Roma 5 gennaio 2006-01-05

Comunicato sui risultati relativi al XV congresso della CGIL emessi dal presidente della commissione di garanzia .

 

Il dato politico incontestabile che emerge dal congresso della CGIL è la approvazione quasi unanime del documento unitario che conferma  la volontà degli iscritti di avere una confederazione unita e protagonista dell’indispensabile cambiamento di cui il mondo del lavoro e dei pensionati ha urgente bisogno. Gli avvenimenti politici preoccupanti che stiamo attraversando ci inducono a insistere con maggior forza su questa via.

Pace, Europa, lavoro stabile, formazione di qualità, innovazione e ricerca,accoglienza degna per gli immigrati devono essere cardini di un nuovo progetto per l’Italia che inverta il declino del Paese e che orienti verso lo sviluppo le grandi risorse accumulate dalle varie forme di rendita.

Più complessa la lettura del voto sulle tesi tra loro alternative .

Prevalgono largamente le tesi sostenute da Guglielmo Epifani e non equivoca è pertanto la scelta degli iscritti sulle opzioni a loro sottoposte,in particolare larghissimo il consenso sulla tesi numero 8 sostenuta anche da me. 

Prendo atto positivamente che numerosi congressi già svolti hanno auspicato una mediazione sulla tesi numero 9, riconoscendo nella tesi da me sottoscritta elementi interessanti e condivisibili sui quali sviluppare il confronto nel proseguo dell’iter congressuale.

Non mi riconosco invece nei dati percentuali dei voti riportati sulla tesi numero 9 e che necessitano di una verifica più scrupolosa di quanto non sia stato fatto. Ho formalmente sollecitato la Commissione di Garanzia nazionale a verificare quei troppi verbali in cui palesemente si confondono il numero degli iscritti coinvolti con i partecipanti al voto e con i voti realmente espressi sulle tesi.

Capisco che essendo questo un  congresso unitario, privo delle tensioni tipiche dei congressi a documenti globalmente alternativi, unico caso che prevede  un collegamento automatico tra voti e delegati, e avendo per questa ragione generalmente indicato un  unico presentatore per tutte le posizioni in campo, si sia prestata maggiore attenzione a verificare il prevalere di una tesi che a uno scrupoloso conteggio delle tesi di minoranza e alla verifica dei verbali. Peraltro gli aderenti a Lavoro Società hanno svolto questa funzione di relatore unico molto raramente.

Nonostante tutto ad oggi non si sono prodotte comunque tensioni nella elezione  dei delegati e dei direttivi che sono quasi ovunque avvenuti col consenso generale, indice che i pluralismi sono stati in genere rispettati.

La parola a questo punto è dei delegati che sono stati già ovunque eletti.

Gian Paolo Patta