|
Ordine del giorno sulla democrazia interna alla Cgil La scadenza congressuale della Cgil è un’appuntamento importante per la discussione e la decisone in merito alle linee sindacali per i prossimi anni, ma anche un momento di verifica del suo gruppo dirigente, a cui tutti gli iscritti possono partecipare contribuendo a definire, con la loro espressione di voto sulle varie tesi presentate, il peso e la misura di ogni sensibilità che dovrà trovare adeguata rappresentanza nei nuovi organi dirigenti della nostra organizzazione. Se questo è lo spirito del regolamento congressuale (discusso e votato dal Direttivo nazionale della Cgil) e del nostro Statuto, a questo spirito si contrappone contraddittoriamente la ”lettera di intenti tra i 12 segretari confederali” che di indica invece come i nuovi organismi dirigenti debbano rispettare le percentuali di rappresentanza del precedente congresso. Si tratta di un accordo che di fatto risponde alle richieste ed alle necessità sollevate da un’area programmatica che, avendo deciso di sciogliersi nella nuova maggioranza Cgil ottiene come contropartita il mantenimento della sua precedente rappresentanza. Si tratta, di riflesso, di un accordo che contraddicendo lo spirito del regolamento congressuale (unico riferimento ufficiale per la conduzione del congresso) rende inutile il contributo degli iscritti nel dare, col loro voto, peso e misura alla rappresentatività delle sensibilità che si sono presentate al confronto con essi attraverso la presentazione di tesi alternative. Mai si era visto in Cgil una tale contraddittorietà. Da un lato gli iscritti sono giustamente chiamati al voto sul documento congressuale e sulle tesi alternative presentate. Dall’altro la ”lettera di intenti tra i 12 segretari confederali” sembra indicare una decisione già presa, a prescindere dal voto degli iscritti. - Crediamo che vada difesa la Cgil nel suo essere organizzazione programmatica, sconfiggendo ogni tentativo di riportarla all’interno di logiche correntizie. - Riteniamo che vada salvaguardato lo spirito del nostro regolamento congressuale votato dal Direttivo Nazionale della cgil, e che sia data la giusta importanza al voto degli iscritti anche e soprattutto nella definizione dei nuovi gruppi dirigenti. - Chiediamo quindi che i centri regolatori difendano il procedere democratico del nostro congresso, non dando applicazione ad un accordo per altro non discusso né fatto proprio dal Direttivo nazionale della Cgil, ed a farsi garanti che, nella formazione dei gruppi dirigenti, sia data la giusta rappresentatività alle indicazioni di voto sulle tesi congressuali che democraticamente gli iscritti sono chiamati a dare.
|