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La C.G.I.L. verso il XV congresso
Care Compagne e cari Compagni, Il mondo del lavoro vive oggi in un clima di incertezza francamente poco sostenibile e l’assenza di adeguati ammortizzatori sociali getta letteralmente sul lastrico la stragrande maggioranza delle famiglie italiane. Dobbiamo fare i conti con le numerose vertenze aperte su tutto il territorio e con una legge varata dal centrodestra, la legge 30, caratterizzata dall’idea che risparmiare sui diritti e sulle tutele sia il modo per rilanciare l’economia in declino di questo Paese. I danni di questa politica sono manifesti: il lavoro precario e frammentato ha prodotto insicurezza e sfiducia nel futuro perché è cresciuto il lavoro nero, il lavoro irregolare e sottopagato a tutto danno dei più deboli. La sfida che ci prepariamo a sostenere è quella di innestare un nuovo processo che sia in grado di aggredire, con politiche attive ed efficienti, i danni provocati dal governo di centrodestra e che sono sotto gli occhi di tutti. Prioritariamente occorre rendere effettivamente esigibili i diritti economici e sociali (salari adeguati al caro-vita, ammortizzatori, redditi di cittadinanza, ecc.) creando occupazione stabile e con un’attenzione costante ai bisogni dei soggetti socialmente più deboli. E’ necessario un programma di lavoro con quei valori di riferimento che sono l’essenza di un Paese democratico e che possiamo sintetizzare così: dignità delle persone, diritto di vivere senza ricatti, in libertà, partecipazione, legalità, sicurezza. Servono politiche pubbliche, risorse pubbliche per la ricerca, per l’innovazione, per l’istruzione, per la formazione, ecc.; c’è bisogno di coesione sociale e non di privilegi difficili da scardinare; occorre realizzare un modello organizzativo compatibile con le esigenze sociali e non di privatizzare monopoli pubblici trasformandoli in monopoli privati. Siamo di fronte all’urgenza del recupero del valore dei salari che non crescono mentre il gigantesco aumento delle rendite non dà segni di arresto; siamo di fronte alla necessità di un progetto di rilancio dell’economia e di soluzioni di tutela del lavoro e dell’occupazione, visto che la “flessibilità” ha permesso alle imprese immediati risparmi, derivati dalla compressione del costo del lavoro e dei diritti dei lavoratori, ma non ha determinato un consolidamento della competitività alimentando, soltanto, la competizione bassa dei prodotti. Investire in formazione, scuola, università e ricerca pubbliche vuol dire far crescere il nostro Paese e attivare una svolta. Il lavoro non può che stare al centro di questo progetto perché il lavoro fatto di diritti è propulsione di crescita e di democrazia. E’ dunque il ruolo della contrattazione lo strumento più importante del sindacato per difendere i diritti delle persone che rappresenta e attraverso la partecipazione è possibile costruire una sede permanente di confronto per mettere in atto le azioni necessarie. Rafforzare la partecipazione significa implementare e rendere più efficace l’azione del sindacato. La CGIL è in procinto di discutere e decidere quel che farà nel proprio congresso che si svolgerà con un solo documento nel quale, però, sono previste tesi, presentate dal segretario generale della FIOM Gianni RINALDINI, che affrontano proprio i temi della contrattazione, della democrazia e dell’autonomia: tesi alternative 8 e 9.
