CGIL: democrazia cercasi
la storia è semplice e risaputa. Due
cordate hanno, prima del congresso, fatto un patto per
determinarne i risultati. L'obiettivo era assumere il
controllo della Cgil marginalizzando ogni voce critica.
Ora quel Patto continua a fare guasti anche dopo la fine
del congresso
IL CASO DELLA
FLC-CGIL
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Una nota del
Coordinamento Rsu
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La nota di
Danilo Molinari sulla situazione della FLC Milanese
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Il
comunicato dei rappresentati le tesi congressuali
(primo firmatario Rinaldini) nel direttivo nazionale
FLC
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E' passato
poco tempo dal congresso Cgil ed è interessante
notare come, alla faccia delle tante parole spese a
celebrare la conclusione unitaria del congresso, la
grandezza e la sensibilità pluralistica
dell'organizzazione, si stia invece affermando la
messa in campo della più classica delle politiche di
potere, degna della più burocratica delle
organizzazioni.
Cose peraltro già viste in fase
congressuale, nella quale è successo di tutto
perfino fino all'invenzione della strana e curiosa
teoria per cui chi prende meno voti ha più delegati.
Sappiamo ovviamente che queste
cose non nascono dal nulla e non cadono dal cielo.
Queste cose sono successe e succedono perchè due
correnti nella nuova
Ciò nonostante si è fatto di
tutto per finire questo congresso a tarallucci e
vino per poter celebrare l'unitarietà ed il
pluralismo della Cgil.
Ma come si sa, il lupo (quando è
lupo) perde il pelo ma non il vizio. Il bisogno da
parte di questa nuova maggioranza di affermare il
massimo controllo sull'organizzazione con
l'isolamento di tutte le sue componenti critiche
(per non avere troppe contestazioni prossimamente,
quando si apriranno fronti importanti) è troppo
grande per lasciare spazio alla democrazia dei
pluralismi, nonostante gli importanti consensi
ottenuti da questi tra gli iscritti.
L'esempio di quanto succederà
d'ora in poi in tutti i territori ed in tutte le
categorie ci viene dalla discussione sulle nuove
segreterie della FLC (sindacato scuola e ricerca).
Per far vedere quanto sia
pluralistica la Cgil scuola e come questa sappia
rappresentare al suo interno tutte le sensibilità e
tutte le provenienze, si propone una segreteria
nazionale a 10. Un esercito, in cui è materialmente
impossibile non trovare una rappresentanza per
chiunque ne abbia i numeri.
Ma la cordata che fa riferimento
ad Epifani, col 70% dei consensi congressuali si
prende il 70% della segreteria (7), la cordata che
fa riferimento a Patta, col 19% dei consensi
congressuali si prende il 30% della segreteria (3),
il quasi 10% dei consensi presi dalle tesi primo
firmatario Rinaldini nulla (0).
Ancora più provocatoria la
soluzione proposta per la segreteria FLC di Milano,
dove le tesi di Rinaldini hanno ottenuto il 30% dei
consensi ma che si vedono negate una rappresentanza
in segreteria.
Che succede dunque ?? Succede che
la nuova maggioranza (Epifani e Lscr) ha deciso di
prendersi tutto il potere fregandosene del congresso
e del voto degli iscritti. Una vera e propria
concezione del potere che richiama alla memoria quel
"per diritto divino" che aveva caratterizzato i
vecchi imperi da quello dei Faraoni in poi.
E' chiaro che ciò non deriva solo
dalla cupidigia delle burocrazie della FLC scuola ma
che tutto nasce da precise indicazioni confederali
basate sull'antidemocratico patto precongressuale
che tanto ha fatto per rovinare ed impedire il
libero svolgersi dell'ultimo congresso e che si
candita ora a produrre nuovi e pesanti quasti sulle
dinamiche democratiche che dovrebbero caratterizzare
un grande sindacato di massa.
Il fatto poi che LSCR sia
totalmente allineata a questa deriva antidemocratica
non fa che dimostrare l'inutilità ormai della sua
esistenza se non come cordata di potere.
4-4-06
Coordinamento Rsu
Nel giro di
una settimana le componenti di maggioranza e di Lavoro Società
della FLC-CGIL hanno provveduto a escludere i
sostenitori delle "tesi
Rinaldini" dalla definizione degli organismi esecutivi
di importanti
realtà come Milano e il Nazionale, nonostante
l'andamento unitario
del congresso di categoria in ogni sua fase, dalle
assemblee di
base alle elezioni dei direttivi ad ogni livello.
Il 29 marzo il Direttivo
Nazionale ha eletto una Segreteria a 10 sulla base di
criteri tesi
a non riconoscerci quale espressione di pluralismo di
pari
spessore e dignità degli altri. In quella sede abbiamo
esplicitato il nostro
dissenso attraverso un comunicato congiunto sottoscritto
da tutti i
compagni e le compagne presenti al direttivo nazionale.
