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Congresso Cgil – Milano
Con una sua email (riprodotta in fondo a questo testo) il coordinatore Milanese di Lavoro e Società esprime soddisfazione per i risultati dei congressi di base della Cgil di Milano. Nulla da obiettare sui dati a cui il messaggio si riferisce, salvo sottolineare come l’estensore del messaggio, dichiarando di non conoscere ancora i risultati definitivi regionali della Lombardia e Nazionali, non riesce a metterli nel giusto contesto. Anche se ancora non si conoscono i risultati definitivi a livello nazionale, possiamo affermare (dati alla mano) che (fuori le regioni del Sud e la Toscana, che ancora non hanno inviato i verbali al nazionale), nelle regioni del Nord (le uniche ad avere mandato i verbali definitivi, corrispondenti a 600.000 voti congressuali), le tesi di Rinaldini ottengono il 21,9 %, mentre la tesi di Patta è oggi al 9%. E’ probabile, anzi sicuro, che con i verbali delle regioni del Sud e della Toscana (appena arriveranno) queste percentuali verranno sicuramente adeguate, ma per ora non è cosa da poco affermare che nelle regioni più sindacalizzate il consenso alle tesi di Rinaldini è stato massiccio ed importante, almeno quanto lo è la perdita di consensi da parte di Lavoro e Società. E’ questo un dato che risalta maggiormente se si vanno a vedere alcuni dati regionali. In Emilia Romagna le tesi di Rinaldini sono al 32%, mentre Lavoro e Società è al 7% (perdendo quindi il 55,80% dei consensi ottenuti nel precedente congresso). E non si può dire che il risultato riguardi solo la Fiom. A parte la Fisac, dove Lavoro e Società mantiene i suoi consensi, e la Filcem dove il risultato è di parità, in tutte le altre categorie il confronto è a favore delle tesi di Rinaldini con una punta massima di consensi nel sindacato scuola. La Lombardia ha visto risultati meno eclatanti di quanto risulta nelle altre regioni del nord. A livello regionale le tesi di Rinaldini hanno ottenuto il 19% dei consensi contro il 13% di Patta. E’ comunque un risultato più che soddisfacente vista la particolare difficoltà con cui si è dovuto affrontare il congresso in Lombardia ed in alcune categorie in particolare. La Lombardia è infatti una di quelle regioni dove il congresso è stato particolarmente difficile. Numerosi i ricorsi alla commissione di garanzia. Lo stesso congresso Fiom di Legnano (l’unica realtà Fiom dove Lavoro e Società aveva una maggioranza di partenza) è stato infine invalidato per irregolarità regolamentari. Numerose le soluzioni “innovative” come quella delle liste bloccate, della pratica di informare in ritardo sul calendario dei congressi di base in modo da rendere difficile la presenza del relatore di sostegno alla tesi di Rinaldini, delle urne aperte per giorni dopo l’effettuazione del congresso. Si è praticamente fatto di tutto, in alleanza con la maggioranza della Cgil, per “segare” ogni rappresentanza delle tesi di Rinaldini, soprattutto in fase di congressi territoriali dove si è bellamente (forti della maggioranza schiacciante prodotta dalla alleanza tra LSCR e maggioranza) disconosciuto il regolamento congressuale. Ciò nonostante in Lombardia, Lavoro e Società ha perduto consensi significativi sia a livello territoriale che di categoria ed in molti direttivi territoriali le tesi di Rinaldini hanno conquistato una discreta rappresentatività, anche se molto al di sotto del reale consenso ottenuto nei congressi di base. Un consenso che, limitandoci al confronto tra le tesi alternative, così possiamo rappresentare:
La nota del Coordinatore Milanese di Lavoro e Società va quindi considerata all’interno di questo quadro generale e regionale. Va solo aggiunto, riguardo al dato Milanese, che Milano è una delle realtà dove la blindatura in difesa del “Patto precongressuale tra i 12 segretari” è stata maggiormente efficace grazie alla solida alleanza che su questo terreno si è costituita tra Lavoro e società e la destra Cgil (quelli che fanno riferimento al documento dei 49). La conflittualità a sinistra, a cui lui fa riferimento la nota che stiamo commentando, paventando un certo e poco credibile dispiacere, è in realtà il risultato di questa situazione. Non è forse vero (tanto per fare un unico esempio) che nella FP di Milano, sulla base dei consensi ottenuti dalle tesi di Rinaldini a queste spettavano almeno due delegati nel direttivo provinciale? Cosa che non si è potuto realizzare solo grazie al blocco fatto dalla nuova maggioranza di cui LSCR fa ormai organicamente parte. Sarà opportuno, a congressi territoriali conclusi, fare una disamina delle presenze nei direttivi e scopriremo come Lavoro e Società ne risulti ampiamente sovrarappresentata, non già in funzione dei consensi ottenuti, ma del patto precongressuale con la maggioranza Cgil. Non è proprio quello che prevederebbe un processo democratico di rappresentanza ed il regolamento congressuale, C’è poco da vantarsi quindi.
Comunque, è fuor di dubbio che, dopo i congressi di base, ed alla luce dei risultati ottenuti dalle varie tesi presentate, si può affermare con soddisfazione che il tentativo di omologazione della Cgil attorno alla nuova maggioranza (di cui Lavoro e Società fa ormai organicamente parte) non è riuscito ad affermarsi. Con questo non si vuole certo affermare che le tesi alternative (primo firmatario Rinaldini) rappresentino una svolta risolutrice rispetto ai rischi di egemonia concertativa, ma sicuramente hanno permesso di mantenere aperte, nel dibattito congressuale ed in Cgil, tutte quelle contraddizioni che invece la linea di Lavoro e Società puntava a normalizzare in nome della sua scelta di sciogliersi nella nuova maggioranza Cgil. In conclusione non possiamo che condividere e ricambiare gli auguri di buone feste, che sono state accompagnate con l’invito a “lavorare sodo e sperimentare sul campo le molte righe del documento congressuale”. Cominciamo col riconoscere tutti i limiti di quel documento, sostenuto convintamene da lavoro e società, che comprende e giustifica il brutto accordo del Ccnl Telecomunicazioni, così come comprende e giustifica la nuova trovata dell’”inflazione contrattata” della piattaforma contrattuale Filcem, che prepara il terreno a quello che ormai si prefigura come il prossimo pateracchio della verifica nazionale del patto concertativo. Cose a cui l’email del coordinatore di LSCR di Milano non fa alcun riferimento. Ci mancherebbe solo che Lavoro e Società (debitrice nei confronti della maggioranza di un vero e proprio salvataggio grazie al patto precongressuale) aprisse oggi, su queste cose, una vera battaglia in Cgil. E’ anche da ciò che si capisce che una esperienza è andata ad esaurirsi e che bisogna lavorare sodo per mantenere in piedi, in Cgil, un’area organizzata di sinistra sindacale
26 dicembre 2005 Coordinamento RSU ---------------------------------------------------------------
Data:
23 dicembre 2005
15:57:03 CET
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