Approvata ieri la bolkestein.
BOLKESTEIN : UN VOTO CONTRO L'EUROPA SOCIALE
pubblicato su
http://www.attac.it il 17 febbraio 2006
Con 393 voti a favore e 220 contro, la direttiva
Bolkestein è stata approvata in prima lettura dal
Parlamento Europeo. Il "compromesso" costruito dalle
grandi famiglie europee PPE/PSE supera l'opzione del
rigetto della direttiva -che pure ha ottenuto 150
importanti voti- e dà una nuova accelerazione al
disegno liberista di un'Europa come libero mercato
dei servizi, in cui i diritti del lavoro e i diritti
sociali diventano variabili dipendenti
dell'ossessione competitiva.
Perché di questo si tratta, anche nel nuovo testo
modificato. Non c'è più il principio del paese
d'origine, ma la libera prestazione dei servizi fra
i paesi dell'Unione potrà essere esercitata senza
nessun vincolo; vengono infatti mutuate "sic et
simpliciter" le normative Gats dell'Organizzazione
Mondiale del Commercio e nella stesura definitiva
sono stati eliminati perfino i deboli richiami alla
difesa dei consumatori. Permane la
deregolamentazione totale del lavoro autonomo,
ovvero la spinta ad un' ulteriore accelerazione
della precarizzazione dei contratti di lavoro.
Risulta confermata la messa sul mercato di
moltissimi settori di servizi pubblici -la cui
estensione e portata sarà più chiara una volta visto
l'effettivo testo uscito dalla votazione di 404
emendamenti, spesso contraddittori fra loro- e si
relegano le assemblee elettive, dai municipi ai
governi nazionali a meri osservatori del libero
fluire della circolazione dei servizi.
Con il voto di oggi, si conferma la distanza fra
l'Europa delle elites politico-economiche e l'
Europa dei popoli, che anche in questi giorni, con
le due mobilitazioni dell'11 e del 14 a Strasburgo,
avevano dimostrato il loro netto rifiuto delle
politiche liberiste e il loro desiderio di un'Europa
sociale e di pace.
Di fronte a questo quadro, risultano francamente
incomprensibili le grida di vittoria della dirigenza
europea della CES, il cui segretario Monks sembra
non accorgersi delle differenti posizioni assunte da
forti e importanti categorie europee, Funzione
Pubblica in primis. E anche le esultanze in casa
riformista, sembrano non vedere né i dissensi
interni -i socialisti francesi e belgi- né calibrare
gli abbracci mortali in cui hanno finito per
ritrovarsi. Come faranno gli spasimanti nostrani -
Ds e Margherita- del futuro partito democratico a
spiegare ai loro elettori che hanno votato in totale
sintonia con Forza Italia?
Il voto del Parlamento Europeo, pur essendo ancora
solo un passaggio e non la conclusione dell'iter, è
un voto politicamente pesante. Dice a chiare lettere
come le elites politico-economiche dell'UE intendano
superare l'evidente crisi del modello di
integrazione europea, spingendo l'acceleratore
sull'approfondimento delle politiche liberiste,
anziché sul loro abbandono come chiedono le
popolazioni, che hanno bocciato il Trattato
Costituzionale, che hanno punito i governi liberisti
nelle elezioni politiche, che si sono mobilitate a
livello europeo contro la direttiva Bolkestein. Ai
movimenti sociali e sindacali, alla società civile
più generale il compito e la responsabilità di un
salto di qualità nei prossimi mesi - e nel FSE di
Atene a maggio- affinché la mobilitazione, nei
singoli paesi e a livello europeo si allarghi e si
approfondisca. Perché se Europa sarà, potrà esserlo
solo dalla rottura con le politiche liberiste e dal
riconoscimento fondativo di uno spazio pubblico dei
diritti sociali, del lavoro e di cittadinanza. Che
altro significa altrimenti la democrazia?
ATTAC ITALIA
|