Tesi 8 La tesi 8 apre dichiarando: “la nostra proposta sulle politiche contrattuali deve essere rigorosa e coerente a una linea che assume la centralità del lavoro come scelta fondamentale per un nuovo progetto sociale” ; segue la considerazione: “nel corso di questi anni le scelte compiute dal governo e dalla Confindustria hanno determinato una redistribuzione del reddito contro lavoro e pensioni, generando precarizzazione. In questo contesto la CGIL ha sostenuto una convinta battaglia a sostegno dei redditi, contro la legge 30 e per la difesa del contratto nazionale”. Inoltre, è ritenuta complessivamente insufficiente la contrattazione di secondo livello, se pur con risultati diversificati all’interno delle categorie e nelle aree territoriali, individuandone i limiti principalmente riguardo alla “organizzazione del lavoro e i cambiamenti prodotti dai processi di trasformazione e di esternalizzazione delle imprese”. Tali limiti hanno prodotto e incrementato le differenze salariali tra uomini e donne, doppi regimi contrattuali e, più in generale, hanno prodotto il peggioramento delle condizioni lavorative. D’altra parte, è drammaticamente vero quel che scrive Rinaldini dell’Italia: “si è verificato uno spostamento della ricchezza prodotta verso i profitti e le rendite e le retribuzioni hanno subito un arretramento tra i più significativi in Europa” ; e ancor più vera è la necessità di un sindacato che deve “saper mettere in campo una proposta alta di politica contrattuale per ristabilire autorità negoziale, salariale e normativa a tutti i livelli della contrattazione e per tutte le tipologie di lavoro”. Pertanto, aderire alla tesi Rinaldini significa sostanzialmente esprimersi contro la logica che subordina diritti sociali e lavoro alle imprese e al mercato e contribuire al realizzarsi di una politica contrattuale che aumenti i salari e non le rendite. Per questo è fondamentale un sistema contrattuale unico per tutti e la definizione del ruolo, compito e funzioni. Rinaldini individua nel contratto nazionale lo strumento decisivo e da rafforzare, respingendo regole e modelli che portano a un federalismo contrattuale, per il raggiungimento dell’obiettivo della redistribuzione, della ricchezza dell’aumento delle retribuzioni reali. Inoltre, non è meno importante che nella contrattazione di secondo livello si riaffermino i valori di solidarietà, equità, uguaglianza, rispetto delle differenze; utile sperimentare, nell’ambito della contrattazione decentrata, azioni contrattuali che abbiano l’obiettivo di riunificate il lavoro. Sempre, scrive Rinaldini, è da considerare “vincolante il referendum dei lavoratori e delle lavoratrici su tutto ciò che attiene alle piattaforme e agli accordi”.
In breve
Perché votare la tesi 8 Le politiche contrattuali primo firmatario Gianni Rinaldini
· Perché priorità della contrattazione nazionale deve essere l’aumento dei salari · Perché la contrattazione è lo strumento per garantire gli stessi diritti alle lavoratrici e ai lavoratori e, coerentemente, è indispensabile il rifiuto di accordi che discriminassero giovani e nuovi assunti. · Perché la contrattazione deve: garantire la certezza di assunzione a tempo indeterminato, deve imporre alle aziende il rispetto dei diritti sugli appalti e su tutto il lavoro esterno, non deve transigere sulla difesa della salute e sicurezza dei lavoratori. · Perché il principio deve essere il seguente: tutti i lavoratori devono avere gli stessi diritti e allo stesso lavoro deve corrispondere lo stesso salario (vale anche per appalti, cooperative, esternalizzazioni di aziende sia pubbliche che private) · Perché è necessario costringere le imprese alla responsabilità sociale penalizzandole fortemente in caso contrario · Perché è necessario frenare le delocalizzazioni delle imprese rendendole più costose · Perché è necessario respingere la pratica diffusa dei licenziamenti · Perché è indispensabile l’abrogazione della legge 30 e tornare a discutere molte delle norme contenute nel pacchetto Treu per dire basta alla precarietà del lavoro · Perché si ritiene necessario incidere per la costruzione di una legge che favorisca il lavoro a tempo indeterminato rendendo i contratti precari più costosi per le Aziende · Perché si crede all’estensione dei diritti sindacali e sociali a tutto il mondo del lavoro, senza distinzioni, e per questo si vuole riprendere la battaglia sull’estensione dell’art. 18 e dei diritti sociali · Perché bisogna porre fine alla flessibilità selvaggia degli orari di lavoro per riconquistare il diritto a tempi e condizioni di lavoro che non distruggano le persone · Perché è necessario difendere il diritto di sciopero e il rispetto degli accordi.
