Comunicato Stampa


NO ALLO SCIPPO DEL TFR E NO AI FONDI PENSIONE!

Sta per essere varato dal governo Berlusconi il Decreto Legge che scippa il TFR a tutti i lavoratori.
La norma prevede che il TFR maturando dei lavoratori venga conferito integralmente nei fondi pensionistici chiusi e/o aperti (costituiti e gestiti dai sindacati confederali e dal padronato e/o principalmente dalle banche e assicurazioni).
È evidente come questa sia una manovra di smantellamento del sistema previdenziale pubblico, funzionale a chi vuole mettere le mani sui 13 miliardi di euro l’anno di TFR dei lavoratori. Seduti al banchetto a spartirsi il malloppo, per giocarlo poi in borsa, ci sono il governo Berlusconi, il padronato e i sindacati confederali CGIL CISL e UIL.

DOBBIAMO IMPEDIRE LO SCIPPO DEL TFR E LA FINE DELLA PENSIONE PUBBLICA.

Il TFR (trattamento di fine rapporto) è una parte del nostro salario accumulato annualmente che si rivaluta automaticamente del 1,5%, più il 75% dell’inflazione del periodo. In questi ultimi 4 anni il suo rendimento è stato pari al 13,44%.
Il TFR maturato è garantito e tutelato per legge anche nel caso di fallimento dell’impresa.
I fondi chiusi (come ad esempio COMETA) hanno raggiunto solo il 5,25% e sono privi di ogni garanzia di tutela del lavoratore e dei risparmiatori. Ricordiamoci di Parmalat, dei Bond Argentini, ecc., così come dei clamorosi fallimenti della Enron, dell’Alaska Carpenter Pension Found e per restare in Italia del Fondo Pensioni della COMIT.
I fondi pensione acquistano titoli sui mercati finanziari. Nessuno dei loro gestori può garantire che non ci siano fallimenti o crack borsistici e che così non spariscano i TFR versati nelle casse dei fondi pensione, come avvenne per il fondo degli insegnanti USA.

Questo recente attacco alle liquidazioni si inserisce nel quadro complessivo delle politiche liberiste portate avanti con diverse sfumature dai vari governi di centro-destra e centro-sinistra, comunque finalizzato al progressivo smantellamento dei diritti dei lavoratori e delle garanzie sociali. A partire dalla controriforma della previdenza pubblica del governo Dini, con il passaggio dal sistema di calcolo retributivo a quello contributivo, passando per il pacchetto Treu (che ha introdotto il lavoro interinale), la liberalizzazione dei contratti a termine, la gestione padronale dell’orario di lavoro, il massiccio e continuativo ricorso allo straordinario, il livellamento al ribasso dei salari, fino alla recente legge 30 (Biagi).
Si vuole imporre un’organizzazione del lavoro incardinato sulla precarietà e sulla flessibilità sfrenata, nella quale il contributo della leggi Turco-Napolitano e successivamente della Bossi-Fini ricoprono un ruolo paragdimatico nell’ulteriore precarizzazione e sfruttamento dei lavoratori immigrati. Questo sistema di precarietà viene aggravato dal processo di privatizzazione del cosiddetto stato sociale (pensioni, sanità, servizi e trasporti) che contribuiscono all’estorsione di quote sempre maggiori di salario “indiretto”.

NON VOGLIAMO UNA VITA DI LAVORO PRECARIO E UNA PENSIONE DA FAME.

Dal 19 novembre partirà la campagna contro lo scippo del TFR. Il comitato fornirà:
Il testo di una mozione contro lo scippo del TFR da far votare in assemblea nei posti di lavoro.
I moduli per negare il proprio consenso al versamento nei fondi pensione del TFR.

Ma soprattutto il comitato territoriale promotore della campagna contro lo scippo del TFR invita alla mobilitazione, con iniziative nei posti di lavoro e nel territorio, perché:

Il TFR non sia versato nei fondi pensione e le pensioni non siano legate ai mercati finanziari.
Il TFR sia reso immediatamente disponibile a tutti i giovani lavoratori che ne sono privati dalle varie controriforme pensionistiche;
La pensione sia calcolata col vecchio sistema, quello retributivo e non con il metodo attuale, quello contributivo, che riduce drasticamente l’assegno pensionistico, in particolare modo a tutti i lavoratori atipici;
L’età pensionabile sia abbassata.

INOLTRE CONTESTIAMO QUESTA FINANZIARIA E LOTTIAMO PER:

Salari e pensioni dignitose.
Nuova scala mobile per difendere salari e pensioni.
Eliminazione del precariato e delle leggi antisciopero.

Invitiamo tutti i lavoratori a costruire comitati unitari sul posto di lavoro e a partecipare all’assemblea cittadina di costituzione del comitato territoriale contro lo scippo del TFR che si terrà

VENERDÌ 16 DICEMBRE ALLE ORE 20 IN SALA ALESSANDRINI
(Via Matilde di Canossa 19, Crema)

Il comitato promotore della campagna contro lo scippo del TFR e per il no ai fondi pensione si riunisce tutti i giovedì alle 21,00 in Via S. Elisabetta 9 Crema e sarà presente con presidi in p.zza Garibaldi il 26 novembre e in P.zza Duomo il 3 e il 10 dicembre dalle ore 15,30

I Promotori del Comitato Cremasco contro lo scippo del TFR