comunicato stampa


UNA RISPOSTA VERA E SUBITO: SCIOPERO GENERALE IL 21 OTTOBRE
(dichiarazione di Paolo Sabatini – coordinatore nazionale del Sincobas)

 

Padroni e Governo, uniti nella lotta al mondo del lavoro e ai diritti sociali, perseguono tenacemente il loro obiettivo di ridurre il potere d’acquisto dei salari e di aumentare ulteriormente la flessibilità del lavoro attraverso assunzioni sempre più precarie e la privatizzazione di fondamentali comparti del servizio pubblico dalla sanità alla scuola, dai trasporti alla previdenza.

Chi dovrebbe opporsi in modo intransigente a queste politiche sociali e del lavoro, le organizzazioni sindacali che avrebbero l'obbligo di rappresentare i bisogni del mondo del lavoro, rispondono in modo differenziato.

CGIL-CISL-UIL fanno la voce grossa arrivando a dire ( Podda – CGIL-FP) a proposito della Finanziaria che la stessa produrrà effetti da “macelleria sociale" ma nel contempo propongono uno sciopericchio di 4 ore tra un mese e mezzo su obiettivi fumosi! Quattro ore territoriali che, grazie ai loro accordi per limitare il diritto di sciopero, escluderebbe tutto il settore educativo delle scuole statali e di quelle degli enti locali in cui lo sciopero breve può essere solo di un’ora!

Il Sincobas, insieme ad altri sindacati di base e ai delegati RSU di alcune importanti aziende, ritiene che la risposta del mondo del lavoro dovrebbe essere immediata e più incisiva.

Risponde a questa necessità la proclamazione di sciopero dell’intera giornata del 21 ottobre di cui si sono fatti carico SINCOBAS, SULT, CNL, CUB-RDB, UNICOBAS e USI-AIT.

L’obiettivo è quello di unificare le molte vertenze sparse all’interno del mondo del lavoro, dal rinnovo dei contratti pubblici e privati scaduti o in scadenza alle lotte dei ricercatori dell’università, degli studenti, dei dipendenti delle fabbriche in crisi o di quelli in via di privatizzazione. Quello che serve oggi è uno sciopero vero che affronti i nodi reali della condizione del lavoro dipendente nel nostro paese e del progressivo peggioramento dello stato sociale. Uno sciopero con obiettivi chiari intorno a cui provare a raccogliere lo sfiduciato (ma non per questo domato) bisogno di invertire le politiche economiche e sociali che tutti i giorni viviamo nei nostri posti di lavoro: dalla fatica di arrivare a fine mese all’incertezza sul nostro futuro lavorativo per fare solo qualche esempio. Uno sciopero che abbiamo proposto a tutti i soggetti, anche quelli che non possono proclamare sciopero (come le RSU), per costruirlo insieme e dal basso, per rispondere subito e davvero
agli attacchi di governo e padronato. Questa la piattaforma su cui invitiamo allo sciopero:

per il rilancio delle pensioni pubbliche, contro lo scippo del TFR
per chiudere subito tutti i contratti nazionali con aumenti mensili di 250 euro, per difendere salari e pensioni dall’aumento del costo della vita con una nuova scala mobile
stop al lavoro precario, introduzione di forme di sostegno al reddito.
per il ripristino della piena libertà sindacale e di sciopero, per tutti e senza discriminazioni




Milano, 15 ottobre 2005