Tesi 9
La tesi 9 considera la pratica della partecipazione come vera attività in grado di rendere più forte la democrazia del nostro Paese. Scrive Rinaldini: “La società italiana ha bisogno di più partecipazione per rendere più forte la democrazia” e ritiene indispensabile il consolidamento della pratica democratica: “Occorre riattualizzare tutti i canali che hanno consentito, anni addietro, una grande e proficua stagione di partecipazione democratica, a livello istituzionale, politico e sociale”. La democrazia rappresenta l’asse strategico per la definizione di nuovi assetti di potere a favore dei lavoratori e delle lavoratrici e per questo motivo la battaglia per l’estensione dei diritti per tutti i lavoratori e le lavoratrici deve essere sostenuta con forza. Scrive Rinaldini: Più partecipazione e più politica per il sindacato significano necessariamente anche più confederalità”. Si tratta di un’idea alta del sindacato e della confederalità che deve essere caratterizzata da un percorso democratico unitario che progetti e definisca identità e proposta politica. Progetto e democrazia significano autonomia, indipendenza politica e culturale del sindacato. A tale proposito la CGIL dovrà avanzare a CISL e UIL la proposta di un lavoro comune per la definizione di una Carta programmatica dei valori del sindacato confederale; l’unità sindacale, infatti, non può prescindere dalla costruzione di un progetto comune.
In breve
Perché votare la tesi 9 La partecipazione quale asse strategico per riprogettare il paese e i valori della confederalità, dell’autonomia, dell’unità primo firmatario Gianni Rinaldini
· Perché si pensa che democrazia significhi partecipazione · Perché si pensa che il sindacato debba rinnovarsi attraverso il percorso della partecipazione e della democrazia · Perché si ritiene giusto che tutte le piattaforme, tutti gli accordi, tutte le scelte importanti del sindacato siano convalidate dal voto dei lavoratori direttamente interessati · Perché si considera indispensabile che le scelte espresse con il voto dai lavoratori siano vincolanti per il sindacato e che, per questo, il referendum su piattaforme e accordi deve essere obbligatorio · Perché si ritiene indispensabile che i lavoratori partecipino alle trattative con le aziende · Perché si ritiene indispensabile che tutti i lavoratori abbiano il diritto di eleggere i propri rappresentanti, che tutti i lavoratori eleggano proprie RSU senza quote garantite per nessuno e che tutti i lavoratori possano concorrere alle elezioni delle RSU · Perché si considera indispensabile che il sindacato CGIL chieda, anche senza l’accordo con CISL e UIL, al nuovo Parlamento una legge sulla democrazia sindacale · Perché si ritiene indispensabile che il sindacato costruisca il proprio punto di vista con i lavoratori e che sia completamente autonomo rispetto a poteri imprenditoriali, economici, politici · Perché si ritiene indispensabile che il sindacato contribuisca alla crescita del Paese con i suoi strumenti, esercitando sempre ed incondizionatamente la propria opera di critica e non considerando mai un governo “amico”.
Per tutte le ragioni esposte invitiamo tutte le compagne e tutti i compagni:
a sostenere con la propria adesione e votare nel congresso CGIL
le tesi alternative 8 e 9 primo firmatario Gianni Rinaldini
PER SOSTENERE LE TESI RINADINI INVIARE IL PROPRIO NOME, COGNOME, MAIL ALL’INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA Taormina@cattid.uniroma1.it
Sostengono le tesi 8 e 9 primo firmatario Gianni Rinaldini: Marcello Biocca, Paolo Bottoni, Francesco Cioffi, Daniele Canti, Paolo De Nardis, Francesco Gallerano, Luigi Giannini, Francesca Lamanna, Tiziana Ortolani, Antonio Maiorano, Emanuela Maturini, Massimo Morassut, Raul Mordenti, Raffaele Principe, Enzo Scandurra, Alessandra Taormina
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