CGIL: democrazia cercasi

la storia è semplice e risaputa. Due cordate hanno, prima del congresso, fatto un patto per determinarne i risultati. L'obiettivo era assumere il controllo della Cgil marginalizzando ogni voce critica. Ora quel Patto continua a fare guasti anche dopo la fine del congresso

 

IL CASO DELLA FLC-CGIL

 

  1. Una nota del Coordinamento Rsu

  2. La nota di Danilo Molinari sulla situazione della FLC Milanese

  3. Il comunicato dei rappresentati le tesi congressuali (primo firmatario Rinaldini) nel direttivo nazionale FLC

 

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E' passato poco tempo dal congresso Cgil ed è interessante notare come, alla faccia delle tante parole spese a celebrare la conclusione unitaria del congresso, la grandezza e la sensibilità pluralistica dell'organizzazione, si stia invece affermando la messa in campo della più classica delle politiche di potere, degna della più burocratica delle organizzazioni.

Cose peraltro già viste in fase congressuale, nella quale è successo di tutto perfino fino all'invenzione della strana e curiosa teoria per cui chi prende meno voti ha più delegati.

Sappiamo ovviamente che queste cose non nascono dal nulla e non cadono dal cielo. Queste cose sono successe e succedono perchè due correnti nella nuova

 

Ciò nonostante si è fatto di tutto per finire questo congresso a tarallucci e vino per poter celebrare l'unitarietà ed il pluralismo della Cgil.

Ma come si sa, il lupo (quando è lupo) perde il pelo ma non il vizio. Il bisogno da parte di questa nuova maggioranza di affermare il massimo controllo sull'organizzazione con l'isolamento di tutte le sue componenti critiche (per non avere troppe contestazioni prossimamente, quando si apriranno fronti importanti) è troppo grande per lasciare spazio alla democrazia dei pluralismi, nonostante gli importanti consensi ottenuti da questi tra gli iscritti.

L'esempio di quanto succederà d'ora in poi in tutti i territori ed in tutte le categorie ci viene dalla discussione sulle nuove segreterie della FLC (sindacato scuola e ricerca).

 

Per far vedere quanto sia pluralistica la Cgil scuola e come questa sappia rappresentare al suo interno tutte le sensibilità e tutte le provenienze, si propone una segreteria nazionale a 10. Un esercito, in cui è materialmente impossibile non trovare una rappresentanza per chiunque ne abbia i numeri.

Ma la cordata che fa riferimento ad Epifani, col 70% dei consensi congressuali si prende il 70% della segreteria (7), la cordata che fa riferimento a Patta, col 19% dei consensi congressuali si prende il 30% della segreteria (3), il quasi 10% dei consensi presi dalle tesi primo firmatario Rinaldini nulla (0).

Ancora più provocatoria la soluzione proposta per la segreteria FLC di Milano, dove le tesi di Rinaldini hanno ottenuto il 30% dei consensi ma che si vedono negate una rappresentanza in segreteria.

 

Che succede dunque ?? Succede che la nuova maggioranza (Epifani e Lscr) ha deciso di prendersi tutto il potere fregandosene del congresso e del voto degli iscritti. Una vera e propria concezione del potere che richiama alla memoria quel "per diritto divino" che aveva caratterizzato i vecchi imperi da quello dei Faraoni in poi.

E' chiaro che ciò non deriva solo dalla cupidigia delle burocrazie della FLC scuola ma che tutto nasce da precise indicazioni confederali basate sull'antidemocratico patto precongressuale che tanto ha fatto per rovinare ed impedire il libero svolgersi dell'ultimo congresso e che si candita ora a produrre nuovi e pesanti quasti sulle dinamiche democratiche che dovrebbero caratterizzare un grande sindacato di massa.

Il fatto poi che LSCR sia totalmente allineata a questa deriva antidemocratica non fa che dimostrare l'inutilità ormai della sua esistenza se non come cordata di potere.

 

4-4-06

Coordinamento Rsu

 

 

Nel giro di una settimana le componenti di maggioranza e di Lavoro Società della FLC-CGIL hanno provveduto a escludere i sostenitori delle "tesi Rinaldini" dalla definizione degli organismi esecutivi di importanti realtà come Milano e il Nazionale, nonostante l'andamento unitario del congresso di categoria in ogni sua fase, dalle assemblee  di base alle elezioni dei direttivi ad ogni livello.

Il 29 marzo il Direttivo Nazionale ha eletto una Segreteria a 10 sulla base di criteri  tesi a non riconoscerci quale espressione di pluralismo di pari  spessore e dignità degli altri. In quella sede abbiamo esplicitato il nostro dissenso attraverso un comunicato congiunto sottoscritto da tutti i compagni e le compagne presenti al direttivo nazionale.