Il Direttivo della FLC di Milano
invece non ha ancora
formalizzato la nostra esclusione, dal momento che per
ora ha solo
deliberato, a maggioranza, i criteri di composizione di
una segreteria
a 5 proposti dalla segretaria generale: la
rappresentanza
dei comparti (scuola e università), la norma di
genere (che non è un criterio
ma un principio statutario), la continuità del lavoro
politico
della segreteria uscente. Su nostra precisa richiesta la
segretaria ha negato
la possibilità di integrare questi criteri, affermando
che non riconosce
il pluralismo di idee e posizioni come criterio, che
comunque lo
garantisce lei stessa, che agirà rappresentando la
sintesi del dibattito
del direttivo. Nei fatti i criteri votati sanciscono la nostra
esclusione e la riconferma di una segreteria composta da
3 di maggioranza
e 2 di Lavoro Società.
Le componenti di maggioranza e di Lavoro
Società hanno quindi deciso di rompere con noi, ad ogni
livello, negando
l'opzione per un governo unitario affermata nello
statuto e contraddicendo
gli esiti prospettati nel dibattito congressuale. Per quanto
riguarda Milano si assumono una responsabilità ancor più
grave come
quella di emarginare una compagine che ha raccolto un
terzo dei consensi
degli iscritti e che rappresenta una forza superiore a
quella di
Lavoro Società. Una forza radicata nei posti di lavoro e
nel movimento
anti- Moratti, che ha contribuito a produrre iniziative importanti
come il corteo dei 50.000 del 14 febbraio 2004 o la
legge popolare
"per una buona scuola", che ha spinto la FLC stessa su posizioni
più avanzate e radicali nella opposizione alle politiche scolastiche
del centro destra.
Di fronte alla evidente condotta discriminatoria
e antidemocratica delle componenti di maggioranza e di Lavoro
Società, che viola addirittura i principi statutari, è necessario
che ci organizziamo in maniera che ci siano riconosciute identità
e agibilità politica, indispensabili per veicolare idee,
confrontare le posizioni su temi specifici,
produrre iniziative e dibattiti,
contribuire alla realizzazione e allo sviluppo del
programma e
della linea sindacale della FLC.
I sottoscritti
facenti parte del Comitato Direttivo Nazionale della FLC
CGIL, dei Collegi dei Sindaci e di
Verifica, che nel 15° Congresso
della CGIL hanno sostenuto le tesi 8A
e 9B (primo firmatario Gianni
Rinaldini) esprimono in maniera
condivisa esplicito dissenso sulla
proposta di composizione della
Segreteria Nazionale della FLC formulata
dal Segretario Generale, che non
realizza il principio da tutti
condiviso secondo cui l’esercizio
sereno e rigoroso del pluralismo e lo
sviluppo di una dialettica libera
costituiscono una ricchezza per tutta
Tale proposta nega, nelle sue
articolazioni, il
percorso unitario sviluppatosi in
ogni fase del congresso di categoria
e le intenzioni proclamate di
gestione unitaria della FLC. Non include
a pieno titolo nel luogo in cui si
traducono quotidianamente in fatti
politici ed iniziative concrete le
affermazioni contenute nei documenti
approvati tutte le posizioni che
hanno animato il dibattito
Si configura come una decisione che
non riconosce il
contributo di numerosi compagni e
compagne all’unità di azione e di
intenti, perseguita non solo in sede
congressuale, ma anche nel
difficile processo di costruzione
della FLC, e soprattutto nella
partecipazione alle lotte e alle
iniziative sindacali contro le nefaste
politiche del centro destra, nei
confronti delle quali sono stati
eretti solidi argini, ma non sono
stati ancora raggiunti gli esiti
E’ una scelta quindi incompiuta, che
necessita di un
ripensamento, auspicabilmente in
tempi brevi, che valorizzi con pari
dignità tutte le sensibilità presenti
nel nostro sindacato, che si sono
apertamente espresse e misurate,
ottenendo significativi consensi tra i
nostri iscritti e le nostre iscritte.
Questa valutazione critica, su
cui convengono tutte le compagne ed i
compagni sottoscritti, si
esprimerà al momento del voto sulla
composizione della Segreteria
Nazionale in modi diversi che vanno
dal voto contrario, alla
astensione, alla non partecipazione
al voto.
Gioacchino Carella, Santo Gaffurini,
Elisa Meglioli, Vito Meloni,
Danilo Molinari, Mauro Montagnani,
Raffaella Morsia, Mimmo Rizzuti,
Roberta Roberti, Anna Maria Zavaglia.