| Comunicato Stampa Con la sentenza del Tribunale Ordinario di Roma - Sezione Lavoro - del 05/12/2005 è stata condannata, ai sensi dell'Art. 28, la RCS Produzioni S.p.a. per comportamento antisindacale. Le evidenze di questa sentenza mostrano quanto arrogante ed arbitrario sia stato il comportamento della direzione aziendale nei confronti di alcuni membri della RSU e dei lavoratori che avevano preso parte allo sciopero del 30.08.2005, presso lo stabilimento di Via del Fosso di S. Maura. L'azienda re-interpretando lo sciopero del 30.08.2005 attuato dai lavoratori sopra citati, come rifiuto immotivato della prestazione lavorativa dovuta, comminava ad alcuni componenti della RSU coinvolti in quel turno nello sciopero e a tutti i lavoratori aderenti, provvedimenti disciplinari. Lo sciopero del 30.08.2005 faceva parte di un pacchetto di azioni di lotta decise all'avvio dello stato di agitazione, dichiarato a seguito del difficile decorso della trattativa sul piano di riorganizzazione aziendale. Il S.in.Cobas si è immediatamente attivato in difesa del diritto di sciopero muovendo una procedimento per Art. 28 nei confronti della proprietà. Un grosso errore hanno fatto le segreterie territoriali SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILSIC-UIL nel non ravvisare la grave anti-sindacalità nel comportamento dell'azienda muovendosi quindi verso un arbitrato, cosa che, tra l'altro, pone il lavoratore nella condizione di dover condividere le spese, a meno di un bon ton aziendale. E' indubbiamente grave l'errore poiché sono stati colpiti anche alcuni componenti della Rappresentanza Sindacale Unitaria (CGIL e S.in.Cobas). Se non si difende adeguatamente il diritto di sciopero, se si ha timore di andare a testa alta incontro ad un giudizio, anche nel caso esso fosse negativo, si corre il rischio di trasformare nel tempo il rapporto di lavoro subordinato in rapporto di sottomissione. Il giudice non solo ha riconosciuto l'anti-sindacalità del comportamento aziendale, liberando dal provvedimento disciplinare i lavoratori ricorrenti, ma ha esteso l'applicazione dell'esito del giudizio alle RSU coinvolte e a tutti i partecipanti allo sciopero, sanando completamente gli effetti dell'illecito comportamento aziendale. Siamo orgogliosi e soddisfatti dell'esito del giudizio anche perché, secondo il nostro parere, il comportamento dell'azienda mirava ad assestare un duro colpo alla rappresentanza sindacale, anche per acquisire un vantaggio, fiaccando il morale della RSU, sull'esito della trattativa in corso. Solo non chinando la testa si riesce a far capire alla parte padronale, che la trattativa si deve fare nel rispetto degli strumenti messi a disposizione dal nostro ordinamento e con la forza delle argomentazioni che si portano al tavolo. Il Coordinatore Provinciale del S.in.Cobas Antonio Di Simone Roma 08/12/2005 |