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Cgil: Finito il congresso, tutto rimane ancora aperto Un congresso che di fatto non ha deciso nulla e che consegna alla nuova segreteria nazionale un mandato in bianco su tutte le principali questioni oggi aperte. Il documento conclusivo, pieno di osservazioni tutte ovviamente e facilmente condivisibili, che però non si spinge mai a dire effettivamente su quale piattaforma la Cgil si impegnerà nei prossimi anni. Dietro alle parole d'ordine, "riprogettare il paese, patto fiscale, difesa dei salari e del contratto nazionale, ecc." non si sono viste quelle precisazioni che spieghino come sostenere questi obiettivi. Se l'obiettivo di tutti era quello di arrivare ad un documento unitario, appare scontato che il documento conclusivo alla fine si sia caratterizzato per la capacità di sorvolare su tutte le questioni che invece erano state aperte nel confronto tra le tesi alternative, come il superamento della concertazione, democrazia sindacale e referendum..
Allora ... a cosa è servito questo congresso ??
Intanto si è andato a formalizzare il fatto che (almeno per ora) non ci sono maggioranze e minoranze (il documento finale e la lista dei componenti il direttivo sono state votate praticamente all'unanimità). Lavoro e società si è sciolta politicamente ma continua a praticare la sua tattica correntizia ricostituendosi in un'area che di fatto si dichiara essere una corrente della nuova maggioranza (nessuna velleità politica per carità ... tutti schierati ed allineati ... ma si sà, costituirsi in corrente è utilissimo per contrattare posti nelle segreterie e negli apparati, cosa a cui la nuova corrente Pattiana non rinuncerebbe mai per nessuna cosa al mondo). Inoltre si è confermata la pratica di affermare solo le regole utili e non quelle reali. Così è che la corrente Pattiana (col 10% dei consensi) ha 23 componenti nel direttivo nazionale Cgil, mentre Rinaldini (col 15% dei consensi) ne ha solo 17 (e questa è democrazia. Certo Patta non ha ottenuto il 20% che pretendeva ma comunque più di quanti gli spettassero). Possiamo dire quindi che il congresso ha sancito alla fine (pur con qualche cedimento)quello che era già stato deciso prima a tavolino col Patto dei 12 segretari. Fine delle aree programmatiche e forte patto di maggioranza tra i Pattiani ed Epifani.
Per quanto riguarda il merito, al di là di un documento conclusivo che da oggi in poi (sicuramente) ognuno cercherà di interpretare a seconda delle convenienze, questo congresso ha però permesso di capire su quali linee intende muoversi la nuova maggioranza della Cgil nei prossimi mesi. E queste sono almeno 3.
Rapporti col Governo. Scontata la critica al governo Berlusconi si intende procedere, nel confronto con l'eventuale prossimo governo di centro sinistra sulla base di un "patto di legislatura". Proposta, questa, molto contestata e non senza ragione anche nel dibattito e volutamente annacquata nel documento finale. Legare l'azione del sindacato (quasi che fosse uno dei tanti partiti che formeranno la possibile nuova maggioranza di governo) ad un patto di legislatura vuol dire legarsi le mani, cedere la propria autonomia all'obiettivo della stabilità governativa. Di fatto una specie di "concertazione politica". Un Patto di legislatura vuol dire di fatto concordare col Governo una serie di interventi su particolari questioni, in cambio di una moderazione sindacale, di un impegno del sindacato a non mettere in crisi gli equilibri politici che sostengono la legislatura. Assomiglia tanto al "Patto per il lavoro" di epoca fascista in cui, secondo un modello corporativo, governo e sindacati procedevano, in nome del rilancio e della difesa del Paese, a concordare annualmente i livelli minimi di tutela sindacale in cambio di un blocco della vertenzialità sindacale. Assomiglia molto anche al "Patto di Natale" del 1998, nato e morto quasi subito, ma ancora presente nei sogni dei liberisti nazionali. E poi, cosa dovrebbe prevedere il "Patto di legislatura" proposto da Epifani ed immediatamente fatto proprio da Prodi ? Un Patto sulla Fiscalità ? (tassare di più chi prende di più) ... Va bene, parliamone, ma perchè non affrontare la cosa in maniera sindacale ? Si faccia una vera piattaforma, con obiettivi chiari sulle proposte sindacali in materia di politiche fiscali, si discuta con i lavoratori, si ottenga il loro consenso, si apra una vertenza, una trattativa col Governo, e si arrivi ad un accordo da sottoporre poi al voto dei lavoratori. Non serve un "Patto di legislatura" per avanzare proposte in materia di politiche fiscali. Un piano di investimenti su ricerca, infrastrutture, investimenti ecc. ecc? Va bene, parliamone ma perchè non aprire su questi temi una vera vertenza sindacale, forse pensiamo come Cgil di non esserne più capaci? Ma pare che da questa proposta di "Patto di legislatura" rimanga fuori tutta la partita della legge 30, sulla quale ormai tutti (anche moltissimi sindacalisti) si arrotolano la lingua quando si tratta di pronunciare la parola "abolizione". E che dire del programma di Prodi? Come vedere la sua proposta di andare alla riduzione di 5 punti del costo del lavoro ? La Cgil a riguardo non dice nulla eppure si sa che tale risduzione dovrebbe avvenire a scapito di quelli che ormai tutti chiamano "oneri impropri", quali ad esempio gli assegni di famiglia.
