comunicato stampa

 

SUPERMARKET DELLA FORMAZIONE

 

 MORATTI: COLPO DI CODA FINALE DEL MINISTERO CONTRO LA PUBBLICA ISTRUZIONE

 

 

Una chiusura all’insegna della continuità quella della Ministra Moratti: regalie e finanziamenti a cascata alle scuole private proprio mentre taglia quelli alla scuola pubblica.  Dopo il via libera dato alle scuole private per la stipula di contratti a progetto, fuori da qualsiasi controllo nonché riferimento ai contratti di lavoro vigenti, nelle assunzioni dei docenti, dopo la moltiplicazione per tre rispetto all’anno precedente dei finanziamenti stanziati per i “buoni scuola” a favore di chi iscrive i figli alle scuole private ecco il colpo di scena finale.

Che l’obiettivo della Moratti fosse quello di “distruggere” la scuola pubblica è ormai noto ai più. Non si spiegano diversamente gli interventi in materia didattica, finanziaria e normativa che hanno caratterizzato il suo Ministero. Un ministero contro l’istruzione pubblica a dispetto dell’incarico rivestito. Il colpo di coda finale è il degno coronamento di un infaticabile impegno nella mercificazione del sapere e nella privatizzazione dell’istruzione: l'abolizione degli esami di idoneità per i bambini della scuola elementare che frequentano le scuole privatenon statali non paritarie”.

Con una nota, la n. 777 del 31 gennaio,  la Ministra precisa  che, “sulla base di una interpretazione logico-sistematica della normativa di riferimento, gli alunni soggetti all'obbligo scolastico, che si avvalgono dell'istruzione privata, assicurata presso strutture scolastiche organizzate (scuole private non paritarie), non sono tenuti a sostenere, al termine di ciascun anno scolastico, esami di idoneità alla classe successiva".

Un’interpretazione che non ha alcun presupposto giuridico se non quello su cui la Moratti  ha basato l’esercizio del proprio incarico in questi anni: l’abuso di potere!

 

Le scuole private, luoghi simbolicamente contraddittori con il loro portato di precarietà e sfruttamento estremo da una parte e di clientela dall’altro, vengono autorizzate, a questo punto senza alcun controllo e regole pressochè inesistenti,  a “vendere” attestati di promozione alimentando ulteriormente il già prospero mercato dei diplomifici “parificati”.

La logica conclusione di un percorso che ha radici profonde di cui sono corresponsabili anche le forze politiche e sindacali che oggi si scandalizzano per questi interventi “estremi”. Ci riferiamo ai sostenitori della parità scolastica che hanno aperto la strada allo stravolgimento dell’art. 33 della Costituzione finanziando copiosamente le scuole private con i fondi pubblici : le forze del centro-sinistra con l’avallo dei sindacati confederali e autonomi.

Chiunque si candidi a governare il paese oggi ha il dovere di dire parole chiare e inequivocabili al mondo della scuola su questi temi: abrogare è una parola chiara, tutto il resto è insufficiente.

 

Ufficio Stampa Sincobas

Milano, 6 febbraio 2006