| Congresso FP-Cgil
Milano
Lavoro e Società si allea con la destra destra Cgil
Sembra che la parola d’ordine che ha guidato la conduzione del congresso
della Funzione Pubblica a Milano sia stata: annientare qualsiasi forma di
dissenso e prevenire ogni possibile sedimentazione di una forma
organizzata di una nuova Sinistra Sindacale. Basta raccontare quanto
avvenuto e crediamo non sia possibile pervenire che a questa conclusione.
Il congresso della FP si è svolto a Milano con 260 delegati di cui 4
legati alle tesi Rinaldini, Cremaschi, Greco, ecc, presenti al congresso.
Come mai solo 4 delegati se il risultato dei congressi di base dava alla
tesi di Rinaldini il 3,26% alla 9b e 3,51% alla 8°.
Il comparto Sanità Pubblica col 4,02 %, eleggeva 4
delegati di cui 2 assenti per “consiglio” del Segretario del comparto; le
Autonomie Locali che comprendono l’ente Provincia assieme a tutti i comuni
del milanese con il 4,68% altri 2 delegati; nel Comune di Milano con i
suoi 2600 iscritti ( un comparto a sé) ha ottenuto il 5,38% e nessun
riconoscimento di delegati per una sapiente composizione dei collegi
congressuali.
Poi gli altri comparti vedevano una presenza di testimonianza che ha per
l’appunto prodotto complessivamente una percentuale del 3,26%.
Non ci dilunghiamo sulla conduzione del congresso, segnaliamo solo 30
ricorsi alla commissione di garanzia, una lettera aperta intitolata
“banditi a Milano”e contestazioni su quasi tutti i verbali.
Potrebbe sembrare che con questo rapporto di forze lo svolgimento del
congresso non abbia avuto storia. Così non è stato; i compagni sono stati
capaci di far emergere tutti i contenuti sostenuti e a vivacizzare il
congresso al punto che il voto segreto sulle proposte della nuova
rappresentazione ha avuto 8 voti contrari e 4 voti considerati nulli dal
momento che sulle schede sono comparse le incongruenze verbali a cui la
maggioranza si era richiamata.
Questi delegati che non si conoscevano prima dell’assise, hanno saputo far
intravedere che l’operazione di annichilimento di un progetto è
miseramente fallito.
Il congresso che si è concluso senza che sia stata riconosciuta
rappresentanza alle tesi 8a e 9b, vede una saldatura tra i Pattiani e la
vecchia maggioranza milanese (che a Milano è sostanzialmente schierata con
la destra Cgil) che consegna una versione inedita del patto di intenti dei
12 segretari confederali. Mentre dalle altri parti d’Italia ha avuto
interpretazioni elastiche (non nascondiamo che sicuramente può aver
aiutato avere percentuali superiori), a Milano ha visto l’applicazione
blindata che lascia intravedere tutta la deriva su cui la ex sinistra
sindacale si è incamminata. Ma che dire, chi rinuncia alla propria
autonomia e si sottomette al re, ne diventa poi l’interprete più realista
.
I compagni e le compagne della FP-CGIL di Milano che hanno sostenuto le
due tesi alternative 8a e 9b
14 dicembre 2005
|