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Contratto Artigiani: Al
via la riforma del sistema contrattuale.
Ancora non abbiamo trovato da nessuna parte il testo dell'accordo
nazionale firmato ieri sulla nuova struttura contrattuale per le
imprese artigiane.
Possiamo per ora solo registrare come la
Confederartigianato plaude
all'accordo come una nuova strada per arrivare al federalismo
contrattuale dove le determinazioni salariali in rapporto al
recupero dell'inflazione saranno demandate alla contrattazione
territoriale. Infatti si dice espressamente che "Vengono trasferite alla contrattazione territoriale tutte
le materie negoziali, eccetto i diritti sindacali e i principi
generali del rapporto di lavoro. Al 2° livello di contrattazione
sarà affidata la tutela del salario dall’erosione
dell’inflazione e la distribuzione della produttività
laddove si registrerà il plusvalore salariale”.
Secondo Confederartigianato ci troveremmo quindi
di fronte ad un vero svuotamento del Ccnl come strumento unificante
dei lavoratori artigiani.
Di contro, le dichiarazioni da parte Cgil mirano a decantare
l'accordo come una tenuta sul sistema del CCNL. In questo senso
vanno le dichiarazioni della Filtea-Cgil,
di
Carla Cantone (segr. Naz. Cgil) e del
coordinamento artigiani della Cgil.
Dichiarazioni che ovviamente stonano in maniera evidente con le
entusiastiche valutazioni delle controparti che affermano
esattamente il contrario
Unica posizione critica viene dalla
Fiom-Cgil che non ha firmato l'intesa e chiede l'immediata
apertura di una discussione in tutte le strutture della Cgil.
15 febbraio 2006 -
Coordinamento Rsu
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Martedì 14 febbraio 2006
dal sito della
Confederartigianato
CONTRATTAZIONE:
Artigiani ‘apripista’
del federalismo
contrattuale
Data storica per le relazioni sindacali
nelle imprese artigiane:
da oggi in vigore la riforma
della contrattazione nell’artigianato.
Oggi a Roma i vertici delle Confederazioni dell’artigianato
e delle Pmi (Confartigianato, Cna, Casartigiani,
Claai) e dei Sindacati dei lavoratori (Cgil, Cisl e Uil)
hanno siglato l’intesa applicativa che dà immediata
attuazione alla riforma del sistema contrattuale dell’artigianato
e delle piccole imprese che era stata
firmata il 17 marzo 2004.
Per Confartigianato erano presenti alla firma dell'intesa
il Presidente Giorgio Guerrini, il Vicepresidente
Delegato alle Relazioni sindacali Gianmaria Rizzi, il
Segretario Generale Cesare Fumagalli.
Cambieranno così profondamente le relazioni sindacali,
con un forte decentramento territoriale della contrattazione
finalizzato a rendere il contratto collettivo
di lavoro più aderente alle esigenze delle imprese e
dei lavoratori e più funzionale alle differenti condizioni
economiche e produttive del Paese.
“Oggi – sottolineano il Presidente Giorgio Guerrini e
il Vicepresidente Gianmaria Rizzi che hanno siglato
l’intesa - è una data storica per le relazioni sindacali
nell’artigianato. Finalmente ‘diamo gambe’ all’Accordo
Interconfederale per la riforma del sistema contrattuale
nell’artigianato siglato il 17 marzo 2004 dalle Confederazioni
artigiane e dai Sindacati. Il baricentro della
contrattazione si sposta sul territorio con l’obiettivo
di fornire risposte ‘a misura’ dei problemi delle imprese
e dei lavoratori”.
“La riforma – fanno notare Guerrini e Rizzi - riguarda
850.000 imprese e 1.555.000 lavoratori dipendenti.
Vengono trasferite alla contrattazione territoriale tutte
le materie negoziali, eccetto i diritti sindacali e i principi
generali del rapporto di lavoro. Al 2° livello di contrattazione
sarà affidata la tutela del salario dall’erosione
dell’inflazione e la distribuzione della produttività
laddove si registrerà il plusvalore salariale”.
Già dai prossimi giorni, le parti sociali avvieranno i
negoziati per la stipula dei nuovi contratti che avranno
la durata di 4 anni e copriranno il periodo 2005 –
2008.
A livello regionale, le parti sociali, di concerto con le
Regioni, costruiranno le soluzioni più adatte per migliorare
la produttività, per gestire le dinamiche del
mercato del lavoro, per individuare soluzioni in materia
di welfare per imprese e lavoratori.
“In sostanza – sottolineano il Vicepresidente Rizzi e
il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini - anche
grazie al rilancio della concertazione territoriale,
si potranno concordare vere e proprie sfide di qualità
del lavoro finalizzate a promuovere la competitività dei
sistemi economici locali”.
