurispes, dell’Ocse o dell’ICU non ci sorprendono affatto: la conferma che il salario da lavoro dipendente in questi anni ha perso potere d’acquisto non è una novità per chi, come noi, sui posti di lavoro ci vive e condivide questa condizione. Non a caso il Sincobas è stato uno dei più convinti promotori della campagna di raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare per il ripristino di un meccanismo automatico, “una nuova scala mobile”, che tuteli dall’inflazione il reddito di dipendenti e pensionati. Un tassello nel percorso per restituire ai contratti il ruolo che compete loro: conquistare aumenti veri e migliori condizioni di vita e di lavoro.

 

Su questi dati, invece, dovrebbero essere chiamati a rispondere i teorici della concertazione, quelli che in questi anni hanno sponsorizzato l’automoderazione a tutti i costi e su tutti i piani: salari, diritti, occupazione, condizioni di lavoro… fino a mettere lavoratrici e lavoratori italiani in una condizione insostenibile, ormai la peggiore d’Europa.

Costoro hanno difeso finora l’idea che tutto il paese fosse sulla stessa barca, con il risultato che noi ci ritroviamo aggrappati ad una zattera che sta affondando e i padroni, con i profitti che hanno accumulato direttamente e/o attraverso speculazioni ed evasione, viaggiano spediti verso i paradisi fiscali sul loro yacht ultimo modello.

 

Questo è il bilancio fallimentare di 13 anni di concertazione e di automoderazione salariale, a partire dalla contestatissima sottoscrizione del famigerato accordo del luglio ’93 sul costo del lavoro.

È forse proprio per non doverne rispondere che i gestori di questa politica suicida tentano di rifarsi l’immagine sperticandosi in lodi verso il movimento francese, oggi di nuovo in piazza contro il CPE, dimenticando che il suo “prototipo” italiano, il CFL (contratto di formazione e lavoro), non solo l’hanno accettato ma l’hanno proposto proprio loro, vent’anni or sono. E che dopo hanno sottoscritto l’introduzione del lavoro in affitto, contratti che recepiscono alcune delle più ignobili parti della legge 30 quali il contratto di inserimento, nonché forme di apprendistato che non finiscono mai.

Oggi la solidarietà con il movimento francese non si può fare solo con le lodi, ma invertendo la tendenza qui e subito, per costruire insieme un altro modello di Europa: il primo passo è la difesa del salario attraverso una nuova scala mobile, che stiamo costruendo con una campagna promossa da un ampio comitato in tutta Italia: li sfidiamo a sostenerla!

4 aprile 2006

 

UFFICIO STAMPA SINCOBAS