Il Direttivo della FLC di Milano invece non ha ancora formalizzato la nostra esclusione, dal momento che per ora ha solo deliberato, a maggioranza, i criteri di composizione di una segreteria a 5 proposti dalla segretaria generale: la rappresentanza  dei comparti (scuola e università), la norma di genere (che non è un criterio ma un principio statutario), la continuità del lavoro politico  della segreteria uscente. Su nostra precisa richiesta la segretaria ha negato la possibilità di integrare questi criteri, affermando che non riconosce il pluralismo di idee e posizioni come criterio, che comunque lo garantisce lei stessa, che agirà rappresentando la sintesi del dibattito del direttivo. Nei fatti i criteri votati sanciscono la nostra esclusione e la riconferma di una segreteria composta da 3 di maggioranza e 2 di Lavoro Società.

Le componenti di maggioranza e di Lavoro Società hanno quindi deciso di rompere con noi, ad ogni livello, negando l'opzione per un governo unitario affermata nello statuto e contraddicendo gli esiti prospettati nel dibattito congressuale. Per quanto riguarda Milano si assumono una responsabilità ancor più grave come quella di emarginare una compagine che ha raccolto un terzo dei consensi degli iscritti e che rappresenta una forza superiore a quella  di Lavoro Società. Una forza radicata nei posti di lavoro e nel movimento anti- Moratti, che ha contribuito a produrre iniziative importanti come il corteo dei 50.000 del 14 febbraio 2004 o la legge popolare "per una buona scuola", che ha spinto la FLC stessa su posizioni più avanzate e radicali nella opposizione alle politiche scolastiche del centro destra.

Di fronte alla evidente condotta discriminatoria e antidemocratica delle componenti di maggioranza e di Lavoro Società, che viola addirittura i principi statutari, è necessario che ci organizziamo in maniera che ci siano riconosciute identità e agibilità politica, indispensabili per veicolare idee,  confrontare le posizioni su temi specifici, produrre iniziative e dibattiti, contribuire alla realizzazione e allo sviluppo del programma e della linea sindacale della FLC.


3-4-06          Danilo Molinari


 

 


I sottoscritti facenti parte del Comitato Direttivo Nazionale della FLC 

CGIL, dei Collegi dei Sindaci e di Verifica, che nel 15° Congresso 

della CGIL hanno sostenuto le tesi 8A e 9B (primo firmatario Gianni 

Rinaldini) esprimono in maniera condivisa esplicito dissenso sulla 

proposta di composizione della Segreteria Nazionale della FLC formulata 

dal Segretario Generale, che non realizza il principio da tutti 

condiviso secondo cui l’esercizio sereno e rigoroso del pluralismo e lo 

sviluppo di una dialettica libera costituiscono una ricchezza per tutta 

l'organizzazione. 

Tale proposta nega, nelle sue articolazioni, il 

percorso unitario sviluppatosi in ogni fase del congresso di categoria 

e le intenzioni proclamate di gestione unitaria della FLC. Non include 

a pieno titolo nel luogo in cui si traducono quotidianamente in fatti 

politici ed iniziative concrete le affermazioni contenute nei documenti 

approvati tutte le posizioni che hanno animato il dibattito 

congressuale.

Si configura come una decisione che non riconosce il 

contributo di numerosi compagni e compagne all’unità di azione e di 

intenti, perseguita non solo in sede congressuale, ma anche nel 

difficile processo di costruzione della FLC, e soprattutto nella 

partecipazione alle lotte e alle iniziative sindacali contro le nefaste 

politiche del centro destra, nei confronti delle quali sono stati 

eretti solidi argini, ma non sono stati ancora raggiunti gli esiti 

desiderati.

E’ una scelta quindi incompiuta, che necessita di un 

ripensamento, auspicabilmente in tempi brevi, che valorizzi con pari 

dignità tutte le sensibilità presenti nel nostro sindacato, che si sono 

apertamente espresse e misurate, ottenendo significativi consensi tra i 

nostri iscritti e le nostre iscritte.

Questa valutazione critica, su 

cui convengono tutte le compagne ed i compagni sottoscritti, si 

esprimerà al momento del voto sulla composizione della Segreteria 

Nazionale in modi diversi che vanno dal voto contrario, alla 

astensione, alla non partecipazione al voto.


 

Dino Angelaccio, 

Gioacchino Carella, Santo Gaffurini, Elisa Meglioli, Vito Meloni, 

Danilo Molinari, Mauro Montagnani, Raffaella Morsia, Mimmo Rizzuti, 

Roberta Roberti, Anna Maria Zavaglia.


 

Roma, 29 marzo 2006