Alle tesi di Rinaldini più voti del previsto. Oggi i congressi dell'Emilia Romagna e del Lazio
Cgil, scontro anche in Piemonte:
alla conta su liste contrapposte
di Fabio Sebastiani
 

 
Anche in Piemonte si va alla conta su liste contrapposte in vista del congresso nazionale della Cgil. Differentemente dal caso di Torino e da quello della Lombardia, c'è qualche sorpresa. La lista delle "Tesi Rinaldini", infatti, arriva a prendere ben 13 delegati in più del previsto. Un risultato clamoroso, che sottolinea come le "tesi Rinaldini" non sono sovrapponibili alla Fiom, e il consenso che raccolgono attraversa sia la dimensione delle categorie che quella confederale.

Su 417 voti, ad Epifani ne sono andati 268, a Rinaldini 76 e a Patta 73. Questo vuol dire che al congresso nazionale andranno dal Piemonte 27 delegati per la maggioranza, 8 delegati delle "tesi Rinaldini" e 7 della "tesi Patta". In tutto sono 42 delegati.

C'è da dire che il dato medio raccolto dalle tesi "8a", sui contratti, e "9b" sulla democrazia, presentate da Gianni Rinaldini, si aggira intorno al 31%. Nonostante questi numeri, nella platea congressuale compariva uno striminzito 18%. Il voto su liste contrapposto ha sancito invece il 22% alle tesi Rinaldini.

«La Cgil non ha dato una risposta al tema del pluralismo - sottolinea Pietro Passarino, della segreteria torinese della Fiom -. Nessuno chiedeva un rapporto meccanico. Ma non sono arrivate risposte soddisfacenti». Per Maurizio Zanirato, della segreteria della Fiom Piemonte, ciò che ha fatto la differenza è stata, con molta probabilità, la conclusione del contratto dei metalmeccanici. «Qualcuno ha preso coraggio e si è convinto che quando ci si prova ci si può anche riuscire», sottolinea Zanirato. Laura Spezia, segretaria generale della Fiom Piemonte: «Mi auguro che al congresso nazionale prevalga la scelta di rispettare il pluralismo».

Oggi si apre a Rimini il congresso regionale della Cgil Emilia Romagna. In questa fetta di Nord Italia le cose dovrebbero essere più tranquille, anche perché Gianni Rinaldini "gioca in casa". Il Palacongressi accoglierà 709 delegati. Le conclusioni saranno affidate al segretario generale della Cgil nazionale Guglielmo Epifani. Danilo Barbi, segretario generale della Cgil Emilia Romagna, assicura che al congresso regionale «verrà cercata e trovata una soluzione unitaria». La scelta del documento unico «è stata molto apprezzata dai nostri iscritti». «Proporremo di sintetizzare una formulazione unificante sulla democrazia sindacale», sottolinea Barbi. «Secondo noi - aggiunge - serve una legge che preveda l'esigibilità e la possibilità del referendum, anche sul piano della verifica e della legittimazione della piattaforma». Anche per quanto riguarda il salario Barbi ha le idee molto precise: «Il contratto nazionale non può non aumentare i salari e quindi non deve limitarsi al recupero del potere di acquisto», dice. «Questa è una condizione - aggiunge - irrinunciabile per l'accordo». Un altro tema caldo del congresso della Cgil Emilia Romagna sarà sicuramente il rapporto con il mondo delle cooperative. «E' da diverso tempo - conclude Barbi - che proponiamo il controllo sociale del management. Al di là di questo, l'opa Unipol aveva due penalizzazioni importanti sia perché rischiava l'omologazione all'opa Antonveneta sia perché Bnl ha bisogno di liquidità e investimenti che Unipol non ha».

Infine, oggi è il turno anche del congresso della Cgil di Roma e Lazio. «Nelle assemblee abbiamo raccolto le istanze di tutti quei settori sociali penalizzati da cinque anni di politica dell'attuale governo nazionale - ha detto Walter Schiavella, segretario generale della Cgil - stiamo ancora valutando i primi sei mesi della giunta Marrazzo». «Bisogna trovare le risorse per una vera politica di sviluppo e di inclusione per chi vive nella precarietà», ha aggiunto indicando poi le due vie suggerite dal sindacato: il definanziamento di leggi realizzate dalla precedente giunta Storace come, ad esempio, quella sulla famiglia; e un nuovo patto fiscale equo per il rilancio e lo sviluppo».