Per la libertà e i diritti dei migranti

Il 3 dicembre 2005 le lavoratrici e i lavoratori migranti saranno in piazza a Roma per una grande manifestazione nazionale rivendicando:

per la chiusura definitiva dei Centri di Permanenza Temporanea e dei Centri di Identificazione;

● per l’abrogazione della legge Bossi-Fini, senza che si torni alla precedente Turco-Napolitano e alla cultura che l’ha ispirata;

● per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro;

● per una legge in materia di asilo politico che tuteli realmente i richiedenti asilo e i rifugiati;

● per la cittadinanza di residenza e il diritto di voto per tutti i migranti;

● per il rilascio e il rinnovo immediati di tutti i permessi di soggiorno, per la regolarizzazione permanente di tutti i migranti in Italia, per la libertà di circolazione;

● per fermare tutte le espulsioni e gli accordi di riammissione;

● per l’abrogazione di tutti i reati connessi alla clandestinità, per la non punibilità ovvero l’amnistia-indulto per i reati legati alle lotte sociali;

● contro la guerra e per l’abrogazione della legge Pisanu.

 

Si tratta di una mobilitazione contro le condizioni di vita e di lavoro determinate dalla legge Bossi-Fini. Ormai è chiaro a tutti che questa legge non riguarda solo i migranti. Essa ha rappresentato un’anticipazione dei processi di ristrutturazione e precarizzazione del lavoro che oggi la legge 30 e la direttiva Bolkenstein stanno estendendo a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori. Legando il contratto di lavoro al permesso di soggiorno, la legge Bossi-Fini ha prodotto le condizioni di ricattabilità e di sfruttamento che oggi ancora ci impediscono di prendere parola insieme. La precarizzazione dei lavoratori migranti, infatti, trascina verso il basso le condizioni di vita e di lavoro di tutti. Le mobilitazioni dei migranti degli ultimi anni, le iniziative militanti contro i centri di detenzione, ma ormai anche le lotte condotte insieme dai lavoratori migranti e da quelli italiani in fabbrica e negli altri luoghi di lavoro stanno però cambiando questo stato di cose. Mobilitandosi insieme per i precontratti, per le condizioni di lavoro e salariali nelle fabbriche come nelle cooperative, per la difesa dei posti di lavoro contro la delocalizzazione degli impianti, i lavoratori italiani e quelli migranti hanno imparato a conoscersi condividendo lotte per obiettivi comuni.

 

La Rete dei Movimenti dei migranti e antirazzisti chiede perciò alle RSU, ma anche a singoli militanti sindacali, di sostenere e partecipare alla giornata del 3 dicembre per dire NO alla legge Bossi-Fini nella consapevolezza che essa costituisce un attacco a tutta la classe operaia in questo paese.

 

Per adesioni: reti.migranti@libero.it