modello contrattuale. La nuova maggioranza Cgil difende di fatto il rilancio della scelta concertativa. Il documento pur rimanendo generico in proposito, ancorato com'è ad una generica difesa dei due livelli contrattuali, apre però sul piano del metodo. Si da per scontato che con Confindustria debba essere aperto un confronto ma si lega l'avvio di questo al raggiungimento di una proposta unitaria con Cisl e Uil. Quindi piena disponibilità ad aprire un tavolo, pur sapendo cosa già Confindustria ha posto come condizione per aprirlo. Di fatto si aspetta un eventuale nuovo governo di centro sinistra per riaprire il discorso sul modello contrattuale.
regole interne: Epifani, lo aveva già dichiarato in precedenza, si è molto arrabbiato che in questo congresso si sia aperta una inevitabile polemica sul rispetto delle regole. Il fatto che questa polemica sia nata dallo scontro tra chi rivendicava il rispetto del regolamento congressuale della Cgil e tra chi riteneva di fatto superato un regolamento (votato dal direttivo nazionale) per sostituirlo con il "Patto tra i 12" (deciso nel chiuso di una stanza tra due correnti della costituente nuova maggioranza) ha per lui poca importanza. La realtà è che i nuovi delicati equilibri della Cgil non possono essere sottoposti alle regole della democrazia congressuale (una testa un voto), sopratutto in un momento in cui la Cgil si sta apprestando ad una vera svolta nel suo modo di essere sindacato (basata su un patto tra correnti). Per questo la nuova maggioranza ha urgenza di mettere mano alle regole interne. Il Congresso ha deciso, fra un anno da oggi, di convocare in proposito una assemblea organizzativa, con lo scopo di mettere mano alle regole interne. Una cosa solo genericamente accennata nel documento conclusivo del Congresso (necessariamente per poter concludere unitariamente il Congresso) ma fortemente presente nelle strategie della nuova maggioranza.
Una prima conclusione.
Questo congresso non ha in realtà chiarito nulla di sostanziale. La questione dei rapporti col Governo di centro sinistra (se vincerà le elezioni), la questione del modello contrattuale, sulla questione delle regole e della democrazia interna, sono temi già iscritti nell'agenda dei prossimi mesi, e su queste questioni si riproporrà inevitabilmente il confronto, in Cgil, tra le varie linee presenti. Per questo occorre urgentemente che su queste materie, la sinistra sindacale in Cgil incominci urgentemente a ragionare ed a mettere in campo una proposta condivisibile attorno a cui costruire il massimo consenso e la massima capacità di mobilitazione. Un appuntamento importante sarà l'assemblea nazionale che già la "Rete 28 aprile" ha deciso di convocare prossimamente. A quel punto, questioni principali all'ordine del giorno dovranno essere quelli della costruzione di una piattaforma programmatica alternativa alle ipotesi che la maggioranza Cgil ha già annunciato che intende perseguire, e la forma operativa, nuova ed originale (per evitare le derive burocratiche che hanno caratterizzato la recente esperienza delle vecchie aree programmatiche) che può e deve assumere il lavoro della nuova sinistra sindacale. Ancora una volta è sopratutto dai luoghi di lavoro che bisogna ripartire.
2006_03_05
Coordinamento RSU
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