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CONGRESSO CGIL, GUZZONATO: MODALITÀ DEL TUTTO NUOVE |
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''Il congresso della Cgil si svolge con modalita' nuove rispetto al passato: un impianto unitario e 10 tesi, su cui vi sono alcune posizioni alternative''. E' quanto afferma, in una dichiarazione, il segretario organizzativo della Cgil Mauro Guzzonato, a proposito delle dichiarazioni rilasciate oggi dal segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, secondo il quale c'e' il rischio che nelle assemblee di base, che danno l'avvio al congresso, non sia garantita la presentazione delle tesi alternative. ''Confermo - prosegue Guzzonato - che tutte le opinioni devono vivere nel dibattito, e cosi' mi pare sia gia' adesso, per favorire dappertutto una partecipazione ampia e un pronunciamento democratico. Ci sono tutte le condizioni, le volonta' e gli strumenti perchè‚ questo avvenga''. |
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25/10/2005 19.03 |
| Guzzonato e' probabilmente male informato ............ Riportiamo il comunicato di Mauro Guzzonato anche se, purtroppo, non siamo riusciti ancora a recuperare in formato file il testo della dichiarazione di Rinaldini a cui Guzzonato fa riferimento. Crediamo comunque di averne intuito il senso proprio grazie al tipo di replica che Guzzonato si è immediatamente affrettato a diramare. Guzzonato non condivide le preoccupazioni sollevate da Rinaldini sulla blindatura esercitata nella gestione del congresso, e lo fa citando, con particolare entusiasiasmo, il fatto che congresso si sta svolgendo con modalità nuove rispetto al passato..... come dargli torto. Infatti vediamole da vicino queste originali novità: Intanto ricordiamo che c'è un documento congressuale e tre tesi alternative (due sulla democrazia ed una sulla contrattazione). Non si tratta di cosa da poco. In gioco c'è la proposta di dare ai lavoratori il potere di votare sulla validità degli accordi con il più semplice ed efficace degli strumenti, il referendum. C'è inoltre la proposta di respingere ogni nuovo patto sociale sulla contrattazione per liberarla da ogni predeterminazione o vincolo. In gioco c'è quindi una precisa proposta di modello sindacale e di uscita dalla concertazione sui quali il documento di Epifani sorvola. E' chiaro che, anche in assenza di un documento complessivamente alternativo (che sarebbe stato un'occasione di discussione più chiara e precisa) queste singole tesi alternative pesano comunque e fortemente sul come la Cgil uscirà dal congresso. E' quindi importante che il consenso o il dissenso dei lavoratori verso queste tesi venga democraticamente misurato in modo da capire il peso che queste dovranno avere nell'organizzazione. Ma andiamo a veder cosa sta succedendo in realtà
Le perplessità sollevate da Rinaldini sono quindi ben lontano dall'essere solo sue preoccupazioni personali. Guzzonato dovrebbe fare un giro nei territori per vedere gli scazzi quotidiani su ogni assemblea congressuale che si deve organizzare ed il peso asfissiante ed intollerabile (per una organizzazione democratica) dei veti che dalla maggioranza (particolarmente compatta in questo con l'ala pattiana di Lavoro e Società) nascono ogni giorno per bloccare, costi quel che costi, l'elezione di questo o di quel delegato. Ma, come si diceva prima, non
possiamo dare del tutto torto a Guzzonato. In fin dei conti questo è
proprio un congresso gestito con modalità diverse, ... diverse cioè da
quanto previsto dal regolamento congressuale (quello votato dal direttivo
nazionale). Il Patto dice una cosa semplice. Lavoro e Società si scioglie come area programmatica, in cambio ottiene di mantenere nelle segreterie e nei direttivi la stessa percentuale del precedente congresso. Si è vero, ci sono delle tesi alternative, ed il regolamento congressuale prevede che, in un congresso democratico, il voto degli iscritti deve contare nella scelta delle platee congressuali e quindi sugli equilibri futuri nell'organizzazione. Ma c'è il "Patto" e quindi bisogna fare in modo che che non si dia troppa importanza alle tesi alternative e che non si dia la possibilità a queste di misurare il loro reale consenso tra gli iscritti. Così si spiega quello che realmente sta succedendo. Guzzonato ha proprio ragione. E' un congresso diverso. Però non tutti sono d'accordo. In Cgil c'è ancora gente che crede nel valore del regolamento congressuale (quello votato dal direttivo nazionale), nelle delibere della commissione nazionale di garanzia, e che vuole fare un congresso vero, partecipato e democratico. Perlomeno ci proviamo e Guzzonato non deve aversene a male per questo. Ci si dirà però che c'è anche un Patto tra 12 iscritti che avrebbero deciso come spartirsi i posti ancora prima che il congresso partisse, ma a questo si può porre rimedio. Potremmo anche noi fare un patto. Basterebbero 13 iscritti (13 sono più di 12) che facessero un patto per dichiarare non valido il patto dei 12. Dal punto di vista giuridico (qualsiasi giudice civilista lo confermerebbe) avrebbe lo stesso valore dell'altro, ossia zero. Così per lo meno ci troveremmo una sentenza che ci obbligherebbe tutti a rispettare l'unico documento valido, quello votato dal direttivo nazionale, ossia il regolamento congressuale. Ma per fortuna Guzzonato (che è il responsabile organizzativo della Cgil) afferma ..''Confermo che tutte le opinioni devono vivere nel dibattito, e cosi' mi pare sia gia' adesso, per favorire dappertutto una partecipazione ampia e un pronunciamento democratico. Ci sono tutte le condizioni, le volonta' e gli strumenti perchè‚ questo avvenga''..... Ci Auspichiamo quindi che Guzzonato aiuti questo congresso a svolgersi democraticamente ricordando (magari con una nota scritta ed ufficiale, con tanto di protocollo) a tutte le strutture Cgil che esiste un regolamento congressuale che va rispettato e che quindi i presentatori delle tesi alternative devono poter andare a fare tutte le assemblee che riescono a coprire e che l'elezione dei delegati nei congressi di base non deve avvenire su lista bloccata ma su una lista che deve tener conto del voto che i lavoratori avranno dato alle tesi, anche a quelle alternative. 25 ottobre 2005 Coordinamento Rsu
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