| REFERENDUM?!? Nella mattinata del 28 ottobre 2005, nel piazzale antistante Atesia, lavoratori e lavoratrici hanno trovato le rsa (sindacalisti) con dei foglietti in mano che, su loro invito, dovevano essere letti e compilati (la compilazione prevedeva solo “si” o “no”, come le letterine d'amore che si scrivono in prima elementare), per poi essere inseriti in uno scatolone di cartone con funzione di urna. Ma cosa c'è scritto precisamente nei suddetti volantini-schede? Sembra incredibile, ma ci viene riproposto esattamente l'accordo del 24 maggio del 2004, quello contro il quale ci siamo mobilitati in questi ultimi mesi. Risentiamo i sindacati parlare di inserimenti e apprendistati, anche se questa volta propongono part time a 30 anziché 20 ore; di nuovo non viene richiesta una garanzia scritta riguardo l'assunzione a tempo indeterminato alla scadenza dei suddetti contratti. C'è la novità dei contratti a tempo indeterminato immediati in base all' anzianità: ma cosa vuol dire 5/6 anni? La definizione pare piuttosto approssimativa, e comunque riguarderebbe un numero esiguo di persone rispetto alla totalità dei lavoratori; ci sembra anche giusto ricordare come il nazionale della CGIL, il mese scorso abbia inviato una lettera al comune di Roma (pubblicata parzialmente sul quotidiano “il riformista”), nella quale condannava il suddetto per l'appoggio dimostrato nei confronti di lavoratori e lavoratrici di Atesia, aggiungendo che il contratto a tempo indeterminato è fuori dalle regole del mercato. Chiaramente è inutile dire che sui quattro licenziati i sindacati non si sono sentiti in dovere di spendere una parola. La buffonata, “all'insegna della democrazia”, di questo referendum è infine la ciliegina sulla torta: richiedere fogli di carta buttati in una scatolaccia di cartone, senza alcun garante sullo spoglio e sul conteggio dei voti, appare come un insulto all' intelligenza di lavoratori e lavoratrici. È da specificare inoltre il fatto che, stando a quanto ha rilasciato in televisione(nel programma rai “cominciamo bene”, del 27 ottobre) il sottosegretario al ministero del lavoro Maurizio Sacconi, i sindacati nazionali hanno già firmato accordi con l'azienda; ci sembra quindi un'ulteriore beffa che rsa ed rsu aziendali (i gradini più bassi della struttura sindacale) vengano poi a proporci un referendum-farsa su qualcosa che è stato già deciso. Tutto questo ha chiaramente lo scopo di confondere le idee a lavoratori e lavoratrici, in modo tale da farci accettare anche le condizioni per noi più svantaggiose. Intanto le prepotenze e gli stipendi da fame all'interno dell'azienda continuano ad essere realtà, mentre il futuro per noi torna ad essere veramente grigio. Nei prossimi giorni saranno indette assemblee per dibattere e chiarire tali problematiche. Collettivo Precariatesia http://precariatesia.altervista.org |