Il Riformista e la tenaglia
di Epifani e Patta contro
la Fiom Cremaschi risponde: «Cadono i veli»
 
 
«Quanto accade dimostra che le scelte neoconcertative di Lavoro e Società fanno danni alla Fiom e alla sinistra sindacale». Reagisce duramente Giorgio Cremaschi all'articolo uscito lo scorso sabato sul Riformista che in un resoconto dell'assemblea dei riformisti in Fiom (dissidenti dalla linea Rinaldini e in forte minoranza) parla di «manovra a tenaglia» di Epifani, da un lato, e Patta, dall'altro, contro le tesi alternative (8 e 9 su contratti e democrazia) presentate da Rinaldini e sostenute, tra gli altri, da Giorgio Cremaschi.

«Nel congresso oltre i trasformismi e i patti di apparato - sottolinea Cremaschi - si decide se rompere per sempre la gabbia del 23 luglio e garantire ai lavoratori il voto sui contratti senza se e senza ma come chiede Gianni Rinaldini». All'assemblea dei riformisti in Fiom sono intervenuti Carla Cantone, Marigia Maulucci, Achille Passoni e Giorgio Guzzonato, tutti segretari Cgil, oltre al presidente dell'Ires e capofila dei riformisti Agostino Megale.