Fabio Sebastiani
Poco più di una ventina di giorni alla fine dei congressi di base,
l'unico momento dove sono previste delle vere e proprie "alzate di
mano"; una buona affermazione delle tesi alternative e una
partecipazione di lavoratori e lavoratrici non certo rimarchevole.
Dalle prime informazioni, non ufficiali ovviamente, ricavate sentendo
i vari segretari regionali, il congresso della Cgil si può riassumere
per il momento in queste brevi note.
Dopo circa quindici anni la discussione congressuale nel più grande
sindacato italiano si sta svolgendo su un documento unico e tre tesi
alternative (due presentate da Gianni Rinaldini e una da Gian Paolo
Patta), più tutta una serie di emendamenti. Un recinto che a molti è
apparso abbastanza ristretto in un momento in cui i temi all'ordine
del giorno sono piuttosto importanti, in vista del nuovo patto sulla
concertazione.
Questo naturalmente condiziona non poco il livello del confronto.
Le tesi alternative di Rinaldini (sostenute da tutta una serie di
sindacalisti come Giorgio Cremaschi, Ferruccio Danini, Carlo Baldini,
Dino Greco e altri segretari di Camere del lavoro come Reggio Emilia e
Cosenza) stanno riscuotendo un successo leggermente superiore alle
aspettative. Soprattutto in alcune regioni del Nord, come Piemonte,
Lombardia ed Emilia Romagna le due tesi su democrazia e contratti
hanno ottenuto importanti consensi. Eclatante il caso del Comune di
Torino (circa 11mila dipendenti) dove nelle varie assemblee che si
sono tenute al Palazzo Centrale le tesi alternative hanno ottenuto la
maggioranza. L'idea di un sindacato che fa votare i lavoratori e che
sul tema del salario non sta certo in difesa sta "migrando" in altre
categorie come La Funzione pubblica, la Scuola (a Milano le tesi
alternative hanno ottenuto il 34%), tra i bancari (Roma) e in alcune
aree degli addetti al commercio. «Hanno deciso di fare un congresso a
"deciso a tavolino" - sottolinea Lucia Saglia, del Comune di Torino -
e quindi se lo dovevano aspettare che i lavoratori avrebbero dato
maggiori consensi proprio a chi sottolinea con forza il tema della
democrazia, visto dall'angolazione del singolo lavoratore. I
lavoratori vogliono contare. Non ci stanno più al gioco di chi prende
decisioni sulla loro testa».
La conferma che per le tesi alternative otto e nove stia andando
bene arriva anche da Ferruccio Danini, membro del Comitato direttivo
nazionale della Cgil. «In particolare - sottolinea Danini - la tesi
sul modello contrattuale sta ottenendo un grandissimo successo non
solo all'interno della Fiom, che sarebbe scontato, ma nell'insieme dei
lavoratori attivi». «Le tesi di Patta, invece, - aggiunge - in questa
fase stanno ottenendo una adesione inferiore alle aspettative». Per
Lavoro e Società, insomma, potrebbero arrivare molte sorprese
soprattutto dalla Lombardia, dove l'area di Patta ha uno dei suoi
punti di forza. «Sulla base di questi risultati - continua Danini - è
importante produrre un impegno straordinario per fare in modo che ci
siano più congressi di base».
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