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ORDINE DEL GIORNO SULLA DEMOCRAZIA
INTERNA ALLA CGIL
La
scadenza congressuale della CGIL è un appuntamento
importante per la discussione e la decisione in merito
alle linee sindacali per i prossimi anni, ma anche un
momento di verifica del suo gruppo dirigente, a cui
tutti gli iscritti e le iscritte possono partecipare
contribuendo a definire, con la loro espressione di voto
sulle varie tesi presentate, il peso e la misura di ogni
sensibilità, la quale dovrà trovare adeguata
rappresentanza nei nuovi organismi dirigenti della
nostra organizzazione.
Se questo è lo spirito del REGOLAMENTO CONGRESSUALE
(discusso e votato dal Comitato Direttivo Nazionale
della CGIL) e del nostro STATUTO, a ciò si contrappone
contraddittoriamente il c.d. «DOCUMENTO D’INTENTI
SOTTOSCRITTO DAI 12 SEGRETARI CONFEDERALI» in data 27
giugno 2005, il quale indica, all'opposto, come i
“nuovi” organi direttivi debbano rispettare le
percentuali di rappresentanza del precedente congresso.
Si
tratta di un accordo che, di fatto, risponde alle
richieste ed alle necessità sollevate da un’area
programmatica (o, per meglio dire, da una parte di essa)
la quale, avendo deciso di sciogliersi nella nuova
maggioranza CGIL, ottiene come contropartita il
mantenimento della sua precedente rappresentanza.
E’
un’intesa che contraddice lo spirito del REGOLAMENTO
CONGRESSUALE (unico riferimento ufficiale per la
conduzione del CONGRESSO) e rende inutile il contributo
degli iscritti e delle iscritte nel dare, col loro voto,
peso e misura alla rappresentatività delle sensibilità
che si sono presentate al confronto con essi attraverso
la presentazione di tesi alternative.
Mai
si era visto in CGIL una così spregiudicata incoerenza.
Da un canto gli associati e le associate sono
giustamente chiamati al voto sul DOCUMENTO CONGRESSUALE
e sulle TESI ALTERNATIVE presentate, dall’altro il c.d.
«DOCUMENTO D’INTENTI SOTTOSCRITTO DAI 12 SEGRETARI
CONFEDERALI» sembra suggerire una conclusione già presa,
a prescindere dal voto delle assemblee congressuali di
base.
Noi
crediamo che vada difesa a tutti i costi la CGIL nel suo
essere organizzazione programmatica, sconfiggendo ogni
tentativo di riportarla all’interno di logiche
correntizie.
Riteniamo, altresì, che vada salvaguardato lo spirito
del nostro REGOLAMENTO CONGRESSUALE votato dal Comitato
Direttivo Nazionale della CGIL e che sia data la giusta
rilevanza al voto degli iscritti e delle iscritte, anche
e soprattutto nella definizione dei nuovi gruppi
dirigenti.
Chiediamo, pertanto, che i
centri regolatori difendano l’iter democratico del
nostro CONGRESSO, disattendendo un accordo illegittimo –
peraltro non discusso, né fatto proprio dal massimo
Organo Direttivo Nazionale della CGIL – ed a farsi
garanti che, nella formazione dei gruppi dirigenti, sia
data la giusta ed effettiva rappresentatività alle
indicazioni di voto sulle tesi, espresse
democraticamente dagli associati e dalle associate nelle
assemblee congressuali di base.
Trento, 16 dicembre 2005
PRESENTATO AL CONGRESSO DI CATEGORIA REGIONALE DAI
COMPAGNI FULVIO FLAMMINI E PASQUALE CALI’, E’
STATO APPROVATO CON 52 VOTI FAVOREVOLI, 2
CONTRARI, 3 ASTENUTI, 4 NON VOTANTI.
Ordine del Giorno sulla
previdenza pubblica
La CGIL
ha tra i suoi obiettivi strategici la difesa e lo
sviluppo della previdenza pubblica, valorizzandone gli
aspetti solidaristici ed universali.
In ciò
l’azione della CGIL si caratterizza e si ordina secondo
le seguenti linee principali:
Rimettere
mano ai guasti prodotti dalla riforma DINI del 1995,
superando le differenze di trattamento tra sistema
contributivo e retributivo che dividono i lavoratori
nelle loro aspettative previdenziali, promuovendo
l’unificazione per tutti attorno al sistema retributivo
a ripartizione che è l’unica garanzia per una pensione
dignitosa e costituisce un importante collante
solidaristico tra lavoratori giovani ed anziani.
Dare
maggiore solidità agli enti previdenziali pubblici
attraverso l’effettiva separazione nei loro bilanci tra
le uscite previdenziali (a carico dei contributi versati
dai lavoratori) e quelle destinate all’assistenza (che
sono a carico della fiscalità generale), recuperando
l’ingente e sempre maggiore evasione contributiva,
combattendo lo sviluppo del lavoro precario, cancellando
tutte le forme di decontribuzione fino ad ora concesse a
favore delle imprese.
Contrastare
lo sviluppo delle pensioni integrative che da un lato
non risolvono il problema di una pensione dignitosa per
tutti e dall’altro possono sopravvivere solo
smantellando il peso della previdenza pubblica e con
l’esborso da parte dei lavoratori d’ulteriori quote di
salario, come anche le ultime proposte in materia di
trasferimento del TFR (Trattamento Fine Rapporto)
dimostrano.
E’ in
questo contesto di proposte che la CGIL è impegnata ad
aprire immediatamente una discussione per una vertenza
generale in difesa e rilancio della previdenza pubblica
su base retributiva a ripartizione, come asse portante
del sistema pensionistico, a cominciare dall’invito a
tutti i lavoratori a dare la loro indisponibilità
al trasferimento del proprio TFR ai fondi pensione
integrativi.
Un’operazione che non scioglie il problema di una
sicurezza previdenziale dignitosa per tutti, che si
risolve essenzialmente nel finanziare il decollo della
previdenza integrativa attraverso un’ulteriore riduzione
del nostro salario cui si aggiunge un oneroso
trasferimento di risorse (alcuni miliardi di euro) dal
bilancio pubblico alle imprese, con inevitabili
conseguenze negative su tutti gli altri capitoli di
spesa pubblica e sociale.
Se
questi sono i costi per sostenere lo sviluppo della
previdenza integrativa, la CGIL con ancora più forza
ritiene indispensabile utilizzare invece le risorse
disponibili per sostenere ed incrementare il sistema
previdenziale pubblico.
IL PRESENTE ORDINE DEL GIORNO
E’ STATO APPROVATO ALL’UNANIMITA’ DALL’ASSEMBLEA
CONGRESSUALE DI BASE DEI LAVORATORI E DELLE
LAVORATRICI DEL SETTORE APPALTI FERROVIARI, TENUTASI
A TRENTO IL 17 NOVEMBRE 2005. RIPRESENTATO
INTEGRALMENTE IN SEDE DI CONGRESSO REGIONALE DELLA
FILT/CGIL DEL TRENTINO DAI COMPAGNI FULVIO FLAMMINI
E PASQUALE CALI’, E’ STATO APPROVATO CON 33
VOTI FAVOREVOLI, 22 CONTRARI, 2 ASTENUTI, 4
NON VOTANTI.
Trento, 16 dicembre 2005
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