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Giovani sindacalisti crescono .... Il Compagno Rosati, neo eletto segretario generale della Cgil Milanese, ci mette l'anima a spiegare quanto sia laica la Cgil, aperta al confronto, scevra da ogni settarismo. Che la Cgil, in quanto organizzazione di massa, abbia nel suo DNA tutti questi elementi è fuor di dubbio. Che ciò sia patrimonio di tutti gli individui e delle varie aggregazioni correntizie presenti in Cgil è tutto da provare. Rosati, nella sua lettera al Manifesto in risposta a diversi interventi critici apparsi precedentemente, presenta la pubblicità che intende realizzare sul libro di P. Ichino, come un fatto dovuto (La Cgil ascolta tutti e si confronta con tutti), senza sottolineare il presupposto della sua decisione, e cioè che condividendo gran parte delle affermazioni di Ichino è sua intenzione sponsorizzarne il libro. Rosati sa bene infatti che le posizioni di Ichino non trovano tutto quel seguito che il Professore si aspetterebbe, in Cgil. Sarebbe quindi utile un confronto (lo stesso che a parole Rosati vanta come suo codice comportamentale e che auspica per tutti i dirigenti della Cgil) tra le posizioni di Ichino e le posizioni critiche presenti in Cgil e non una iniziativa (sponsorizzata come Cgil di Milano) per presentare il libro di Ichino. Visto che Ichino dice cose importanti e pesanti sul futuro del sindacalismo Italiano perchè infatti non organizzare invece un confronto tra le sue posizioni e chi non le condivide ?? Libero Rosati di organizzare le cose come crede, ma che non vada in giro a presentare la sua come una iniziativa pluralista ed aperta al confronto. Si tratta semmai, ed ovviamente, di una vera e propria sponsorizzazione delle posizioni di Ichino. Di contro, chè chè ne pensi Rosati, i critici delle posizioni di Ichino sono senz'altro altrettanto pluralisti e aperti al confronto almeno quanto lui, semplicemente esprimono pubblicamente le loro divergenze. D'altronde, Rosati che viene dalla FP di Milano di cui è stato segretario sino a poco tempo fa, ha poco da insegnare in fatto di pluralismo. Risulta infatti che, nel congresso FP Milanese sia stata letteralmente e volutamente segata qualsiasi rappresentanza dei delegati che sostenevano le tesi di Rinaldini nonostante queste tesi disponessero di un consenso ottenuto tra i lavoratori tale da giustificare una loro rappresentanza negli organismi dirigenti della categoria. Il pluralismo che abbiamo conosciuto nella FP Milanese è tale che le tesi di Rinaldini non hanno neppure un delegato nel direttivo provinciale. Sapere ascoltare, sapersi confrontare è una qualità che vive in Cgil, ma a quanto pare Rosati la scopre solo ora, visto che non ha provato indignazione per quanto è successo. E' giovane .... e si farà (speriamo) Ricordiamo quindi a Rosati che la discussione sindacale è molto più ricca di quanto appaia a lui. Vi è, per esempio, proprio in questi giorni, l'apertura della campagna per la raccolta di firme a sostegno di una legge che reintroduca la scala mobile. Quindi, perchè Ichino, si e questa iniziativa no ?. Vista la sua ampia disponibilità per una Cgil capace di dialogare con tutti, senza settarismo o pregiudizi, perchè non organizzare come Cgil di Milano, una iniziativa per discutere e confrontarsi anche su questa proposta ? Oppure, sotto i suoi occhi, la Provincia di Milano, sta procedendo ad esternalizzare (privatizzare) i servizi pubblici per l'impiego. Una cosa importante quindi, che riguarda non solo i lavoratori della Provincia ma anche l'intero territorio provinciale. Si potrebbe organizzare una iniziativa pubblica per aprofondire questo tema e far confrontare tra loro tutte le varie voci che su tale argomento hanno qualcosa da dire.
