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Volantino distribuito al congresso FB-Cgil Lombardia Ogni quattro anni la C.G.I.L., attraverso il proprio Congresso stabilisce le proprie linee guida di strategia sindacale e rinnova gli organismi dirigenti. Tutto ciò consultando i lavoratori iscritti al Sindacato. In questi mesi si sono svolti i Congressi nei nostri luoghi di lavoro, cosiddetti Congressi di base, ai quali è seguito il Congresso Provinciale della nostra categoria: la Funzione Pubblica milanese. Argomenti centrali del dibattito congressuale sono stati: le politiche contrattuali e la democrazia. Il C.C.N.L., come ben sappiamo, è stato oggetto in questi anni di pesanti attacchi che i poteri politici ed economici hanno sferrato ai lavoratori, per ridurre se non addirittura eliminare, diritti e conquiste acquisite con dure lotte e scioperi. Parliamo di contratti non rinnovati e/o non applicati per anni, di ridicoli aumenti salariali che sono andati di pari passo con riduzione di personale e conseguente aumento dei carichi di lavoro, di assenza di discussione sull’organizzazione del lavoro che ha prodotto ulteriori forme di sfruttamento e di precarietà. Parliamo di politiche salariali e quindi piattaforme ed accordi che devono necessariamente trovare il “consenso consapevole ed efficace” dei lavoratori.
Ed è per questo che il nostro
congresso ha avuto ed ha in sé due visioni diverse sul come
affrontare il prossimo futuro. Quella di Epifani, a nostro giudizio,
non ha sciolto il nodo che ha caratterizzato e condizionato le
politiche contrattuali degli ultimi anni, salvo rare eccezioni (ad
es. i metalmeccanici). Quella di Rinaldini ha invece espresso in
modo chiaro ed inequivocabile il bisogno non solo di rottura
definitiva di pratiche di vecchia e/o nuova concertazione con i
poteri forti, ma ha indicato, attraverso una riesamina di questi
errori un percorso di discontinuità al fine di arrivare alla
riaffermazione di quello che noi lavoratori esigiamo, ovvero: la
riappropriazione dei Diritti che stiamo perdendo (non ci sono
governi amici).
Per mettere in pratica tutto
ciò è stato altresì proposto un altro percorso nella relazione tra
lavoratori e sindacato e cioè quella possibilità per cui si
considera indispensabile applicare una vera Democrazia attraverso
l’uso dei Referendum per tutti i lavoratori sulle piattaforme e
sugli accordi. Di tutto questo si è cercato di discutere nei
congressi di base che purtroppo si sono svolti in un clima non
sereno e non adatto ad una reale discussione sulle questioni in
essere, con il risultato (riscontrato nella realtà) di un’esigua
presenza dei lavoratori alle assemblee congressuali (salvo storiche
eccezioni) e conseguenti riaperture di seggi elettorali con l’unico
scopo di acquisire voti di lavoratori non presenti durante le
assemblee, utilizzando cavillose interpretazioni del regolamento
congressuale, diverse, fra l’altro da Ente ad Ente.
Le tesi Rinaldini, malgrado
il clima creatosi nei congressi di base nella F.P. milanese hanno
ottenuto un consenso medio che varia da categoria a categoria tra il
3% e il 6,50%. A tale risultato non è però conseguito il necessario
e indispensabile riconoscimento politico nel successivo congresso
Provinciale della F.P. che ha escluso qualunque rappresentanza,
negli organismi dirigenti a quei delegati che si sono riconosciuti
nelle tesi alternative di Rinaldini, delegati che avrebbero
rappresentato una sensibilità politica diversa nella gestione del
nostro sindacato. Noi crediamo che la nostra organizzazione sindacale, la C.G.I.L. debba praticare (oltre che scriverlo) il rispetto di proposte e di sensibilità diverse, perché la storia stessa della C.G.I.L. è Storia di pluralismo, di inclusione e di garanzia e partecipazione!!! E, d’altra parte, tutto quello che è avvenuto contrasta fortemente con il cosiddetto spirito unitario di un Congresso a cui noi, sostenitori delle tesi Rinaldini nella F.P. ci siamo scrupolosamente attenuti.
I delegati e i sostenitori delle tesi alternative 8A e 9B della C.G.I.L-F.P. di Milano
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