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“Si è conclusa
con il voto degli iscritti la prima fase del Congresso della
Cgil. Il voto espresso nei luoghi di lavoro sul documento
unitario e sulle tesi alternative ci consegna una fotografia
precisa e chiara degli orientamenti della nostra
organizzazione”.
A dirlo sono 11 componenti del Comitato
direttivo Cgil, primi firmatari delle Tesi alternative 8a e
9b (Gianni Rinaldini, Carlo Baldini, Mirto Bassoli, Giorgia
Calamita, Wilma Casavecchia, Giorgio Cremaschi, Ferruccio
Danini, Dino Greco, Papa Seck, Francesca Re David, Jole
Vaccargiu).
“Il documento unitario ha conseguito un’adesione
plebiscitaria. Il voto sulle tesi alternative ha visto la
netta prevalenza delle posizioni sostenute dal segretario
generale della Cgil e, nello stesso tempo, l’espressione di
un pluralismo diverso da quello del passato. Il 15 per cento
di consensi alle Tesi alternative 8a e 9b, che abbiamo
presentato come undici componenti del Comitato direttivo,
rappresenta un dato positivo ed importante che segnala, in
particolare, un’adesione ben superiore al 20 per cento nei
territori più industrializzati e di maggiore presenza
organizzata del sindacato.
L’espressione di questo nuovo
pluralismo può e deve trovare riconoscimento a tutti i
livelli dell’organizzazione. Abbiamo affermato e ribadiamo
la scelta di non rappresentare un’area programmatica e
rimaniamo convinti che l’espressione del pluralismo in un
congresso a tesi rappresenti una modalità democratica
positiva per tutto il gruppo dirigente confederale e categoriale”.
Conclude il comunicato: 'Per queste ragioni,
abbiamo condiviso la decisione di escludere un rapporto
automatico tra tesi e delegati, affermando il criterio del
rapporto equilibrato tra il voto e la composizione dei
diversi livelli di direzione della nostra organizzazione.
Ciò rappresenta una sfida democratica per tutti noi.
E’
altresì evidente che, qualora questo criterio condiviso ed
assunto nel regolamento congressuale non trovasse adeguata
attuazione, alterando in questo modo il voto
democraticamente espresso nei luoghi di lavoro, non ci
potremmo sottrarre, nelle diverse istanze congressuali, ad
una valutazione politica e alle eventuali scelte conseguenziali previste dal regolamento congressuale”. |