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Emendamenti alla piattaforma per il rinnovo del CCNL Chimico farmaceutico Classificazioni. Chiedere in piattaforma una commissione bilaterale che lavori nel prossimo biennio alla individuazione di una proposta per un “nuovo sistema di classificazioni” è troppo generico in rapporto all’importanza del tema. Non si sa infatti per fare cosa questa commissione dovrebbe lavorare. Occorre che siano invece prima definiti gli obiettivi sindacali in materia di “nuove classificazioni”, sia per quanto riguarda il numero dei livelli professionali che la loro percorribilità, e che su questi ci sia prima una discussione ed un mandato dei lavoratori a trattare da parte dei lavoratori. E’ necessario infatti riprendere la discussione sulla struttura classificatoria in modo da rilanciare la centralità del contenuto professionale e ridurre il peso delle distinzioni per IPO (indennità di posizione organizzativa) Si chiede quindi di non inserire in piattaforma questa richiesta ma di avviare una discussione tra i lavoratori per arrivare in occasione del prossimo biennio ad una vera nostra proposta di intervento sulla scala classificatoria.
Orario di Lavoro La piattaforma non risponde adeguatamente alla necessità di riportare sotto controllo sindacale le troppe flessibilità della prestazione e della distribuzione dell’orario. In proposito riteniamo si debba rivalutare in maniera critica la recente esperienza determinatasi sulle modifiche all’articolo 8 apportate nei rinnovi precedenti. Diverse distribuzioni dell’orario devono avere carattere eccezionale e motivato da effettive necessità organizzative, preventivamente verificate dalle Rsu. Devono quindi tornare ad essere deroghe dall’orario normale di lavoro (da fissare contrattualmente come in precedenza in 5 giorni lavorativi distribuiti dal lunedì al venerdì) la cui realizzazione deve avvenire per accordo sindacale e solo per motivate e temporanee necessità.
Salario Riteniamo sbagliato non definire in piattaforma l’obiettivo economico. Riteniamo inoltre insufficiente il semplice riferimento all’inflazione reale (per il biennio precedente) ed all’inflazione concordata per il prossimo biennio. E’ invece necessario costruire un obiettivo salariale che risponda alle necessità dei lavoratori e che sappia quindi ridistribuire anche la produttività nazionale. Si propone quindi che venga quantificata in piattaforma una richiesta di aumento salariale non inferiore ai 140 euro mensili. Riteniamo inoltre che la distribuzione dell’aumento tra minimi tabellari ed IPO venga realizzato ad esclusivo favore dei minimi tabellari, questo anche per valorizzare la centralità del livello professionale in rapporto ad un sistema, come quello delle IPO, che premia essenzialmente non il contenuto professionale del lavoro ma la posizione organizzativa. Riteniamo non sostenibile la proposta di spostare quote dei costi contrattuali per finanziare un aumento delle indennità di funzione dei quadri. Esiste in tutta la categoria un unitario e diffuso bisogno di recupero salariale, che deve favorire soprattutto le basse e le medie categorie, già particolarmente penalizzate nei rinnovi di questi anni. E’ quindi opportuno indirizzare questo rinnovo a sostenere soprattutto le categorie meno tutelate sapendo che le categorie altamente professionalizzate (quadri) già possono disporre di un maggiore risultato economico in funzione dell’effetto riparametrale della distribuzione salariale.
Mercato del lavoro In piattaforma vanno conquistate regole certe di controllo sulla sempre maggiore precarizzazione del lavoro e dell’aumentato ricorso agli appalti esterni. Si propone quindi di inserire in piattaforma: il ricorso a prestazioni lavorative con contratto temporaneo ed a lavorazioni in appalto possono essere effettuate solo a fronte di motivi fondati e dimostrati, non altrimenti risolvibili con le potenzialità aziendali, e deve avere quindi carattere eccezionale e temporaneo. Le aziende informeranno quindi in via preventiva le Rsu con le quali andrà verificato il carattere effettivamente eccezionale e non altrimenti risolvibile di queste prestazioni, definendone congiuntamente la durata e le modalità di verifica e monitoraggio. Qualora l’evento eccezionale dovesse ripetersi nell’arco di 12 mesi, azienda ed Rsu, concorderanno la trasformazione dei rapporti di lavoro temporanei in rapporti a tempo indeterminato.
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