Dal "Manifesto" del
18 gennaio 2005
CONGRESSO
Alla Cgil di Torino Rinaldini prende il 40%
«Purtroppo non siamo riusciti a costruire una
rappresentanza autentica e democratica del voto sulle tesi. Abbiamo
costruito una lista alternativa perché questo pluralismo ha diritto
di cittadinanza». Claudio Stacchini, Cgil di Torino, è amareggiato
ma convinto della scelta. Una scelta fatta in nome di quel 40% di
iscritti che in tutte le categorie hanno votato per le tesi di
Gianni Rinaldini. Una scelta, quella di presentare una lista
contrapposta a quella della segreteria uscente, che avrà
ripercussioni locali e nazionali. Anche perché Torino è la terza
camera del lavoro d'Italia. «Abbiamo cercato - spiega Giorgio
Airaudo segretario della Fiom torinese - di arrivare a un
equilibrato rapporto nella distribuzione dei componenti del
direttivo regionale, così come previsto dal regolamento. Ma la
proposta che ci è stata fatta dai dirigenti uscenti è stata di 19
posti, quasi tutti Fiom, sui 106 disponibili. Abbiamo ritenuto -
aggiunge Airaudo - che accettare meno del 20% di rappresentanza a
fronte di un 40% di consensi ottenuti dalle tesi Rinaldini non fosse
possibile». Da qui la decisione di presentare la lista «Lavoro e
libertà», «per consentire a chi, nelle altre categorie, ha votato
per le tesi Rinaldini di trovare espressione nei livelli
successivi». Rinaldini ha ottenuto il 12% nella Funzione pubblica,
il 15% nei trasporti, il 4% tra i pensionati.
Di fronte alla presentazione di una lista autonoma, anche l'area di
Gianpaolo Patta ha presentato una sua lista. Così il congresso si è
trovato a votare tre liste diverse. «Finito il congresso - ha detto
il segretario generale Guglielmo Epifani - dovremo riflettere su
come la nuova Cgil incorpora i nuovi pluralismi. A me dispiace
questa contrapposizione. Non è la prima volta, ma finora erano state
piccole cose, come la Fiom del Veneto e di Padova. Torino è la terza
camera del lavoro d'Italia: è legittimo, ma non sono convinto che
sia stata la scelta migliore. Spero e penso che possa essere un tema
di riflessione per tutti».
Divisione anche sulla Tav: l'ordine del giorno Fiom, per il «no Tav»,
ha ottenuto il 40%. Quello della segretaria uscente Lorenzoni e
della candidata alla successione Canta (filo-Tav) il 60%.
(orsola
casagrande)