|
Franco Tonon - Direttivo Cgil Lombardia
A seguire il dibattito tra i compagni di Rifondazione in merito al
Congresso Cgil (mi riferisco in particolare all'intervento di
Tartaglia su Liberazione di domenica scorsa), ciò che immediatamente
colpisce è l'imbarazzo con cui si affronta, senza dare alcuna
risposta, la questione del perché non si sia trovata una sintesi
unitaria sul ruolo delle sinistre sindacali (tutte) nel confronto
congressuale. In effetti questa cosa andrebbe spiegata. Non basta però
una semplice ed ovvia richiesta di valutare nel merito le differenti
opzioni.
I compagni di Lavoro e Società sottolineano nella loro tesi sulla
democrazia la presenza della richiesta di estensione dell'art.18, e
fanno bene. D'altro canto nella sua tesi sulla democrazia Rinaldini
mette direttamente i piedi nel piatto e richiede l'esigibilità del
Referendum come diritto dei lavoratori e non come concessione delle
organizzazioni. Se ci limitassimo al merito non si capirebbe allora
perché le due tesi non potevano trovare una sintesi unitaria.
Lo stesso vale sulla tesi in materia di contrattazione presentata
da Rinaldini ed altri. Come non condividere la preocupazione espressa
da questa tesi sulla necessità di ancorare fortemente la Cgil ad una
scelta anticoncertativa? In fin dei conti sono le stesse
preoccupazioni che anche i compagni di Lavoro e Società esprimono. Perchè quindi Lavoro e Società non ha ritenuto necessario sostenere
questa tesi sulla contrattazione o non ne ha presentata una sua?
A guardar le cose da vicino, se dovessimo soffermarci al merito,
appare chiaro come esistano in realtà diversi orientamenti. Lavoro e
Società considera esauriente il documento congressuale, mentre
Rinaldini ne chiede una maggiore e migliore specificazione in chiave
anticoncertativa.
Non sono, queste, cose di lana caprina soprattutto se si considera
come la Cgil, al di là delle enunciazioni confederali, non si sia affatto
emancipata dalla pratica concertativa.
E' giusto valorizzare l'impegno della Cgil nel suo ruolo di
opposizione alle linee liberiste del governo Berlusconi, ma non basta.
Questo congresso è chiamato a decidere la linea dei prossimi anni e
quindi (probabilmente) del confronto con un prossimo governo di
centrosinistra. E ciò sarà vero se quanto la Cgil ha fino ad ora
sostenuto nel suo ruolo di opposizione a Berlusconi saprà trasformarsi
in piattaforma sia nei confronti di un eventuale nuovo governo che nei
confronti di Confindustria, a partire dalla legge 30, fino
all'emancipazione della contrattazione da qualsiasi vincolo
o prederminazione.
Perché le sinistre sindacali (tutte) in Cgil non hanno trovato una
sintesi unitaria su queste cose? Ovvio. Ci sono chiaramente analisi,
linee, strategie diverse, e di questo bisogna prenderne atto invece di
mettere in campo i soliti imbarazzi che dicono in sostanza "non è
successo niente … andiamo avanti".
Cosa che i compagni di Lavoro e Società possono per altro dire con
estrema facilità anche perché, con la loro opposizione a collegare il
voto sulle tesi ai delegati al congresso, e con la decisione del loro
scioglimento come area programmatica congressuale, hanno ottenuto
dall'attuale maggioranza una rendita di posizione (sovraproporzionata
rispetto alla loro reale rappresentanza) negli apparati della Cgil.
Ciò non di meno, è vero, rimane il problema di guardare anche
avanti per vedere di ricostruire in Cgil una forte sinistra sindacale.
Ma ciò può essere fatto solo se non si avrà paura di confrontarsi
esplicitamente sulle diverse posizioni.
E' già importante che, almeno in Lombardia, molti e sempre più
compagni di Lavoro e Società abbiano comunque deciso (nonostante la
posizione nazionale assolutamente contraria) di sostenere la tesi
sulla contrattazione presentata da Rinaldini, e questa scelta potrebbe
essere allargata facendo cadere quelle contrapposizioni che parti
consistenti dell'apparato di Lavoro e Società (anche di chi si
richiama a Rifondazione) mantiene aperte verso qualsiasi dissenso
interno e verso la Fiom.
Ma qualcosa di più può essere fatto, ad
esempio a partire dalla questione della previdenza e del Tfr. Apriamo
pure un forum di discussione come qualcuno ha recentemente proposto ma
proviamoci almeno a fare anche qualcosa di concreto.
|