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Intervento, a nome del gruppo ZASTAVA Trieste, dell’Associazione”Non bombe ma solo Caramelle” –ONLUS e del coordinamento RSU, svolto da Gilberto Vlaic all’assemblea dei lavoratori della Zastava di Kragujevac il 18-12-2005 in occasione della consegna delle adozioni a distanza
Carissime ragazze, carissimi ragazzi, care lavoratrici e cari lavoratori, care compagne e cari compagni,
vi porto il piu’ caro e affettuoso saluto delle associazioni che qui rappresentiamo: il gruppo Zastava Trieste, il coordinamento delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU), l’associazione Non bombe ma solo Caramelle, la COOP del nord-est. Questi nostri incontri non sarebbero possibili se non ci fossero tante famiglie italiane, tanti lavoratori che si sentono vostri fratelli e che esprimono, con questa solidarieta’ materiale, uno degli esempi piu’ belli e significativi dell’amicizia e della solidarieta’ internazionalista tra lavoratori di paesi diversi, uno dei migliori esempi della fraternita’ tra i popoli.
Vorrei prima di tutto esprimere la mia grande soddisfazione per i risultati delle elezioni per il rinnovo dei delegati sindacali che si sono tenute qui alla Zastava alcuni giorni fa, e che hanno visto il nostro Sindacato raccogliere la fiducia della stragrande maggioranza dei lavoratori. Dico nostro sindacato perche’ come sapete sono fiero ed orgoglioso di avere in tasca la tessera di iscritto al Samostanli.
In questa occasione abbiamo con noi 167 quote di adozioni, di cui 2 nuove. In totale le adozioni nuove nel corso del 2005 sono state 23.
Come sapete abbiamo deciso con altre associazioni italiane di sviluppare progetti che riescano a venire incontro a reali bisogni sociali esistenti a Kragujevac. Dopo il camion spedito a luglio, giovedi’ scorso e’ partito da Trieste un altro camion che dovrebbe essere arrivato in dogana ieri; contiene uno strumento per radiografie destinato al centro medico Zastava, 50 computers destinati a varie scuole, due sedie a rotelle e 160 scatoloni di materiale vario. Credo che per febbraio saremo in grado di effettuare un’altra spedizione
Dopo la caduta del muro di Berlino si parlava di un mondo di pace e di progresso. Qualcuno avava persino detto che era finita la storia. Da allora fino ad adesso abbiamo visto invece solo una crescita della guerra e della violenza. L’aggressione della NATO al vostro Paese nella primavera del 1999 ha tragicamente inaugurato la stagione delle ingerenze umanitarie, guerre preventive al terrorismo. esportazione della democrazia a suon di bombe Tutto basato sulle piu’ ignobili menzogne. Tutto questo per conquistare le risorse del pianeta, per conquistare la nostra capacita’ di lavorare, riducendo alla miseria e alla fame interi popoli, interi continenti. Ma qualcosa sembra essersi inceppato nel meccanismo perverso di questa violenza: gli Stati Uniti d’America e i loro alleati non riescono ad uscire dal pantano in cui si sono cacciati in Iraq. Come lavoratori dobbiamo essere assolutamente contrari a queste guerre imperialiste, e dobbiamo opporci con tutte le nostre forze ad esse, non solo perche’ la guerra porta lutti e distruzioni, ma perche’ sono assolutamente contro i nostri interessi come classe sociale. Benche’ sia difficile, dobbiamo avere fiducia in noi stessi e nella nostra forza; solo l’unita’ dei lavoratori, al di la’ di differenze lingua, paese, religione ci permettera’ di avere un mondo nuovo. Una sola guerra noi possiamo concepire, ed e’ la lotta di liberazione dei popoli oppressi. E voi soprattutto dovete essere orgogliosi della lotta di liberazione che sessanta anni fa, con le sole forze del vostro popolo, libero’ la Jugoslavia dall’oppressione nazi-fascista. Insegnate queste cose ai vostri figli, perche’ la memoria deve restare, contro tutti i tentativi di revisonismo storico.
Vorrei dirvi ancora qualcosa sul mio Paese. Il governo che abbiamo sta attaccando tutte le conquiste sociali ed economiche dei lavoratori realizzate negli ultimi decenni. Sono sotto attacco la scuola e la sanita’ pubbliche, le pensioni, il lavoro, i diritti sociali, specialmente quelli conquistati dalle donne, come l’aborto e il divorzio. Ma la parte piu’ cosciente del Paese si ribella. Vorrei a questo proposito citare una lunga e pesante lotta che sta opponendo tutti gli abitanti di una valle delle Alpi al governo che vuol far passare in quella valle una nuova linea ferroviaria tra l’Italia e la Francia, con disastri ambientali e sanitari enormi. Ebbene centomila persone, tutti gli abitanti, dai bambini agli anziani, stanno lottando con forte determinazione, e resistono malgrado i violenti attacchi della Polizia a cui sono sottoposti. A loro vorrei mandare il nostro saluto e la nostra solidarieta’.
Termino rivolgendomi a tutte le ragazze e i ragazzi presenti. So che molti di voi si scambiano lettere con i loro amici italiani. E’ una cosa molto importante perche’ oltre a rafforzare i vincoli di amicizia, permette di mantenere la conoscenza reale della vostra situazione. Infatti nel mio Paese si parla poco di voi, molti sono convinti che vi abbiamo portato democrazia, liberta’ e benessere e che comunque la vostra situazione e’ migliorata dalla fine dell’aggressione; le vostre parole a questo riguardo valgono piu’ di mille dei nostri discorsi e dibattiti.
Vogliate sempre bene ai vostri amici Italiani, come noi vogliamo bene a voi.
SVE VAS VOLIM
Kragujevac, 18-12-2005 |