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APPELLO A EPIFANI
Anomalie metalmeccaniche
LORIS CAMPETTI
«Il contratto dei metalmeccanici è stato
rinnovato e a breve la Cgil terrà il suo congresso. Così, dopo, non
ci saranno più alibi per nessuno per sottrarsi al confronto». Così
parlò il direttore generale di Federmeccanica, Roberto Santarelli.
Parole che potrebbero risultare oscure ai non addetti ai lavori.
Ecco allora la puntualizzazione che reca la stessa firma: «Io spero
che l'ultimo contratto rinnovato con i sindacati metalmeccanici sia
anche l'ultimo con le vecchie regole. Confindustria ha chiamato più
volte a confronto i sindacati ma la Cgil si è sempre sottratta.
Speriamo invece che adesso accolga l'invito degli industriali». Quel
che gli industriali italiani vogliono da tempo è la revisione delle
regole stabilite con il protocollo del luglio `93, per motivi
opposti a chi lo critica per i suoi effetti devastanti sui salari
dei lavoratori. Al centro la Confindustria mette oggi la
competitività dell'impresa e la terapia che tenta di imporre prevede
una sola medicina: un sistema di regole che riduca il tempo tra gli
ordini del mercato e l'esecuzione. In parole semplici, se la domanda
ha un'impennata e servono 10 sabati lavorativi non è tollerabile che
le aziende debbano trattare con le Rappresentanze sindacali
unitarie: i padroni debbono poter gestire il tempo dei lavoratori
come meglio credono senza lacci e lacciuoli e dunque l'unica regola
che chiedono è la formalizzazione da parte dei sindacati confederali
della loro prepotenza. I contratti nazionali di categoria vanno
sterilizzati e il ruolo dei sindacati aziendali semplicemente
cancellato, il tutto ridotto a un confronto tra vertici padronali e
sindacali, una volta ristabilito il principio della dittatura del
mercato e della riduzione del lavoro a merce.
Se è così, l'appello di Santarelli, fatto proprio anche dal
presidente di Federmeccanica, Massimo Calearo, diventa ancor più
chiaro e, per molti aspetti, inquietante. Dice al segretario della
Cgil Guglielmo Epifani quanto segue: io ho provato a mettere a
tacere la Fiom imponendo i sabati lavorativi non contrattati ma non
ci sono riuscito, vuoi per colpa della Fiom, vuoi per colpa dei
lavoratori che dopo aver paralizzato le fabbriche si sono messi a
paralizzare il traffico su gomma e su ferro. Epifani, pensaci tu a
rimettere in riga i tuoi metalmeccanici ribelli, hai un congresso a
disposizione per farlo, rimuovi gli ostacoli e troviamoci a cena con
Cisl e Uil per riscrivere le regole insieme.
Quel che si dice mettere le mani nel piatto. Nel piatto degli altri,
però. Epifani ha sempre sostenuto che nessun confronto con
Confindustria è possibile senza un accordo preliminare con Cisl e
Uil che consenta di avviare il confronto sulle regole con una
posizione sindacale unitaria. La Fiom dice invece che la riforma del
sistema contrattuale non è prioritario e al contrario rivendica il
contenuto del contratto dei meccanici appena approvato dai
lavoratori e il metodo democratico che l'ha reso possibile. Su un
aspetto - intromissione indebita a parte - la Federmeccanica ha
ragione: il pallino passa in mano a Epifani e al congresso della
Cgil. L'orientamento che ne uscirà non sarà ininfluente per il
cammino del nuovo governo. Qualunque esso sia.
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