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Inizia la trattativa per il Contratto Chimico farmaceutico
Sperimentazioni di nuovo modello contrattuale. Il primo dicembre inizia il confronto per il rinnovo del CCNL Chimico Farmaceutico, con una piattaforma sindacale tutta rigidamente ordinata nella più solida tradizione concertativa che non offre veri spunti di novità rispetto alla precedente esperienza contrattuale di una categoria tra le più convinte assertrici del "Concertativo è bello" La piattaforma ripercorre tutte le
vecchie ed ormai dimostratesi inutili ed inservibili teorie dei tavoli
bilateriali. Affonta le questioni del mercato del lavoro riferendosi
genericamente alla necessità di normare quanto previsto per legge (ossia a
legge 30) Ma la vera perla di questa trattativa è la questione salariale. Coerentemente con la sua esperienza precedente, la categoria dei chimici è condotta al rinnovo contrattuale senza sapere quale sia il suo obiettivo salariale. Le uniche certezze sono che una parte consistente di quello che sarà il risultato salariale dovrà finanziare l'aumento dell'indennità di funzione dei lavoratori quadri (già abbondantemente difesi, in rapporto alle altre categorie professionali, dalla consistente riparametrazione dei minimi tabellari ed IPO), che un'altra parte dovrà andare ad adeguare i versamenti per Fonchim. Il tutto ovviamente nel più rigido rispetto del protocollo del 23 luglio. Quindi recupero dello scarto sull'inflazione programmata del precedente biennio e .... udite udite .... un risultato economico sul biennio successivo da calcolarsi sulla base dell'inflazione concordata. Che sia questa la linea su cui Cgil Cisl e Uil si preparano alla prossima verifica con Confindustria sul modello contrattuale ? Certamente Si. A guardare le cose da vicino sembra la pensata di pulcinella. Non viene messo in discussione l'impianto del 23 luglio (quello che fa ridurre i salari). Si propone di sostituire l'inflazione programmata (quella decisa dal Governo) con l'inflazione concordata (quindi decisa unitariamente da imprese e sindacati), per arrivare alla fine (visto che il 23 luglio non è messo in discussione) a fare comunque il conguaglio a fine biennio per riallineare i salari (sempre che le imprese lo permettano visto che ultimamente è dimostrato che le cose non stanno andando così) all'inflazione Istat (quella che misura l'inflazione secondo le convenienze e non secondo la realtà). Alla fine la logica concertativa del 23 luglio completerebbe comunque il suo corso. Dove sta la novità quindi?. E poi, visto che l'inflazione concordata (cercando di non ridere e di prenderla sul serio) deve comunque basarsi su un punto di vista sindacale, quindi su una autonoma indicazione e richiesta iniziale, come mai questo obiettivo non è stato discusso con i lavoratori nelle assemblee. Qual'è l'inflazione che i sindacati vogliono concordare ? Ci si dirà che anche l'inflazione concordata dovrà fare riferimento non già a valutazioni arbitrarie (come succede per l'inflazione programmata) ma a dati oggettivi. Di quali dati oggettivi stiamo parlando ??. Il dramma è che tutti affermano essere oggi la questione salariale questione centrale. Se questo è il modo con cui affrontiamo la questione stiamo freschi. Siamo alla pantomima della linea concertativa..... ossia alla frutta. Orbene questo ci riporta al dibattito in Cgil. Se questo esperimento, avviato con il contratto dei chimici, deve aprire la strada al confronto con Confindustria in materia di modello contrattuale (poverina .. così abbattuta per via della vicenda metalmeccanici) come si può ancora sostenere che la Cgil abbia abbandonato ormai la strada della concertazione. Ovviamente ci riferiamo a Lavoro e Società della Filcem, che non dice nulla (almeno nessuno ha sentito nulla) su questa piattaforma e le sue ambiguità. Seguire da vicino la trattativa dei Chimici è un consiglio che diamo a tutti. Li si giocano partite importanti. Si spiana la strada ad un eventuale verifica di fattibilità di un accordo confederale sul modello contrattuale (non è da escludere che il chimici firmino presto e con tanto di banda musicale per dare pompa magna all'avvenimento) e anche la strada per un isolamento della Fiom che ancora, nonostante tutto, nonostante le difficoltà e le sue stesse contraddizioni, continua a crederci che una diversa uscita dall'imbuto concertativo continui ad essere la questione centrale che oggi il sindacato ha di fronte. 30 novembre 2005 Il Coordinamento Rsu
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