Le parti sociali potranno ricercare soluzioni specifiche
per le aree ad alta intensità di disoccupazione e minore
produttività, attraverso percorsi economici,
normativi, formativi, di tutela dei lavoratori che realizzino
condizioni di sviluppo, da costruire anche
d’intesa con gli Enti locali. Entro il mese di marzo,
inoltre, verranno costituite due commissioni: una per
avviare la razionalizzazione degli attuali 16 contratti
vigenti nell’artigianato e l’altra per definire una nuova
classificazione delle competenze professionali più
aderente alla realtà delle imprese.
“L’accordo
firmato oggi, specifico per gli artigiani, riconferma tutte
le funzioni proprie del contratto collettivo nazionale di
lavoro, in modo particolare su diritti, inquadramento, orari
e salari e quindi la centralità solidale del CCLN – è quanto
afferma in una dichiarazione il segretario confederale della
Cgil Carla Cantone in merito all’intesa sperimentale firmata
oggi da sindacati e associazioni di impresa –
Viene salvaguardato il ruolo del contratto nazionale fra
minimi nazionali e riallineamento, sconfiggendo in questo
modo qualsiasi ipotesi di federalismo contrattuale. Si
qualifica altresì la contrattazione di secondo livello, che
per gli artigiani è sempre stata di carattere regionale –
conclude Cantone”. |
Artigiani: firmata l’intesa applicativa a carattere
sperimentale
Dell’accordo Interconfederale per la specificità del settore
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“E’ stata
firmata oggi fra Cgil, Cisl e Uil e Confartigianato, Cna,
Casartiani, Claai una intesa applicativa a carattere
sperimentale dell’accordo interconfederale per la
specificità del settore artigiani – è quanto scritto in una
nota il coordinamento nazionale artigiani della Cgil -. Tale
intesa riconferma ruolo compiti e funzioni del contratto
nazionale e della contrattazione regionale di secondo
livello. Consente la presentazione delle piattaforme per il
rinnovo dei CCNL per tutte le categorie, per il periodo
2006-2008, in quanto il 2005 è stato definito nell’intesa
intercategoriale l’aumento del 2%.
E’ un accordo importante che permette a 1.400.000 lavoratori
di vedersi rinnovare il loro contratto e quindi l’aumento
delle retribuzioni.
E’ altresì positiva l’istituzione di due commissioni per
l’avvio della razionalizzazione del numero dei CCNL e per
esaminare l’inquadramento e il sistema classificatorio alla
luce dei risultati della ricerca sui fabbisogni formativi.
Ora si procederà alla consultazione delle lavoratrici e dei
lavoratori.
Questa intesa arriva dopo il positivo avvio della fase
operativa per la previdenza complementare nell’artigianato (ARTIFOND)
– conclude la nota”. |
Artigiani
Positivo il giudizio della Filtea Cgil, sull’intesa siglata
oggi |
In merito
all’intesa sperimentale siglata oggi da sindacati e
associazioni d’impresa artigiane, la segretaria generale
della Filtea Cgil, Valeria Fedeli, esprime “soddisfazione
per l’accordo raggiunto, che difende il contratto nazionale,
rilanciando, riqualificando ed estendendo la contrattazione
di secondo livello.
“Ora per i 250mila addetti del sistema moda –aggiunge Fedeli
- c’è una certezza in più per tutelare e accrescere il
potere di acquisto delle retribuzioni, e per estendere ruolo
e funzione negoziale del sindacato a sostegno delle
lavoratrici e dei lavoratori nel difficile processo di
cambiamento organizzativo delle filiere artigiane della
moda”
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Imprese
artigiane. Marcelli (Fiom): “Non condivisibile il metodo
seguito per la firma dell’Intesa odierna. Ci riserviamo
di esprimere un nostro preciso giudizio di merito”
Maurizio
Marcelli, coordinatore nazionale Fiom-Cgil per il
settore delle imprese metalmeccaniche artigiane, ha
rilasciato in serata la seguente dichiarazione.
“E’ stata
firmata oggi a Roma l’Intesa applicativa relativa
all’Accordo interconfederale del 17 marzo 2004
sull’artigianato. Il testo di questa Intesa contiene
novità sostanziali relativamente alle regole, alla
qualità e alle caratteristiche della contrattazione
nazionale e regionale. Conseguentemente,
la Fiom aveva
sostenuto l’opportunità di sospendere la firma odierna
per poter arrivare a una valutazione e a una verifica
più approfondite da parte delle strutture direttive
delle categorie e della Confederazione.”
“Questa
posizione non è stata accolta. La Fiom considera quindi non condivisibile
il metodo seguito e si riserva di esprimere sul merito
dell’Intesa stessa un proprio preciso giudizio. Nello
stesso tempo, la Fiom ritiene necessario che una
discussione di merito si apra a tutti i livelli.”
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