Proprio come Dice Rosati nella sua lettera "Non è più il tempo oggi delle sacre scritture, del serrare le fila, e dei vecchi ed isolati soloni", quindi perchè perdere tempo per presentare il libro di Ichino quando, come Cgil di Milano abbiamo così tante cose da fare, da discutere ed organizzare, invece di andare dietro ai soliti "soloni" ???
altri articoli pubblicati sul sito riguardo alla discussione sulle posizioni di P. Ichino
28 febbraio 2006 - Lettera di Dino Greco (Cgil di Brescia) sulle posizioni di Ichino - "Con un acrobatico scambio di ruoli il Corriere della Sera ha fatto del coordinatore degli uffici legali della Cgil, Giovanni Naccari, un fustigatore del diritto di critica, un susloviano custode dell'ortodossia, uno che a mezzo circolare mette al bando le idee altrui, mentre il professore Pietro Ichino, del quale è in corso un accelerato processo di beatificazione, è ormai trasfigurato in un'icona del libero pensiero, affrancato da quelle croste ideologiche che invece appesantiscono una Cgil la quale spiccherebbe il volo nei cieli della modernità se solo sapesse sbarazzarsi delle sue zavorre" ..La lettera pubblicata sul Manifesto
25 febbraio 2006 - Ichino .. l'intoccabile 2 - Leggi anche gli articoli pubblicati su Liberazione , a firma Giorgio Cremaschi (o con ichino o contigui al terrorismo ?) ed a firma R.Farneti (la circolare anti-ichino divide la Cgil)
25 febbraio 2006 - Ichino .. l'intoccabile 1 - Stupisce la pesante reazione dell'intelligens liberista (Corriere della sera in testa) alle critiche sollevate da Giovanni Naccari (ufficio giuridico della Cgil) verso le posizioni di Ichino in materia di revisione dei modelli contrattuali. Ma ancor di più colpiscono le scuse sindacali che in qualche modo prendono le distanze dalle critiche di Naccari. L'articolo sul Manifesto - All'interno anche la nota stampa di Gianni Rinaldini (Fiom) che solleva critiche alla frettolosa presa di distanza della Cgil alle posizioni espresse da Naccari verso le posizioni di Ichino. -
24 febbraio 2006 - Contratti - Ichino .. l'irriducibile - La «modesta proposta» di Ichino, lungi dall'essere un disegno riformatore di largo respiro, si risolve in una dotta dissertazione intorno ad un'antica tesi padronale: «come funzionerebbe bene l'economia, se i lavoratori obbedissero e il sindacato si facesse da parte». Leggi l'articolo pubblicato dal Manifesto.
16 febbraio 2006 - Legge 30 - In risposta elle posizioni di Ichino - Quel che Ichino finge di non sapere - intervento di Pier Giovanni Alleva (Uff. giuridico della Cgil)
8 - 3 - 2006
Coordinamento RSU
Il professor Ichino? In Cgil discutiamo del suo libro
ONORIO ROSATI - Segretario generale
camera del Lavoro di Milano
La discussione che si è aperta sul vostro giornale relativamente al
rapporto tra il professor Ichino e la Cgil, a seguito della vicenda
Naccari, penso debba essere iscritta sotto il tema del rapporto tra
una grande organizzazione di massa, come è la nostra, e gli
intellettuali. E' quindi una questione rilevante, poiché
direttamente connessa al profilo identitario della Cgil, quale
quello di una organizzazione pienamente laica, aperta e pluralista.
Per questo ritengo che l'argomento vada trattato in modo serio e
responsabile, senza furbizie pseudo intellettuali o analisi forzate
e senza avere la solita vecchia, vecchissima pretesa di mettere le
etichette a chi la pensa diversamente. Provo a spiegarmi. La Cgil,
forte delle conclusioni del congresso tenutosi nei giorni scorsi a
Rimini, può, con maggiore autorevolezza, rivolgersi oggi alla
politica italiana, al sistema delle imprese e alla società nel suo
insieme, forte di un proprio punto di vista, di un proprio
programma, costruito dentro una discussione che ha visto coinvolte,
in questi mesi, centinaia di migliaia di persone iscritte alla
nostra organizzazione e in ragione di un suo consistente radicamento
sociale, del fatto cioè di essere una grande forza organizzata.
Penso di poter dire che, con questo xv congresso, entrambe queste
condizioni, per la Cgil, si realizzino positivamente e, sicuramente,
molti dei meriti vanno riconosciuti alla direzione del suo
segretario generale, Guglielmo Epifani. |