Bracco s.p.a. di Lambrate: la stragrande maggioranza della assemblea sul contratto nazionale vota per 200 euro mensili di aumento e stravolge la proposta dei sindacati confederali.

Le 35 ore pagate 40 vengono sostenute dal 30% dei presenti.

Nella assemblea per il rinnovo contrattuale dei chimici erano presenti circa 170 lavoratori e dopo la presentazione del sindacalista della Cgil si è sviluppato un confronto su alcune proposte presentate da oltre 20 lavoratori.

In particolare:

-                     le 35 ore pagate 40 hanno ottenuto 53 voti;

-                     le 30 ore pagate 40 per i turnisti sono state sostenute da 32 votanti;

-                     per minimo 40 ore di formazione annuali 75 favorevoli;

-                     l’aumento di 200 euro mensili (in due tranches) nei due anni è passata a stragrande maggioranza: 135 favorevoli, 15 contrari  e 20 astenuti.

Con questa votazione i lavoratori e le lavoratrici della Bracco hanno dato una indicazione importante sulla necessità di forti aumenti salariali contro la linea di  moderatismo perseguita con la linea della concertazione nei rinnovi contrattuali degli anni scorsi.

In assemblea non è stato ammessa al voto una proposta che cambiava e democratizzava con criteri proporzionali la composizione delle assemblee dei delegati provinciali, regionali e nazionali per la definizione della piattaforma contrattuale. Si proponeva di abolire il 40% riservato ai membri dei direttivi dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. Il contratto nazionale riguarda tutti i lavoratori iscritti e non iscritti e quindi dovrebbero essere i lavoratori a decidere le richieste e la delegazione alla trattativa.

Per i sindacati tutti, senza discriminazione alcuna, dovrebbe essere prevista la partecipazione e il sostegno alle scelte e alla delegazione eletta dai lavoratori. Ma per la democrazia e per la libera volontà dei lavoratori c’è ancora molta strada da fare perché i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno costruito le assemblee decisionali con il 40% dei loro direttivi. E non basta certo il refrendum dei metalmeccanici del tipo prendere o lasciare se non è possibile per lavoratori e lavoratrici scegliere su proposte e richieste alternative tra loro.

Vogliamo solo spiegare, anche per chi non c’era, cosa abbiamo capito delle richieste di Cgil, Cisl e Uil per i chimici: è stabilito che 17,70 euro è il valore punto che dovrebbe scattare ad ogni 1% di aumento della inflazione. E con la richiesta del 5% si otterrebbe meno di 90 euro (qualcuno ha detto 74 euro). Ma i padroni che si attengono agli accordi del 1993 fanno e faranno resistenza sul recupero degli scostamenti tra inflazione programmata e quindi se non si rompe la gabbia della concertazione è difficile che i lavoratori possano ottenere qualcosa di positivo con le richieste dei confederali.

Lì, 26-10-05