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Anche in Piemonte si va alla conta su liste contrapposte in
vista del congresso nazionale della Cgil. Differentemente
dal caso di Torino e da quello della Lombardia, c'è qualche
sorpresa. La lista delle "Tesi Rinaldini", infatti, arriva a
prendere ben 13 delegati in più del previsto. Un risultato
clamoroso, che sottolinea come le "tesi Rinaldini" non sono
sovrapponibili alla Fiom, e il consenso che raccolgono
attraversa sia la dimensione delle categorie che quella
confederale.
Su 417 voti, ad Epifani ne sono andati 268, a Rinaldini
76 e a Patta 73. Questo vuol dire che al congresso nazionale
andranno dal Piemonte 27 delegati per la maggioranza, 8
delegati delle "tesi Rinaldini" e 7 della "tesi Patta". In
tutto sono 42 delegati.
C'è da dire che il dato medio raccolto dalle tesi "8a",
sui contratti, e "9b" sulla democrazia, presentate da Gianni
Rinaldini, si aggira intorno al 31%. Nonostante questi
numeri, nella platea congressuale compariva uno striminzito
18%. Il voto su liste contrapposto ha sancito invece il 22%
alle tesi Rinaldini.
«La Cgil non ha dato una risposta al tema del pluralismo
- sottolinea Pietro Passarino, della segreteria torinese
della Fiom -. Nessuno chiedeva un rapporto meccanico. Ma non
sono arrivate risposte soddisfacenti». Per Maurizio Zanirato,
della segreteria della Fiom Piemonte, ciò che ha fatto la
differenza è stata, con molta probabilità, la conclusione
del contratto dei metalmeccanici. «Qualcuno ha preso
coraggio e si è convinto che quando ci si prova ci si può
anche riuscire», sottolinea Zanirato. Laura Spezia,
segretaria generale della Fiom Piemonte: «Mi auguro che al
congresso nazionale prevalga la scelta di rispettare il
pluralismo».
Oggi si apre a Rimini il congresso regionale della Cgil
Emilia Romagna. In questa fetta di Nord Italia le cose
dovrebbero essere più tranquille, anche perché Gianni
Rinaldini "gioca in casa". Il Palacongressi accoglierà 709
delegati. Le conclusioni saranno affidate al segretario
generale della Cgil nazionale Guglielmo Epifani. Danilo
Barbi, segretario generale della Cgil Emilia Romagna,
assicura che al congresso regionale «verrà cercata e trovata
una soluzione unitaria». La scelta del documento unico «è
stata molto apprezzata dai nostri iscritti». «Proporremo di
sintetizzare una formulazione unificante sulla democrazia
sindacale», sottolinea Barbi. «Secondo noi - aggiunge -
serve una legge che preveda l'esigibilità e la possibilità
del referendum, anche sul piano della verifica e della
legittimazione della piattaforma». Anche per quanto riguarda
il salario Barbi ha le idee molto precise: «Il contratto
nazionale non può non aumentare i salari e quindi non deve
limitarsi al recupero del potere di acquisto», dice. «Questa
è una condizione - aggiunge - irrinunciabile per l'accordo».
Un altro tema caldo del congresso della Cgil Emilia Romagna
sarà sicuramente il rapporto con il mondo delle cooperative.
«E' da diverso tempo - conclude Barbi - che proponiamo il
controllo sociale del management. Al di là di questo, l'opa
Unipol aveva due penalizzazioni importanti sia perché
rischiava l'omologazione all'opa Antonveneta sia perché Bnl
ha bisogno di liquidità e investimenti che Unipol non ha».
Infine, oggi è il turno anche del congresso della Cgil di
Roma e Lazio. «Nelle assemblee abbiamo raccolto le istanze
di tutti quei settori sociali penalizzati da cinque anni di
politica dell'attuale governo nazionale - ha detto Walter
Schiavella, segretario generale della Cgil - stiamo ancora
valutando i primi sei mesi della giunta Marrazzo». «Bisogna
trovare le risorse per una vera politica di sviluppo e di
inclusione per chi vive nella precarietà», ha aggiunto
indicando poi le due vie suggerite dal sindacato: il
definanziamento di leggi realizzate dalla precedente giunta
Storace come, ad esempio, quella sulla famiglia; e un nuovo
patto fiscale equo per il rilancio e lo sviluppo». |